SE QUESTO E’ UN VECCHIETTO DI 76 ANNI (FERMATELO!) - IN TRE SETTIMANE 54 OSPITATE, UNA MEDIA DI OLTRE DUE AL GIORNO, NATALE E CAPODANNO COMPRESI, DA SANTORO ALLE PIU’ SPERDUTE TV E RADIO LOCALI: E’ STATO IN TV 29 ORE - LE SUE SPARATE ANTITASSE ATTIRANO IL DOPPIO DEGLI SPETTATORI DI BERSANI, MENTRE IL PROF GLI TIENE TESTA (EPPURE DA CAPO DEL GOVERNO NON SE LO FILAVA NESSUNO)…

L'URLO DI GRILLO - http://www.beppegrillo.it/2013/01/lurlo_della_rete.html#commenti

Mattia Feltri per LaStampa.it

Ogni lasciata è persa: l'applicazione alle trasmissioni televisive di una filosofia di vita è la carta così poco segreta e così redditizia di Silvio Berlusconi. Non c'è microfono o telecamera trascurabile, in questa campagna elettorale tambureggiante, non soltanto per le liti di ringhiera e le zuffe di cortile.

Dalla vigilia di Natale a lunedì scorso, 14 gennaio, e cioè in ventuno giorni disseminati di festività, il capo del Pdl ha accettato cinquantaquattro ospitate, in televisione, alla radio, alle dirette in Rete; una media di oltre due al giorno, Natale e Capodanno compresi, e pedalare anche alla Befana: tutto fa brodo. Una tournée debordante a occhio nudo, con Servizio Pubblico come tappa scintillante, e tante altre già nella memoria di questa nostra breve stagione: l'inedito bisticcio con Bruno Vespa a Porta a Porta, la cruciale cartellata in testa a Marco Damilano a Omnibus, l'abbordaggio a Ilaria D'Amico malinconicamente toppato a Lo Spoglio. Se pare un'invasione, figurarsi a guardare col binocolo.

Dal telegiornale di Alto Adige Tv all'approfondimento di Tele Molise fino agli spazi politici di La Nuova Tv, emittente lucana, Berlusconi ha sfidato le latitudini e si è offerto agli ascoltatori (ed elettori) dell'ultima contrada e della valle più remota. Una performance di straordinaria generosità e di ammirevole tenuta fisica, da cui gli avversari dovrebbero imparare qualcosa, se non è troppo tardi. Si è sentito il Grande Arzillo promettere la mutilazione delle tasse a Teleradiostereo, opporre un ritrovato orgoglio nazionale a Radio Norba, tratteggiare scenari gloriosi a Canale Italia, infuocarsi per il poliziesco redditometro a Bergamo Tv.

È lui che fa il contesto: vengono buoni i dieci minuti dell'agonista a Studio Sport su Italia 1, il quarto d'ora quasi introvabile a Tvrs, rete marchigiana, i venti minuti d'allegria a TeleEspansione Tv, la mezzora a pacche sulla spalle ad AntennaTre Nordest. Un bomber come lui si butta affamato nell'etere di Radio Goal e ha l'aria di attraversare le galassie della propaganda e della sopravvivenza per raggiungere Radio Marte.

Non si è ancora fermato né si fermerà: fuori dal periodo da noi compulsato, si è concesso al direttore di Tv Parma, Giuliano Molossi, e alla fine non s'è trattenuto dallo sfiorare la figura lacrimosa del vecchio zio abbandonato: «Tornate a trovarmi prima delle elezioni, mi raccomando». E però in questo modo, centesimo dopo centesimo, il suo forziere paperonesco si sta di nuovo riempiendo. «I sondaggi lo galvanizzano, ora non lo ferma più nessuno», dicono dalla sede del partito.

I dati Auditel rielaborati dalla Geca Italia (società di indagine audiovisiva) sono spettacolari: il condottiero del centrodestra - dal 24 dicembre al 13 gennaio (un giorno in meno del periodo analizzato dalla Stampa) - è stato in tv per ventotto ore, cinquantasei minuti e trentadue secondi; fra gli avversari nemmeno Mario Monti, uno che ha capito come gira la giostra e non disprezza il mezzo, sa tenergli il passo: nello stesso periodo si è fermato a venti ore e tredici minuti.

Il povero Pierluigi Bersani, forse spiazzato, forse meno cinico, sta addirittura a dodici ore e venti minuti. Sono numeri che dicono molto, ma non tutto, poiché il conteggio considera un terreno vastissimo, con le tre reti Rai, le tre Mediaset,La7, i canali satellitari di Rai e Sky, i siti dei maggiori quotidiani, qualche radio nazionale, ma non tiene conto di Vista Tv e Tv Umbria, pure alle quali Berlusconi ha consegnato i piani di guerra.

Un altro dato esibito da Geca dimostra che, in quelle tre settimane scarse, il Cav. è stato seguito al telegiornale (Rai, Mediaset e La7) da 395 milioni di persone, il che significa che ognuno di noi, neonati e decrepiti compresi, lo ha visto sei o sette volte. Monti segue con un distacco di oltre 120 milioni di spettatori, terzo è Pierferdinando Casini a 184 milioni di totale, solo quarto Bersani, pure lui a 184 e qualche spiccio in meno. Soltanto sullo share (la percentuale sui telespettatori che guarda la tv in quel momento), Berlusconi non rade al suolo gli avversari.

Anzi, Monti ha prestazioni migliori delle sue: a Unomattina il bocconiano batte il brianzolo 24.26 per cento a 23.09; a Otto e Mezzo lo batte 8.68 a 6.48. Anche qui si sono perse le tracce di Bersani, che a Otto e mezzo tira insieme un buon 8.06, ma a Porta a Porta resta di sette punti dietro a Berlusconi: 16.23 contro 23.10. Un trionfo, se si pensa che il leader del centrodestra, da premier, abbatteva i telespettatori uno a uno, tutti in fuga precipitosa ogni volta che lui appariva sullo schermo a elencar miracoli.

Ma adesso che è battaglia, che soprattutto è pagliacciata e sarabanda, e cioè è il terreno ideale per questo raider della politica, parecchio è cambiato. Il 33 per cento cumulato la sera di Servizio Pubblico (magari paragonato al 7.19 di Antonio Ingroia a Piazza Pulita, stessa emittente) ci fa mostra l'inesauribile vecchietto che non ha paura né vergogna di niente, ed è pronto a ribaltare tutto una volta ancora.

 

berlu da santoro Berlusconi a _Porta a Porta_ con VespaILARIA D AMICO E BERLUSCONIMARCO DAMILANO FOTO ANDREA ARRIGA Berlusconi a Ballaròberlusconi scherza con marca damilano a omnibus BIG ILARIA D AMICO E MARIO MONTI

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