elena proietti trotti giuli

CHE BIONDONA “GIULI-VA”! LA RESISTIBILE ASCESA DI ELENA PROIETTI TROTTI, EX CAPOGRUPPO DI FRATELLI D'ITALIA IN CONSIGLIO COMUNALE A TERNI E PROSSIMA SEGRETARIA PARTICOLARE DEL MINISTRO DELLA CULTURA ALESSANDRO GIULI – EX ASSESSORE ALLO SPORT E PRIMA ANCORA ARBITRO, NEL 2014 FU AL CENTRO DI UNA QUERELLE CON L’AIA, L’ASSOCIAZIONE DEI FISCHIETTI: DOPO UNA AGGRESSIONE LE FU RITIRATA LA TESSERA PER AVER RILASCIATO “DICHIARAZIONI SENZA AUTORIZZAZIONE” E LE FU CONTESTATO “UN COMPORTAMENTO DETTATO DA FINI PERSONALI E POLITICI” - “LO SO, LA PRIMA COSA CHE VEDONO DI ME È IL “BIONDO”. BIONDO UGUALE STUPIDA. CHE FATICA”

Da https://www.umbriaon.it/

elena proietti trotti 5

 

«Cura i rapporti diretti dello stesso nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali». Si chiama ‘segretario particolare’, riguarda il ministro della cultura Alessandro Giuli e l’assegnazione, salvo sorprese, riguarderà l’ex capogruppo FdI – ruolo dal quale si è dimessa nei giorni scorsi – in Comune a Terni, Elena Proietti Trotti. Per lei sta per iniziare l’avventura in via del Collegio Romano.

 

 

 

ELENA PROIETTI TROTTI

Da umbria7.it - Estratti

 

Le dimissioni da capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, per un incarico al Ministero della Cultura. Elena Proietti Trotti vola nella Capitale ma non lascia la sua Terni. Resta nei banchi di opposizione insieme a Marco Cecconi e Roberto Pastura,  che  accetta l’incarico di nuovo capogruppo del partito all’interno dell’assemblea cittadina.

alessandro giuli

 

(...)

 

 

ELENA PROIETTI TROTTI

Da ilmessaggero.it – 23 luglio 2022 - Estratti

La frase che più le fa venire l'orticaria è: “Per essere una donna sei brava. Ma che significa?” quasi urla. “Lo so, la prima cosa che vedono è il “biondo”. Biondo uguale stupida. Che fatica. Sono stereotipi che ci sono e ci saranno ancora, ma alla fine ho imparato ad andare oltre, a non farmene un problema”.

Così come ha imparato a convivere con la solitudine. “Oltre la famiglia è difficile trovare un uomo che mi stia accanto, un compagno che mi supporti, che capisca fino in fondo il tipo di vita caotico che questa carica comporta. Nasce spesso la competizione”

 

L'AIA DISPONE IL RITIRO TESSERA

Da umbriajournal.com - 11 novembre 2019

elena proietti trotti 56

Ritirata la tessera di arbitro all’assessore allo sport del Comune di Terni, Elena Proietti, attualmente assessore allo sport. E’ quanto ha deciso la commissione disciplina per l’Umbria dell’Aia. Proietti, avrebbe “arrecato un grave danno all’immagine interna ed esterna dell’associazione” in alcune interviste concesse nel novembre di un anno fa a diversi mezzi di informazione.

 

 

Interviste fatte – si legge nel provvedimento, “senza un’apposita autorizzazione da parte del presidente Aia”. Al centro delle dichiarazioni rilasciate dall’arbitro l’aggressione subita nel dicembre 2014 in occasione della partita di prima categoria Real Quadrelli-Trevana, durante la quale venne colpita da un pugno da un calciatore nel corso di una rissa. A rendere noto e pubblicare integralmente il provvedimento disciplinare datato 15 ottobre, in un post su Facebook, è stata la stessa Proietti.

 

elena proietti trotti 51

A seguito di quel fatto, Proietti aveva denunciato di essere stata “abbandonata” dall’Associazione degli arbitri. “Ecco l’epilogo di questa tragicomica vicenda – scrive l’assessore sul post – in cui chi subisce una violenza non né può neanche parlare né denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri. Ad maiora”.

 

 

Per la commissione di disciplina “tenuto conto che le dichiarazioni sono state rilasciate a distanza di ben quattro anni dall’episodio, il comportamento tenuto nell’intera vicenda dall’associata appare alquanto strumentale, dettato da fini personali e politici approfittando, nella circostanza, della discussione in atto relativamente ad un grave episodio di violenza accaduto nel corso di una gara del campionato di promozione laziale”.

 

Per la commissione di disciplina il comportamento tenuto nell’intera vicenda dall’associata appare alquanto strumentale, dettato da fini personali e politici.

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