RENZI, IL MAGO DI PONTASSIEVE - RIDUCE LE TASSE MA AUMENTA IL DEFICIT (E FA INCAVOLARE PADOAN) E INTRODUCE LA PATRIMONIALE CON L'AUMENTO DELLE TASSE SULLE RENDITE FINANZIARIE

Fabrizio Ravoni per ‘Il Giornale'

Matteo Renzi sfida l'Unione europea, e non solo. Al termine del Consiglio dei ministri annuncia che il governo ha recuperato più di 10 miliardi di euro «da destinare a 10 milioni di persone»: quelli che dichiarano redditi inferiori ai 25mila euro all'anno.

Mille euro in media a testa all'anno, 85 al mese. Ma solo quando l'impianto sarà a regime: scattando a maggio, il beneficio reale sarà di due terzi. Alle imprese assicura un taglio dell'Irap del 10%, finanziato da un aumento dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziare (titoli pubblici esclusi); la riduzione di un miliardo di contributi Inail (decisa dal governo Letta); e lo sblocco completo dei 68 miliardi di debiti arretrati della pubblica amministrazione. Quest'ultima, l'unica misura introdotta con un provvedimento legislativo: un disegno di legge.

L'atteso annuncio di riduzione fiscale, invece, assumerà forma di testo di legge «da qui al 30 aprile». Per il momento è solo una «relazione del presidente del Consiglio al consiglio dei ministri». I benefici sulla busta paga, infatti - ricorda il premier - scatteranno «a partire dal 1° maggio. Volevo farli decorrere dal 1° aprile, ma sono andato a sbattere... Quindi, si vedranno gli effetti il 27 maggio». Due giorni dopo le elezioni europee.

Renzi è puntiglioso nell'illustrazione delle coperture. Cioè, come ha recuperato i 10 miliardi in questione. «Sul tema ho assistito a polemiche incredibili», commenta. I primi 6,4 miliardi arriveranno dalla scelta (tutta politica) di non rispettare l'obiettivo di deficit di quest'anno, fissato al 2,6% del Pil. E di riprogrammarlo al 3%. «Nessuno si è mai sognato di sforarlo», spiega. Quello 0,4% in più dovrebbe garantire al governo di recuperare, appunto, 6,4 miliardi.

Il problema è quel livello di deficit era rapportato a una crescita dell'economia interna dell'1,1%. In realtà, l'aumento del Pil sarà dello 0,6%. Ne consegue che già oggi il deficit atteso per quest'anno sale al 2,8%, e non al 2,6%. In più, i Trattati europei obbligano i governi in carica a raggiungere il pareggio di bilancio (principio sancito anche dalla Costituzione) e di migliorare ogni anno il deficit strutturale dello 0,5% del Pil. Renzi non solo non riduce il deficit, ma lo aumenta.

E Pier Carlo Padoan, successivamente, quasi prende le distanze dal premier: «Il 2,6% è il margine massimo per evitare di rientrare in procedura per deficit eccessivo». Renzi, però, sembra non voler ascoltare il ministro dell'Economia.

Altri 2,2 miliardi, se non di più, il governo conta di recuperarli attraverso un risparmio della spesa per interessi determinata dal calo dello spread sui titoli pubblici. «Una realtà irreversibile. Oggi è calcolato a 250 punti base. Se solo scendesse a 200 punti base, il risparmio sarebbe di 2,2 miliardi». Prima della conferenza stampa, lo spread era al 175.

Dopo, ha chiuso a 183 punti. Sempre i Trattati Ue impongono agli Stati membri di destinare gli eventuali risparmi di spesa per interessi alla riduzione del deficit, non a finanziare nuova spesa.

Renzi ha già pronta la risposta a queste obiezioni, che si sentirà ripetere a breve dalla Merkel e da Hollande: «Lo Stato italiano sta decidendo di spendere i soldi degli italiani entro i limiti europei. Entro il 3%». Come a dire: forse i miei programmi non rispetteranno l'ortodossia europea, «ma faranno ripartire l'economia».

Altre risorse, il presidente del Consiglio conta di recuperarle dalla spending review (almeno 3 miliardi) e dalla contabilizzazione del gettito Iva derivante dallo sblocco dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione e dai 5 miliardi destinati al recupero dell'edilizia scolastica e delle misure per combattere il dissesto idrogeologico.

Piccolo particolare. La contabilizzazione di questo gettito Iva era stato respinto dal ministero dell'Economia, regia Saccomanni, non più tardi di quattro mesi fa. Così come il Quirinale si è sempre opposto all'utilizzo delle risorse derivanti dalla revisione della spesa per finanziare nuove spese. Una strada in salita.

 

SACCOMANNI E LETTA FABRIZIO SACCOMANNI BANCA DITALIA resize MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE ANGELA MERKEL E FRANCOIS HOLLANDE

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....