mario draghi silvio berlusconi matteo renzi salvini luigi di maio nicola zingaretti

IL RISIKO DEI SOTTOSEGRETARI - NEL CDM DI LUNEDÌ VERRANNO TAPPATE LE 42 CASELLE DEI SOTTOSEGRETARI: OGNI PARTITO NELLA SUA LISTA HA DOVUTO SOTTOLINEARE IN NERETTO I POCHI NOMI RITENUTI "IRRINUNCIABILI", MA ALLA FINE DECIDERÀ SUPERMARIO – SALVINI GONGOLA PER IL RITORNO, PREME PER I FEDELISSIMI AL VIMINALE, MA INCASSA IL NO A MOLTENI, OSTILE A LAMORGESE, E QUELLO DI ORLANDO SU DURIGON AL LAVORO – I PENTASTELLATI, CON L’EMORAGGIA DI PARLAMENTARI, POSSONO DIRE ADDIO AI 13 SOTTOSEGRETARI SPERATI…

Marco Conti per "Il Messaggero"

 

draghi conte

L'assegnazione delle caselle dei sottosegretari verrà fatta nel consiglio dei ministri di lunedì che, rompendo le ultime usanze, è convocato per le 9.30, del mattino. Nei partiti lo scontro procede ed è soprattutto alimentato dalla voglia della Lega di spuntare qualche casella in più, a favore del Carroccio e di Forza Italia, a seguito del ridursi dei gruppi parlamentari del M5S che da ieri l'altro è orfano di una trentina di parlamentari.

 

I DESIDERI E' probabile che il presidente del Consiglio Mario Draghi usi il fine settimana per mettere a punto uno schema che però già circola tra i partiti e che vede tra i nomi anche tecnici e non solo politici. Dalla lista è sparito Vito Crimi che era dato alla Giustizia, ma che ha fatto un passo indietro, ma spunta il nome di Raffaele Volpi, attuale presidente del Copasir, commissione di garanzia che ora dovrebbe andare all'unico partito d'opposizione: FdI.

matteo salvini europeista by osho

 

Nello schema che circola non ci sono viceministri, ma solo sottosegretari e non c'è una delega agli Affari Europei che ora è nelle mani del presidente del Consiglio. Così come non è indicato chi prenderà la delega ai Servizi di intelligence che potrebbe essere appannaggio di Alessandro Pansa, o Franco Gabrielli, già direttore del Sisde e dell'Aisi e ora Capo della Polizia. Nelle liste dei desiderata dei partiti, ci sono molte donne e molti esponenti del Mezzogiorno. Un modo per riequilibrare la provenienza geografica dei ministri. Ma andiamo con ordine ministero per ministero.

 

MARIO DRAGHI ALLA CAMERA

Agli Esteri Marina Sereni (Pd), Paolo Formentini (Lega), Marta Grande (M5S), Valentino Valentini (FI), Benedetto Della Vedova (+Europa). Alla Giustizia Lucia Annibali (IV), Francesca Businarolo (M5S), Valeria Valente (Pd), Francesco Paolo Sisto (FI). Al ministero dell'Interno Stefano Candiani o Nicola Molteni (Lega), Carlo Sibilia (M5S), Matteo Mauri (Pd).

 

LE SORPRESE Al ministero della Difesa Raffaele Volpi (Lega), Angelo Tofalo o Luigi Iovino (M5S). Al ministero dell'Economia confermati Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5S), Massimo Bitonci (Lega), Gilberto Pichetto Fratin (FI). Allo Sviluppo Economico probabile un tecnico tra Antoni Nicita e Francesca Bria, Alessia Morani (Pd), Mirelle Liuzzi (M5S). Anche al dicastero del Lavoro di Andrea Orlando possibile un tecnico come Nicola Ferrigni, poi Davide Faraone (IV), Chiara Gribaudo (Pd), Claudio Durigon (Lega). All'Agricoltura Francesco Battistoni (FI).

 

mario draghi luigi di maio 1

Al ministero della Transizione Ecologica ed Energia Stefano Buffagni (M5S) e Roberto Morassut (Pd). Alle Infrastrutture Filippo Nogarin o Giancarlo Cancelleri (M5S), Salvatore Margiotta (Pd), Edoaardo Rixi (Lega), Alessandro Cattaneo (FI). Al ministero dell'Istruzione Anna Ascani (Pd), Luigi Gallo (M5S). All'Università Barbara Floridia o Alessandra Maiorino (M5S). Al ministero della Cultura Gianluca Vacca (M5S), Lucia Borgonzoni (Lega). Al Turismo Lorenza Bonaccorsi (Pd). Al ministero della Salute Pierpaolo Sileri (M5S), Sandra Zampa (Pd), Luca Coletto (Lega), Andrea Mandelli (FI). Agli Affari Regionali Maria Soave Alemanno (M5S). All'Innovazione Tecnologica un altro tecnico come Francesca Bria e Marianna Madia (Pd), Luca Carabetta (M5S). Alle Pari Opportunità Cecilia D'Elia (Pd). Alla Pubblica Amministrazione guidata da Renato Brunetta, arriva Mattia Fantinati (M5S). Ai Rapporti con il Parlamento Simona Malpezzi (Pd).

 

mario draghi al senato

Al dicastero del Sud e della Coesione Territoriale Gilda Sportiello (M5S). L'ultima parola spetta ora al presidente del Consiglio sia sui nomi, sia sulla possibilità di indicare per ciascun ministero un possibile vice. Nel consiglio dei ministri di lunedì è anche probabile il decreto che istituisce il ministero della Transizione Ecologica, sottraendo al Mise l'Energia, sia il ministero del Turismo. 

 

Carmelo Lopapa per "La Repubblica"

 

salvini europeista meme 4

Per Salvini è il "gran ritorno". Anche se non in prima persona come avrebbe sognato. Ma un leghista al Viminale, da sottosegretario certo, ci sarà. Ci pensa lui ad annunciarlo urbi et orbi, con compiacimento che rasenta la provocazione. Annuncio nella più irrituale delle circostanze (appena fuori dal carcere di Bicocca dove ha terminato l'udienza per il caso Gregoretti) e nonostante l'invito alla riservatezza diramato da Palazzo Chigi e da chi sta raccogliendo i desiderata dei partiti con relative deleghe presunte. Quarantadue caselle da affiancare ai 23 ministri. L'invito in realtà è a indicare il doppio o quasi dei nomi che spetterebbe a ciascun partito, per lasciare poi mani libere alla Presidenza sugli incastri. Dieci o undici posti per il M5S, otto o nove conta di ottenere la Lega in virtù della settantina di parlamentari vantati in più rispetto al Pd. E poi sette dem e 5-6 Fi, due renziani e poco altro.

 

MARIO DRAGHI IL TRAGHETTATORE BY DEMARCO

Ogni partito nella sua lista ha dovuto sottolineare in neretto i pochi nomi ritenuti "irrinunciabili", con l'avvertenza che poi comunque (come per i ministri) deciderà SuperMario. Lunedì sì chiude sui sottosegretari. Il premier poi avrà l'ultima parole sui pochi che, nei giorni successivi, a sua esclusiva discrezione, saranno promossi viceministri.

 

Il Viminale e le pretese della Lega «La Lega sarà presente al ministero dell'Interno e da ora in poi commenteremo i fatti e non le ipotesi: con Draghi continuità alla nostra politica sull'Immigrazione», dice Salvini al fianco di Giulia Bongiorno prima di lasciare l'aula bunker di Catania. Dovrà rinunciare a Nicola Molteni (troppe volte ha attaccato il ministro Lamorgese, gli è stato detto), posto per l'altro ex Stefano Candiani.

andrea orlando

 

Il segretario pretende stavolta suoi uomini di fiducia. Ma Andrea Orlando ha già detto no a Claudio Durigon al Lavoro. In corsa allora ci sono Rossano Sasso alla Scuola, Lucia Borgonzoni alla Cultura (spettacoli). E ancora, Bitonci all'Economia, Coletto alla Sanità, Picchi agli Esteri, Romeo forse all'Agricoltura, per lasciare la carica di capogruppo al Senato a Centinaio (in alternativa l'ex ministro andrebbe allo Sport). E ancora Gavia all'Ambiente e Castiello al Sud le altre pedine offerte dalla Lega.

 

La rincorsa dei 5S Hanno perso 35 parlamentari con la fiducia a Draghi, difficile che possano strappare i 13 sottosegretari sperati. Ad oggi firmerebbero per dieci. L'ex ministro allo Sport Spadafora sta facendo le divine e le umane cose, raccontano per rientrare lì da sottosegretario. Ma è osteggiato dai gruppi 5S che lo ritengono divisivo e dal movimento sportivo che non lo ha amato in questi anni. Al suo posto, forse Simone Valente. Il reggente Crimi si tiene fuori. In corsa soprattutto senatori e meridionali. Sileri, Buffagni, Castelli, Di Stefano dovrebbero farcela. C'è la grana Cancelleri, non parlamentare, che potrebbe riottenere una poltrona ma non più ai Trasporti. Ben quotato Vacca all'Istruzione.

ZINGARETTI

 

Le donne e le conferme Pd Il segretario Zingaretti ha due problemi. Le riconferme da sacrificare, in parte, e le donne da inserire e con cui compensare il clamoroso vuoto nella compagine ministeriale. "Persa" l'Economia, per esempio, i dem vorrebbero almeno un presidio con Misiani al dicastero finito a Daniele Franco. Ma hanno anche l'esigenza di "controllare" il Mise di Giorgetti, con le sue mille vertenze aperte. E poi, sostituire con altre colleghe oppure confermare le uscenti Malpezzi, Puglisi, Morani o Zampa? Nella lista consegnata c'è Mauri, dovrebbe restare al Viminale. «Fiducia massima in Lamorgese», ma esserci comunque è meglio.

sergio mattarella e mario draghi

 

Il listone del Cavaliere. Silvio Berlusconi come al solito ha esagerato. Raccontano abbia recapitato a Palazzo Chigi una lista non con il doppio ma quasi il triplo rispetto ai 5-6 nomi che potrebbero spettare a Fi. Intanto però ha accontentato in questo uno stuolo di delusi e ministri mancati. Ha dalla sua anche l'assegnazione della poltrona di vicepresidente della Camera lasciata da Mara Carfagna (corsa a quattro: Calabria, Prestigiacomo, Baldelli e Mandelli).

 

silvio berlusconi

Sono tutti deputati i tre ministri (Brunetta, Gelmini, Carfagna), allora si compensa coi senatori sottosegretari. Battistoni, Pichetto Fratin, Moles, Paroli, Pagano, in lista, come la loro collega Giammanco. Ma anche i deputati Mulé, Mandelli, Sisto (alla Giustizia), Valentini (Esteri). Marco Marin (ex campione olimpico) e Paolo Barelli in pole per lo Sport. Per i centristi, fuori quota, potrebbero entrare al governo gli udc Paola Binetti e Antonio Saccone.

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTEsilvio berlusconi con matteo salvinisalvini europeista meme 1la svolta di salvini salvini europeista meme 5salvini europeista meme 12salvini europeista meme 3salvini euroambientalista meme salvini meme salvini europeista meme 6salvini europeista meme 2salvini europeista meme 7berlusconi salutamario draghi al senato 2

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”