IL GIOCO DELLE TORRI/2 – IL RENZIANO GIACOMELLI: ''NESSUN RIPENSAMENTO, RAI WAY RESTERÀ A CONTROLLO PUBBLICO'' – ACCORDO CON MEDIASET IN MINORANZA? “SARÀ L’ANTITRUST A FARE LE SUE VALUTAZIONI”

Paolo Conti per il “Corriere della Sera

 

Il governo assicura che il 51% di Ray Way resta nelle mani Rai. C’è chi immagina un futuro ripensamento del governo. Che ne pensa il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli? 


«La nostra scelta era chiara dall’inizio. Dinamizzare Rai Way, dimostrare la sua capacità di essere protagonista sul mercato. I risultati ci hanno dato ragione. Il controllo pubblico era e resta il chiaro presupposto dell’operazione. Chi immagina un ripensamento, dopo la nostra illustrazione in Borsa e agli investitori, ha un’idea surreale del mercato. A mio avviso sulle infrastrutture strategiche c’è un deficit di controllo pubblico, non un eccesso. Il vero ruolo pubblico è assicurare infrastrutture neutrali per permettere una sana, libera e trasparente concorrenza». 

antonello giacomelliantonello giacomelli


Sarà possibile una società Mediaset al 49% - Rai al 51%? 


«Qui entra in gioco il ruolo di altri interlocutori, come l’Antitrust, che farà le sue valutazioni. Non è compito del governo. Le leggi del mercato sono le leggi del mercato». 


Il consiglio Rai ha varato la riforma delle news. Non c’è pericolo per il pluralismo? 


«Qualcuno pensa che la lottizzazione del 1975 con i tre Tg, figli di un’Italia sparita, sia sinonimo del pluralismo e che il modello Bbc, col direttore unico delle news, soffochi la diversità di voci? Suvvia. Mi pare un passo significativo possibile, vorrei sottolinearlo, solo sotto questo governo. Per dirla con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, la riforma Gubitosi “va nella giusta direzione”, aggiungo che poteva essere ancora più ambiziosa». 


La riforma Rai di Renzi arriverà con un decreto legge, tra prevedibili contrasti, o si proverà col disegno legge? 

Giacomelli Antonello Giacomelli Antonello


«Il governo ha tutta l’intenzione di imboccare un percorso legislativo normale con un giusto confronto parlamentare, anche con chi ci critica, non in tempi biblici ma utili per luglio, terzo anniversario dell’insediamento alla Rai del presidente Anna Maria Tarantola. Speriamo di non essere costretti ad adottare altri strumenti, che l’ordinamento comunque prevede, se ci fosse l’intenzione di impedire comunque la riforma della Rai». 


Si pensa a una fondazione, a un comitato di gestione e uno di indirizzo … 


«La sintesi verrà operata personalmente dal presidente del Consiglio in tempi rapidi. Non per decisionismo ma perché le carte in tavola sono tante, in tempi diversi. I nuovi criteri di nomina dei vertici, la revisione del canone, soprattutto la nuova convenzione decennale Rai-Stato che scadrebbe nel 2016 e noi anticiperemo. L’idea di Rai profilata da Renzi in diverse occasioni attraversa più dimensioni: rapporto con la scuola, alfabetizzazione digitale, identità nazionale, cultura, proiezione della fiction italiana sul mercato internazionale.

sede raisede rai

 

Oggi sono pochi i prodotti che superano le Alpi mentre, per esempio, Spagna, Gran Bretagna o Nord Europa sono attrezzatissimi. Questo è il nuovo servizio pubblico. Sullo sfondo c’è una rilettura complessiva dei testi sulla Comunicazione per approdare al Codice unico della convergenza tecnologica. Renzi stupirà tutti con la sua proposta di riforma contestualizzata in un Paese che cambia». 


La Rai sarà in grado di reggere l’urto del cambiamento? 


«Dovrà svolgere un ruolo di locomotiva culturale. Oggi vediamo qualche lacuna. Mi chiedo: tutti abbiamo parlato della morte del maestro Luca Ronconi: sulla Rete dove sono visibili i suoi spettacoli ripresi dalla Rai? O i programmi di Arbore? La Rai ha rotto il contratto con YouTube ma non l’ha sostituita con un’altra piattaforma, ora deve diventare una media company capace di collocare e pensare le sue produzioni per tutte le piattaforme». 


Il patto del Nazareno ha funzionato o no sulla tv? 

renzi a virusrenzi a virus


«In un mercato ormai planetario in costante cambiamento fa semplicemente sorridere che un accordo politico locale possa davvero decidere qualcosa. Basti pensare al ruolo di Google o Netflix…». 

 

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