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RENZI RINCULA - SCHIACCIATO DA DAVIGO, INDEBOLITO DALLE INCHIESTE, TERRORIZZATO DALL'''ESTATE CALDA'' IN ARRIVO, IL CAZZONE METTE IL TURBO ALLA LEGGE CHE RADDOPPIA LA PRESCRIZIONE PER LA CORRUZIONE: 21 ANNI DI PURGATORIO PER FAR PACE CON I PM

Elisa Calessi per “Libero Quotidiano

 

DAVID ERMINIDAVID ERMINI

Correre sulla prescrizione. «Si viaggia come una Frecciarossa», giura David Ermini, responsabile Giustizia del Pd e fedelissimo del premier. Correre per approvare la legge che allunga i tempi dei processi, in particolare per i reati di corruzione, entro il 5 giugno, giorno delle elezioni amministrative.

 

Matteo Renzi vuole giocarsi questa carta come risposta alle inchieste di Potenza e di Napoli che hanno coinvolto, rispettivamente, un ministro del governo e un esponente del Pd.

ALFANO RENZIALFANO RENZI

 

Per questo ha incaricato Ermini di occuparsene direttamente. Il mandato è di sbloccare la situazione al Senato, dove il dossier è fermo da mesi. Tutto per la contrarietà di Ncd ad allungare i tempi entro i cui i processi si annullano. Alla Camera è stato approvato un disegno di legge che raddoppia la durata per tutti i reati e porta quelli per corruzione addirittura a 21.

 

Ma Ncd finora si è rifiutata di ripartire da quella base.

Ora però, è il ragionamento di Renzi, il contesto è cambiato. «Non possiamo farci cuocere dai grillini», si dice. «E non conviene nemmeno ad Alfano». Se è in difficoltà Renzi, è in difficoltà il governo. Le inchieste di queste settimane, e in particolare quella che ha coinvolto il presidente del Pd campano, Stefano Graziano, impongono una reazione immediata.

RENZI VERDINIRENZI VERDINI

 

Nel merito, il premier ha schierato il Pd su una linea di totale appoggio al lavoro dei magistrati. Ma, per Renzi, serve un segnale più forte, legislativo.

Anche per evitare che diventi un' arma per la minoranza interna, che ieri ha già provato a punzecchiare il premier. Occorre «alzare il livello degli anticorpi», ha detto Roberto Speranza. Mentre Antonio Bassolino ha addirittura chiesto a Renzi di intervenire «prima che il Pd precipiti in un burrone politico e morale».

 

piercamillo davigopiercamillo davigo

Così ieri è cominciata la missione dell' uomo del premier: alle 15 Ermini si è presentato in Senato dove ha incontrato Luigi Zanda, capogruppo del Pd.

Sono seguite riunioni con gli esponenti di Ncd e con i relatori del provvedimento.

Il testo base non è ancora stato presentato. Ma si è fatto un passo importante sul percorso.

 

Si è deciso di abbinare il disegno di legge sulla prescrizione alla riforma del processo penale che è già in commissione Giustizia, ma che dovrà essere approvata in tempi brevissimi.

 

Un testo nel quale, peraltro, è presente anche la norma che dovrebbe limitare la pubblicazione delle intercettazioni. Ecco, allora, il trucco: agganciare il treno della prescrizione, lento, al "frecciarossa" del processo penale.

 

Oggi in commissione si voterà questo abbinamento. Da qui la tranquillità di Ermini («la approveremo alla velocità della luce, vedrete») e del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ieri in Transatlantico si è detto «ragionevolmente ottimista» rispetto a un' intesa con Ncd.

 

ANDREA ORLANDOANDREA ORLANDO

In realtà al Senato si è meno ottimisti. L' accordo, si dice, ancora non c' è. Si lavora sugli anni. La proposta del Pd è di diminuire i tempi della prescrizione da 21 (come previsto nel testo della Camera) a 19 anni per i reati di corruzione. Ma Ncd chiede di abbassare ancora.

 

«Alla fine si adatteranno», dicono i pasdaràn renziani. Anche se al Senato i numeri sono risicati e Ncd ha un peso decisivo.

Oltretutto, stavolta, Renzi non può contare sui verdiniani, che anche ieri si sono detti contrari a toccare le prescrizione.

 

STEFANO GRAZIANOSTEFANO GRAZIANO

Il premier, in ogni caso, è convinto di portare a casa il risultato. Quanto al caso Graziano, possibile che ne parlerà oggi nella diretta su Facebook del "matteorisponde", dove sarà ospite speciale niente meno che Vincenzo De Luca, governatore della Campania. Intanto ha raccomandato a tutti di essere prudentissimi nel commentare la vicenda. Pare, infatti, che i pm abbiano in mano telefonate o prove a carico di Graziano più pesanti di quelle contenute nell' ordinanza. E forse anche a carico di altri.

 

 

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