1. RE GIORGIO IERI HA MESSO IL CAVALIER POMPETTA SPALLE AL MURO E HA PROBABILMENTE ASSICURATO UN’ESTATE PIÙ TRANQUILLA AL GOVERNINO DI LETTAENRICO 2. DISINNESCATA FINO A OTTOBRE ANCHE LA MINA DELL’IVA, CON UNA “PARTITA DI GIRO E RAGGIRI” (COPYRIGHT BRUNETTA), OGGI COMUNQUE IL BANANA SI BECCA L’ENNESIMO PROCESSO, QUESTA VOLTA PER LA COMPRAVENDITA DEL SENATORE SERGIO DE GREGORIO 3. E LA CASSAZIONE INIZIA A DISCUTERE IL SUO RICORSO PER LA VICENDA DEL LODO MONDADORI, PER LA QUALE HA GIÀ DOVUTO SCUCIRE 560 MILIONI ALL’ODIATO INGEGNER CIDIBBÌ. ULTIMA DELIZIA, IL 9 LUGLIO IL PARLAMENTO INIZIA A DIBATTERE DELLA SUA INELEGGIBILITÀ. NON SAPPIAMO SE IERI RE GIORGIO GLIELO ABBIA DETTO COSÌ BRUTALMENTE, MA IN QUESTA FASE A SILVIO BANANONI CONVIENE PROPRIO RIGARE DRITTO

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - BANANA SPLIT
Lo ha convocato al Quirinale, lo ha fatto un po' sfogare sui giudici comunisti, gli ha fatto capire che la legislatura deve andare avanti comunque (leggi: non sei indispensabile) e poi lo ha imbragato facendo uscire la solita velinazza in cui si dice che s'è impegnato a sostenere il governo. Re Giorgio ieri ha messo il Cavalier Pompetta spalle al muro e ha probabilmente assicurato un'estate più tranquilla al governino di Lettaenrico.

Disinnescata fino a ottobre anche la mina dell'Iva, con una "partita di giro e raggiri" (copyright Brunetta), oggi comunque il Banana si becca l'ennesimo processo, questa volta per la compravendita del senatore De Gregorio. E la Cassazione inizia a discutere il suo ricorso per la vicenda del Lodo Mondadori, per la quale ha già dovuto scucire 560 milioni all'odiato Ingegner Cidibbì. Ultima delizia, il 9 luglio il Parlamento inizia a dibattere della sua ineleggibilità. Non sappiamo se ieri Re Giorgio glielo abbia detto così brutalmente, ma in questa fase al Banana conviene proprio rigare dritto.

2 - IL GOVERNO DELLO SPOSTARE
Per far slittare l'aumento dell'Iva Saccomanno Saccomanni fa il furbetto. Ma il Sole 24 Ore guarda bene nel decreto e scrive: "Dalle tasse il 78% della copertura. Aumento dell'acconto Irpef strutturale. ‘Prestito forzoso' su interessi dei conti e Irap" (p. 2).

Una delle anomalie è che in alcuni casi l'anticipo sarà superiore al saldo. Scrive Salvatore Padula (nomen omen): "Si dirà che questo aumento non è tecnicamente una nuova tassa, né tantomeno un rincaro del prelievo. Il che può essere vero. Si dirà anche che si tratta ‘solo' di un'anticipazione (...) vero. Quindi non una ‘nuova' tassa ma di certo una sorta di ‘prestito forzoso' - non proprio simpatico - al quale tutti i contribuenti saranno chiamati per consentire il rinvio di tre mesi dell'Iva".

Non fa sconti neppure Repubblica, che spara a tutta prima: "Altre tasse per il rinvio dell'Iva. Slitta di tre mesi il ritocco dell'imposta, per la copertura aumentano gli acconti Irpef-Ires. Rincarano anche le accise sulle sigarette elettroniche". E "In autunno si rischia l'ingorgo fiscale tra imposte sulla casa e rinvio dei rincari" (p. 2). Acido anche il Messaggero: "Il rinvio Iva si paga con l'Irpef. Acconti fiscali più salati e tassa sulle sigarette elettroniche per coprire lo slittamento dell'imposta" (p. 1).

Ma non tutto va male e allora vai con la bella notizia in prima pagina sulla Stampa: "Decreto da 200 mila posti'. Letta vara il pacchetto lavoro: bonus per i giovani assunti stabilmente". E pazienza se un piano così ambizioso è dotato di un solo miliardo e mezzo di euro. L'importante è annunciare, poi tutti in ferie (chi può).

Intanto la procura di Roma apre un'inchiesta sul pasticcio dei derivati, ben spiegato ieri su questo sito da Superbonus. Oggi, comunque, è tutto un minimizzare. In prima linea il Corriere: "Dossier della Corte dei Conti sui derivati per l'euro. Il Tesoro: nessun rischio, conti pubblici in ordine. La precisazione di Saccomanni: ‘Non c'è nessuna perdita per lo Stato, un grande malinteso'. Le cinque operazioni di copertura sui rischi di tasso d'interesse sui titoli di Stato sono state tutte autorizzate dall'Eurostat" (p. 5). Allora siamo tutti più tranquilli.

3 - CAINANI AMARI
Chissà come sono amari da ingoiare, per il Cainano, i titoli dei giornali di oggi. Mettetevi per un attimo nei suoi panni. Arriva la telefonata di Re Giorgio con il cortesissimo invito a salire sul Colle: due complimenti di facciata magari per come si è controllato sulla sentenza Ruby, forse anche un po' di solidarietà tra garantisti, spazio alle lamentele del Banana, breve spiega di Sua Maestà sulla gravità del momento economico e sulla delicatezza di alcuni passaggi europei, cenni di comprensione e rassicurazione del Cav, invito alla discrezione e saluti.

E mentre Berluska torna dalle sue badanti, Re Giorgio dirama ai giornali "note informali" per far sapere che il capo del Pdl ha rinnovato l'impegno a sostenere il suo governo (suo di Re Giorgio). Roba che uno si chiede se per caso, tra un pasticcino e una tazza di tè, non abbia acquistato anche un'enciclopedia o accettato di cambiare gestore telefonico.

Comunque, ecco il frutto delle "note informali". Repubblica: "Berlusconi rassicura Napolitano. ‘Non farò cadere il governo'. Incontro al Colle. Epifani: servono due anni di stabilità. E D'Alema invita il Cavaliere a farsi da parte: ‘Raggiunti i limiti della sua esperienza" (p. 8). Poi, il retroscena un po' avventuroso (l'incontro era senza testimoni): "E Silvio chiede l'aiuto del Quirinale. ‘La neutralità non vale con questi pm'. Sfogo dell'ex premier: se mi salvano non mi ricandido" (p. 9). Corriere: "Berlusconi sale al Colle: ‘Pieno sostegno al governo'. E si sfoga contro i magistrati" (p. 9).

Stampa: "Berlusconi a Napolitano: ‘Sostegno alle larghe intese'. Faccia a faccia che stabilizza il premier. E Letta rassicura l'Ue" (p. 8). Messaggero: "Berlusconi al Colle: governo al sicuro ma chiedo maggiore comprensione" (p. 8). Maggiore comprensione? Immaginiamo la bonaria pacca sulla spalla di Re Giorgio mentre gli faceva firmare gli ultimi impegni. Poi prendi il Giornale, che le veline semmai le prende da Hardcore, e almeno lì ecco tutto un altro film: "L'incontro con Napolitano. Berlusconi pronto a tutto. Il leader Pdl indica al Colle le condizioni per proseguire la legislatura e confermare l'appoggio al governo" (p. 1).

Sul fronte giudiziario, un paio di pezzi per tutti. Cetriolo Quotidiano: "Chi comprava i senatori. ‘Tutto ok, ha pagato B.' I verbali dell'inchiesta dei pm di Napoli sul mercato parlamentare anti-Prodi del 2008. La segretaria del reo confesso De Gregorio: ‘Mi diede 150 mila euro in contanti e disse che erano del Cavaliere'. Lo definiva: ‘l'uomo più ricattabile d'Italia'.

Oggi inizia l'udienza preliminare davanti al Gup per decidere sul rinvio a giudizio per corruzione dell'ex premier, dell'ex esponente Idv e del faccendiere Lavitola, al quale, secondo Bocchino, ‘era stato garantito un posto alla Camera'". Sulla Stampa: "Nuove carte, adesso Silvio rischia sulla presunta compravendita dei senatori. Napoli, agli atti anche la testimonianza di Bocchino. Per l'accusa i soldi andarono a De Gregorio, non al suo movimento" (p. 9).

4 - SOPRAVVIVERE A SILVIO?
Con il suo leader imbragato, il centrodestra prova comunque a muoversi. "Addio Pdl, resuscita Forza Italia. La Santanchè verso la reggenza. Azzerati i vertici, protesta Alfano. Pressing su Marina. Ma la figlia dell'ex premier per ora nega la sua discesa in campo: ‘Ipotesi senza fondamento'" (Repubblica, p. 10). Sul Corriere, invece, impazza Forza Alfano: "L'annuncio di Alfano: torneremo a Forza Italia. ‘Stiamo accelerando, il progetto di partito è in stadio avanzato e pressoché irreversibile" (p. 8).

5 - MA PER BOMBARDARE I SOLDI SI TROVANO SEMPRE
Con una mozione pilatesca tutta al futuro il Parlamento conferma i miliardi per gli F35 già ordinati e copre la spaccatura nel Pd, che in campagna elettorale aveva promesso ben altro ai suoi elettori. "Rinviati i nuovi acquisti di F35. Mozione bipartisan: ci vorrà il via libera del Parlamento. Il ministro Mauro: "Gli investimenti vanno avanti, confermato il numero degli aerei" (Corriere, p. 12). "F-35, tregua nella maggioranza. Approvata una mozione unitaria: ‘Nuovi acquisti solo con il sì del Parlamento'. Il ministro Mauro: "Per amare la pace, armare la pace" (Sole 24 Ore, p. 18). Che uomo di Chiesa.

6 - FRANCESCO, AVEVAMO UNA BANCA?
Vai Francesco, spianali tutti! "Il Papa forma una squadra per indagare sullo Ior. Avrà pieni poteri e setaccerà tutto, dai conti ai movimenti". "E' molto più di una commissione. Non è escluso che il 4 luglio Bergoglio e Letta parlino anche di finanze vaticane. Il segnale del Pontefice è chiaro: la rivoluzione della Santa Sede parte dal problema considerato più scottante" (Corriere, pp. 18-19). Stampa: "Il Papa vuole trasparenza. Commissione d'inchiesta Ior. Nominati cinque fedelissimi: dovranno svelare irregolarità e veleni. Dati e documenti saranno consegnati direttamente nelle mani del Pontefice" (p. 15). Senza passare per le mani di Bertone?

Repubblica intervista il cardinale Pell, arcivescovo di Sidney e membro del "Consiglio degli otto cardinali" istituito da papa Francesco per supportarlo nella riforma della curia romana. Pell parla così dello Ior: "Non va chiuso, ma senz'altro va riformato. La linea è una: trasparenza. Già Papa Francesco ha fatto molto in questo senso. Adesso occorre continuare sulla medesima strada senza paura" (p. 15).

7 - ZALESKI ANCORA BACIATO DALLE BANCHE
Siccome il finanziere franco-polacco Zaleski, grande amico di Abramo Bazoli, s'è imbottito di pacchetti di azioni Intesa, Mps, Ubi Banca, Bpm, Cattolica e a2a, ogni paio d'anni bisogna salvarlo. Anche perché fa il finanziere con i soldi delle banche stesse. Oggi il Sole oggi perde la pazienza e attacca: "Nuovo piano banche-Zaleski per il salvataggio. Proroga di due anni del rimborso dei debiti, cambio della governance con ‘casting vote' al presidente (il voto del presidente prevale in caso di parità, ndr). Ecco i dettagli dell'accordo che sarà definito nella prossima settimana".

A fianco, un colonnino intitolato "Quello strano strabismo del sistema bancario" in cui si fa notare che con i soldi prestati dalle banche "Tassara speculava in Borsa ed è di fatto una holding finanziaria che guadagna (o meglio, perde) acquistando titoli in Borsa delle stesse banche creditrici. Un circolo perverso che fa tornare alla memoria le gesta di Ricucci e compagnia bella" (p. 27).

8 - GENERALI, SALTA AGRUSTI
Va avanti come un carro armato il numero uno del Leone di Trieste, Mario Greco. Racconta Repubblica: "Generali, Greco detronizza anche Agrusti. Non sarà più country manager per l'Italia. Deleghe pro tempore a Balbinot. Era stato per un decennio il braccio destro di Perissinotto, ex ad della compagnia" (p. 22).

9 - LO SQUALO NON DIMENTICA
Bella patatina bollente per la famosa AgCom, che tanto ci ha allietato negli anni del monopolio Raiset. "Sky chiede i danni all'AgCom. L'indiscrezione di Bloomberg, sotto accusa la gestione di Calabrò', il presidente-poeta della banda. "L'autorità avrebbe favorito Mediaset. L'emittente vuole 100 milioni di euro" (Stampa, p. 24).

10 - FREE MARCHETT
Illustrato Fiat si mette già a tappetino per le gesta di Borsa di Lapone Elkann, il fratello picchiatello del padroncino Kaki. "Italia Independent fa il pieno di investitori. Domani l'esordio in Borsa, boom di richieste. Fondi italiani ed esteri hanno prenotato azioni per tre volte l'offerta. L'ad Tessitore: "Useremo le risorse per andare all'estero" (Stampa, p. 24). Ok, andate all'estero. Ma poi tornate?

11 - ULTIME DA UN POST-PAESE
Pensavate di vivere in un posto civile? Eccovi serviti: "Promessa del nuoto sincronizzato a bordo vasca perché è tunisina. Ha 9 anni, la squadra la porta in trasferta e non la schiera. La federazione: pronte le regole per consentire a chi è residente di fare attività agonistica. Nata in Veneto, per la legge non può gareggiare. Zaia: un corto circuito" (Corriere, p. 23). Prima dello ius soli avremo lo ius piscinae?

 

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