COME DAGO ANTICIPATO, LA RAI SECONDO MONTI DEVE ANDARE VERSO UN AMMINISTRATORE DELEGATO CON TRE CONSIGLIERI TECNICI INVECE DI NOVE POLITICANTI - FACILE A DIRSI, DIFFICILISSIMO A FARSI: CON UNA LEGGE CHE DOVRA’ FINIRE AL VOTO DEI DUE RAMI DEL PARLAMENTO DEVE PASSARE SOTTO IL PARERE VINCOLANTE DEL CAINANO. CHE GIA’ SUL BEAUTY CONTEST SUL DIGITALE STA ALZANDO LE BARRICATE: FINIRA’ CON UNA “TRANSAZIONE” DI INTERESSI O CON LA PIU’ ITALICA “PROROGATIO” DELL’ATTUALE CDA?...

Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

«La legge Gasparri non funziona, così la Rai è ingestibile». Da due settimane Mario Monti ha sul tavolo il corposo dossier che gli hanno consegnato il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Lorenza Lei durante il lungo incontro che precedette l´apparizione del premier a "Porta a porta". Il Professore si è già fatto un´idea.
È un´idea che presto potrebbe diventare un´iniziativa del governo per cambiare il modello di governo della televisione pubblica.

Per Monti la Rai ha due problemi fondamentali: i conti in rosso e la struttura gestionale. È soffocata dalla politica attraverso un consiglio di amministrazione elefantiaco e legato a doppio filo ai partiti. Su queste certezze, studia un intervento. Perché da sempre la Rai è lo specchio del governo, il suo biglietto da visita presso i cittadini-spettatori.

Quella sera di quindici giorni fa, Monti fece solo brevi considerazioni. Ma il suo pensiero è abbastanza definito. Quello che conta in un´azienda è l´efficienza. Non si capisce come faccia la Rai, è l´analisi di Palazzo Chigi, a essere efficiente con un cda di nove persone e un direttore generale che ha poteri limitati. Bisognerebbe ridurre il consiglio a tre membri e nominare un amministratore delegato che abbia deleghe veramente operative.

Tradotto significa un capo azienda che possa nominare direttori di tg e di rete senza passare dalla voracità della politica, che sia in grado di firmare un contratto con Fiorello o Santoro saltando la mediazione con i consiglieri. È lo stravolgimento totale della Gasparri che invece ha consegnato più che mai Viale Mazzini al controllo ferreo della maggioranza, fatto salvo il presidente di garanzia. Scelto dall´opposizione, ma destinato a stare in minoranza. Monti coltiva l´ipotesi di consiglieri nominati uno a testa dai presidenti del Consiglio, di Camera e Senato. «Ma si possono trovare altre strade».

Il decreto di riforma della governance è allo stadio iniziale. Ci lavora Monti, come premier e azionista della Rai nel suo ruolo di ministro del Tesoro. Ci lavora Corrado Passera, che ha la delega delle Comunicazioni. Potrebbero muoversi già nelle prossime settimane. Se è vero, com´è vero, che l´attuale vertice Rai scade il 28 marzo. E se hanno pensato in queste ore di applicare al Senato lo "schema" provato la scorsa settimana alla Camera. Dopo una lunga trattativa, il governo decise di accogliere a Montecitorio gli ordini del giorno per bloccare il beauty contest sulle frequenze digitali.

Quei testi furono approvati e neanche 24 ore dopo Passera annunciò il blocco del bando che regalava nuovi canali a Rai e Mediaset. Stavolta l´esecutivo ha pensato di cavalcare un ordine del giorno presentato al Senato da Luigi Zanda (Pd) nel quadro della manovra con il quale si chiedeva di commissariare l´azienda o di cambiare radicalmente «l´assetto gestionale». L´ordine del giorno alla fine si è perso nel calderone delle proposte presentate in commissione e non è stato esaminato. Monti e Passera però sono pronti ad andare avanti.

La vera tentazione del premier è la privatizzazione. «Sarebbe la cosa migliore». Ma non c´è il tempo necessario e «mi rendo conto - è il ragionamento di Monti - che la politica vivrebbe questa scelta come un dito nell´occhio». Ma la Rai è nel mirino. L´intervento sicuro è quello sui conti. Si pensa a un minimo aumento del canone del 2012.

La stangata già inferta ai cittadini consiglia però una certa cautela. Qualcosa comunque è stato fatto nella manovra di Natale. L´evasione delle società (alberghi, laboratori, bar, altri luoghi pubblici) viene colpita con una norma che inverte l´onere della prova. Saranno le imprese a dover dimostrare di non usare la tv. Intanto dovranno pagare il canone. Con questa misura si calcola un gettito di 70 milioni.

Il Tesoro interverrà anche sul patrimonio immobiliare della Rai. Si possono vendere il meraviglioso Palazzo Labia sul Canal Grande (sottoposto però a rigidissimi vincoli artistici), la sede di Viale Mazzini (che ha il problema dell´amianto), immobili a Torino. Ma il vero valore di mercato è nei ripetitori, "bottino" molto desiderato da tutti gli operatori delle telecomunicazioni.

Su questi asset, l´azionista Monti imporrà all´azienda una cura dimagrante. Le dismissioni sempre annunciate nei piani industriali stavolta diventeranno obbligate. Il governo intende andare fino in fondo. Perché ancora più della governance il premier è preoccupato del "rosso" di Viale Mazzini: 320 milioni nel 2011. Solo un decimo del patrimonio complessivo della Rai, 3 miliardi. Ma il 2000 per cento in più di quattro anni fa quando era fermo a 16 milioni.

 

Mario Monti LORENZA LEIgarimberti foto mezzelani gmt SILVIO BERLUSCONI passera

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”