renzi meloni giuli veneziani

“GIORGIA MELONI È MESSA MOLTO PEGGIO DEL PREVISTO, GLI SCRICCHIOLII SI SENTONO A DESTRA” – RENZI CAVALCA IL CASO VENEZIANI PER INFILZARE LA DUCETTA - IL MALCONTENTO DELLO SCRITTORE COVAVA DA TEMPO: SU "LA VERITÀ" IL 5 NOVEMBRE VENEZIANI PARLAVA DI “MELONARCHIA” E PIÙ RECENTEMENTE L’AVEVA ACCUSATA DI "NON AVER CAMBIATO NIENTE NELLA NOSTRA VITA DI ITALIANI" - "LETTERA 43": "NÉ LA PREMIER NÉ IL MINISTRO GIULI AVEVANO COLTO IL MALESSERE DELL’EX CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI E DI CINECITTA’ HOLDING TANTO DA AVERE BISOGNO DI UNA ROBUSTA E AMPIA CONTUMELIA, SCRITTA IN PRIMA PERSONA, PRENDENDO DI PETTO IL GOVERNO…"

 

Estratti da lettera43.it

 

renzi meloni

 

Le dichiarazioni anti-meloniane di Marcello Veneziani hanno fatto danni, a destra. Quella voglia di “staccarsi dal gruppo”, come al Giro d’Italia, covava da tempo: su La Verità il 5 novembre Veneziani parlava di «Melonarchia, ovvero la presenza della Meloni al governo», che non è certo un complimento. Fino alla più recente accusa di «non aver cambiato niente nella nostra vita di italiani», che forse è quello che spera ogni reazionario.

 

Veneziani è stato consigliere d’amministrazione della Rai (e in quel caso come si è adoperato lui per cambiare le cose?, bisbiglia velenoso qualcuno), e pure di Cinecittà Holding: in quest’ultima realtà statale venne nominato da Giuliano Urbani, liberalissimo ex ministro della Cultura, di Forza Italia, e mandato via da un altro inquilino di via del Collegio Romano, il filosofo cattolico Rocco Buttiglione. Ed era il 2005. Se Elly Schlein «non l’hanno vista arrivare» al Nazareno, per usare una formula lessicale in voga tra i maggiorenti di una volta (?) del Partito democratico, Veneziani ha voluto far vedere che usciva dal recinto della destra.

alessandro giuli

 

Anche se, e va detto al ministro Alessandro Giuli, Veneziani aveva lanciato un avvertimento dal quotidiano romano Il Tempo in un’intervista del 31 ottobre, nelle paginate spese in tante giornate dall’ex direttore Tommaso Cerno per ricordare Pier Paolo Pasolini: intervistato da Pietro De Leo, disse non troppo cripticamente che lo scrittore e regista forniva alcuni strumenti per capire la politica di oggi, evidenziando che «ci fa capire i presupposti da cui deriva l’odierno declino della politica, delle idee e delle appartenenze», con «il vuoto e la miseria dei nostri anni, e la perdita di umanità».

 

Un messaggio nella bottiglia che voleva annunciare un malessere, ma che evidentemente non era arrivato a destinazione, tanto da avere bisogno di una robusta e ampia contumelia, scritta in prima persona, prendendo di petto il governo.

 

Come andrà a finire? Qui tocca sentire Matteo Renzi: il leader di Italia viva è arrivato a dire che Giorgia Meloni «è messa molto peggio del previsto, gli scricchiolii si sentono a destra». Ma potrebbe essere anche il rumore di qualche tarlo, solerte divoratore del legno, presente a Palazzo Chigi. Comunque, anche la bile nera fa rumore…

marcello venezianimarcello venezianirenzi meloni

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