renzi nardella

NARDELLA MOLLA RENZI - NON E’ PASSATO INOSSERVATO IL FATTO CHE MENTRE MATTEUCCIO APRIVA LA LEOPOLDA IL SUO DELFINO NARDELLA (RIMASTO NEL PD) ERA ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL "NEMICO" DI MAIO – SUL PALCO SABINO CASSESE, GIUDICE EMERITO DELLA CORTE COSTITUZIONALE E POSSIBILE CARTA DEI MODERATI PER IL QUIRINALE, IL SINDACO SALA E MALAGO’…

Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

matteo renzi alla leopolda 2021 8

Vista dal marciapiede di fronte alla Leopolda la crisi del renzismo non sembra così grave. I sondaggi inchiodati tra il 2 e il 3% e l'inchiesta sulla Fondazione Open preoccupano meno. Alle sette di sera, un'ora e mezza prima che «Matteo» cominci a parlare, la coda parte dal piazzale del teatro del Maggio Fiorentino. C'è chi dovrà accontentarsi di vedere e ascoltare dall'esterno, su un maxischermo montato con previdente ottimismo dagli organizzatori. Perché dentro, sotto al tetto metallico della ex stazione, i posti a sedere sono già quasi tutti occupati.

DARIO NARDELLA E LUIGI DI MAIO

 

Ma va detto che, con il distanziamento causa Covid, non arrivano a 2mila, mentre «in passato entrava il quadruplo della gente», ricorda un ragazzo dello staff. Netta prevalenza over 50, ma i giovani ci sono, compreso Roman Pastore: ricordate il candidato col rolex, che ha corso con Calenda alle comunali di Roma? Lui, anche qui con un vistoso orologio al polso. Dagli altoparlanti di «Radio Leopolda» passano un paio di canzoni dei ragazzi di «Amici» di Maria De Filippi.

renzi nardella

 

Sulle pareti le citazioni vanno da Guglielmo Marconi a Jay-Z. Siamo in una radio con la «R» rovesciata, come quella nel titolo dell'ultimo libro di Renzi. È scritto così su tutti pass verde e blu che gli ospiti e i giornalisti hanno al collo: il secondo pass, dopo quello, solo green, da mostrare all'ingresso. Il palco è allestito come uno studio radiofonico, con la scritta «on air» rossa, lo slogan è «diamo voce al merito». Ma «Radio Leopolda» nascerà davvero: via alle trasmissioni online dal 12 gennaio, in tempo per la partita del Quirinale.

 

dario nardella

Dj Matteo arriva sulle note di «Ragazzo fortunato» di Jovanotti. E dice subito: «Questa è la risposta a chi pensava che ci saremmo arresi». Il primo pensiero, «in amicizia», è per «il povero Giuseppe Conte», a cui «devono dare almeno Rai Gulp». Poi la consueta rivendicazione di averlo sloggiato da palazzo Chigi, sostituendolo con Mario Draghi, tra gli applausi della platea. Che continuano per Giovanni Malagò e per le foto delle vittorie dello sport italiano di questo 2021. In passato, il presidente del Coni sarebbe stato un ospite importante, ma non di primo piano, quest' anno è forse il nome più forte dell'undicesima edizione. Dopo di lui intervengono il virologo Roberto Burioni, il finanziere Davide Serra. Quest' ultimo citato più volte nelle carte dell'inchiesta sulla Fondazione Open, abituale cassa a cui si attingeva per finanziare la kermesse renziana. Quest' anno no, paga il partito, usando i contributi pubblici del Parlamento e quelli privati delle donazioni online: il budget sarebbe in linea con gli altri anni, intorno ai 400mila euro.

matteo renzi alla leopolda 2021 4

 

«Abbiamo dovuto organizzare come Italia Viva - ha precisato lo stesso Renzi - per evitare che vi fossero contestazioni penali o l'accusa di voler reiterare il reato. Reato che ovviamente non esiste». Solo un antipasto rispetto ai «pensierini» sull'inchiesta Open annunciati per oggi pomeriggio, quando l'ex premier salirà di nuovo sul palco per una sorta di arringa difensiva, «per raccontare la storia vera», perché «non possiamo far finta di nulla su questo scandalo incredibile».

dario nardella

 

Per fortuna, ci sono anche magistrati amici, come l'ex pm Carlo Nordio, che ha parlato di «processo politico» contro Renzi. Interverrà oggi, insieme al professor Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale e possibile carta dei moderati per il Quirinale. Tra le voci attese sulle frequenze di «Radio Leopolda», anche sindaci come Beppe Sala, Marco Bucci e Dario Nardella. Il successore di Renzi a Palazzo Vecchio, rimasto nel Pd, ieri sera era a Sesto Fiorentino alla presentazione del libro di Luigi Di Maio. Un dettaglio che alla Leopolda non è passato inosservato

matteo renzi alla leopolda 2021 5matteo renzi alla leopolda 2021 2matteo renzi alla leopolda 2021 3matteo renzi alla leopolda 2021 7matteo renzi alla leopolda 2021 6matteo renzi alla leopolda 2021 1MATTEO RENZI DARIO NARDELLA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...