RUGHETTI, ESUBERI PERFETTI - IL SOTTOSEGRETARIO RENZIANO: “LIMITE DI TRE MANDATI AI MANAGER DELLE CONTROLLATE E AI DIRIGENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE” (CIAO SCARONI?)

Paolo Baroni per "La Stampa"

Moretti? Anche lui deve capire che i tempi sono cambiati. Come ha già spiegato Renzi la politica ha già iniziato a dare l'esempio, con la riforma del Senato, la riduzione del finanziamento ai partiti, i tetti alle spese di parlamentari e consigli regionali. Lo stesso ragionamento ora deve valere per dirigenti pubblici e manager» dice uno dei più stretti collaboratori del premier, Angelo Rughetti, che nel governo ricopre l'incarico di sottosegretario alla Funzione pubblica. In fatto di nomine Rughetti propone un limite di tre mandati per tutti i manager, mentre ai sindacati della pubblica amministrazione offre un patto anti-tagli.

L'ad delle Fs dice di guadagnare solo 850 mila euro mentre il suo collega tedesco ne prende il triplo...
«Peccato che il contesto sai differente. Noi in questo momento non abbiamo certo le possibilità della Germania. In questo campo sarebbe bene mettere un poco da parte la demagogia, da una parte dall'altra. Poi mi rendo conto che c'è un rischio non essere attrattivi per i manager più bravi, ma questo rientra nelle valutazioni che farà il governo che dovrà distinguere caso per caso».

Moretti sostiene che però le sue Fs hanno utili in crescita..
«Per carità, i risultati economici sono importanti. Ma per l'ad delle Fs dovrebbe essere altrettanto importante fare in modo che i pendolari abbiano degli spazi e dei treni decenti e che i loro collegamenti abbiamo gli stessi livelli di puntualità degli ottimi Frecciarossa. Il valore aggiunto di una società del genere non è dato solo dall'utile ma dal tipo di servizio che svolge».

Allarghiamo il campo. Siamo alla vigilia di una grande tornata di nomine nelle società pubbliche. Ci sono 600 manager da confermare o cambiare. Come pensa di procedere il governo?
«Io credo ci debba essere un limite di tre mandati agli incarichi. E mi auguro che questa proposta possa essere fatta propria dalla cabina di regia che a giorni sarà chiamata a fare le scelte».

Non è una soluzione troppo radicale?
«E' lo stesso criterio che con Renzi stiamo introducendo nella pubblica amministrazione e che anche in politica si sta affermando. Dal punto di vista oggettivo poi tutti gli studi ci dimostrano che la capacità propulsiva e innovativa di un manager è inversamente proporzionale alla durata del suo incarico. Per non dire delle incrostazioni che si creano in un'azienda dove da 15 anni non si cambia la guida».

Intanto anche le regole sull'onorabilità dei manager restano inapplicate.
«Certamente è arrivato il momento di farle valere. Non voglio fare nomi ma parliamo anche di situazioni importanti, dove sono stati commessi reati tipici, molto connessi all'attività svolta. Per cui se si facessero delle scelte diverse sarebbe meglio. Io però vorrei anche introdurre un altro criterio: mi piacerebbe riuscire a capire cosa ne pensano di queste scelte gli utenti finali. Servirebbe un modo ordinato di confronto tra azionisti, manager e utenti, magari coinvolgendo il Consiglio nazionale dei consumatori».

Veniamo allo specifico del vostro ministero. Si è parlato di 85 mila esuberi: davvero vi preparate a calare la scure?
«Come prima cosa va detto che in Italia rispetto alle medie Ue non ci sono tanti dipendenti pubblici: questo è uno stereotipo. Semmai sono distribuiti male, pochi al Nord troppi al Sud, pochi in certi comparti e troppi in altri. In materia di mobilità abbiamo varato tutte le norme più belle del mondo, compresa la mobilità obbligatoria, ma poi non si è approdati a nulla. E' da qui che occorre partire: serve un grande action plan per mandare in maniera fluida personale dove serve. Anche a tempo determinato. Già questo potrebbe produrre grandi risparmi».

Ci sarà il solito scoglio dei sindacati...
«Credo però che anche i sindacati debbano capire che l'aria è cambiata: questa strada che suggerisco ci consente di non avere esuberi e nemmeno blocco del turn over. Se invece qualcuno si mette di traverso l'alternativa sono i tagli lineari, che non credo convengano a nessuno. Dobbiamo individuare 3 miliardi di risparmi, se poi ne troviamo 5 i due in più li reinvestiamo in formazione e innovazione tecnologica e facciamo entrare un po' di giovani. Questa è la scommessa. Però per vincerla bisogna essere alleati».

 

 

RENZI ROTTAMATORE angelo rughetti ANGELO RUGHETTI MAURO MORETTI Fulvio Conti e Paolo Scaroniimage

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