joe biden mario draghi

G-DRAGHI! – LA RIUNIONE DI OGGI DEL G7 SERVE A PREPARARE IL TERRENO AL G20 STRAORDINARIO VOLUTO DA "SUPER-MARIO": È LÌ, CON RUSSIA, CINA E TURCHIA AL TAVOLO, CHE SI DECIDERÀ DAVVERO COSA FARE CON IL DOSSIER AFGHANISTAN – COME DAGO-RIVELATO, BIDEN È PREOCCUPATISSIMO CHE LA CASA BIANCA POSSA ESSERE CONSIDERATA L’UNICA RESPONSABILE DEL DISASTRO DI KABUL, E HA DOVUTO ACCONSENTIRE ALLA RIUNIONE ALLARGATA -NON SI PUÒ FARE A MENO DI PUTIN, XI JINPING E ERDOGAN. I PRIMI DUE SONO GLI UNICI AD AVERE UN FILO DIRETTO CON I TALEBANI. IL “SULTANO” È CRUCIALE PER EVITARE CHE I PROFUGHI INONDINO L’EUROPA - DRAGHI È L’UNICA VOCE FORTE IN UE, CON LA MERKEL CHE VA IN PENSIONE E MACRON CHE RISCHIA DI NON ESSERE RIELETTO...

mario draghi e joe biden 3

E ALLA FINE VINCE DRAGHI: BIDEN HA DATO IL SUO OK AL G20 STRAORDINARIO CALDEGGIATO DA SUPERMARIO PER SBROGLIARE LA GRANA AFGHANISTAN

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fine-vince-draghi-biden-ha-dato-suo-ok-g20-straordinario-280473.htm

 

DRAGHI OTTIENE IL SÌ DI BIDEN AL G20

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

un bambino vende le bandiere dei talebani a kabul

Per qualche giorno Mario Draghi ha temuto di aver peccato di ottimismo. E ha visto traballare la sua proposta di convocare a settembre una riunione straordinaria del G20, anticipando di fatto quella già in programma a Roma per il 30 e 31 ottobre.

 

i talebani mostrano le armi

Il format che vede seduti allo stesso tavolo le venti potenze economiche mondiali - presieduto quest' anno dall'Italia - è infatti il luogo più adatto dove poter davvero affrontare il delicatissimo dossier dell'Afghanistan, visto che al summit parteciperanno anche Cina e Russia, due interlocutori decisivi essendo ormai gli unici ad avere un filo diretto con i talebani.

afghanistan profughi in fuga dai talebani

 

Un formato, quello a Venti, che comprende anche Turchia, Arabia Saudita e India, anch' esse con un peso importante nell'area. Dopo giorni di interlocuzioni diplomatiche, però, il premier sembra essere riuscito a centrare l'obiettivo.

 

Con un via libera informale di Joe Biden, consapevole che la questione va ormai trattata con tutti gli interlocutori e - in uno dei momenti più difficili per la credibilità internazionale degli Stati Uniti - fortemente preoccupato dal fatto che la Casa Bianca possa finire per essere considerata l'unica e sola responsabile del disastro in corso in Afghanistan.

 

mario draghi e joe biden 2

Nonostante le fortissime resistenze di Boris Johnson, dunque, il G20 straordinario dovrebbe tenersi a settembre. La prima o la terza settimana, per non sbattere con l'Assemblea generale della Nazioni Unite in programma a New York. Se in presenza a Roma o in videoconferenza è ancora oggetto di confronto, come pure l'opportunità di forzare l'agenda e inserire un punto ad hoc sull'Afghanistan invece di trattarlo semplicemente nella riunione dei capi di Stato e di governo.

 

mario draghi e boris johnson

E il G7 in programma oggi dovrebbe preparare il terreno proprio in vista del G20. Ma non sarà un passaggio scontato. Draghi, infatti, dovrà riuscire a ritagliarsi il ruolo di mediatore, trovando un punto di caduta che sia condivisibile non solo da Europa e Stati Uniti, ma anche da Cina e Russia. Solo un documento che tenga insieme le istanze di tutti - su accoglienza, rischio terrorismo e rapporto con i talebani - può infatti porre le basi di quel G20 straordinario per il quale si sta spendendo da giorni l'ex numero uno della Bce.

 

Poi, certo, oggi pomeriggio si affronterà anche il nodo della deadline del 31 agosto per terminare le operazioni di evacuazione dall'Afghanistan. Una data di fatto fittizia se, fanno notare dalla Farnesina, gli ultimi voli civili da Kabul sono in programma per il 26-27 agosto, visto che la fine del mese è il termine ultimo per chiudere le basi militari e far partire il personale non civile ancora sul campo.

 

mario draghi, joe biden, emmanuel macron ursula von der leyen

Questione ampiamente affrontata ieri nell'incontro a Palazzo Chigi tra Draghi e i ministri di Esteri (Luigi Di Maio) e Difesa (Lorenzo Guerini). Inutile dire, peraltro, che al di là della volontà degli Stati Uniti (presenti oggi al G7) anche il tema della proroga è difficilmente risolvibile senza un via libera di Cina e Russia (che al G7 non ci sono). Non è un caso che oggi pomeriggio Draghi sia intenzionato a insistere sulla necessità di coinvolgere Pechino e Mosca, perché il contesto geopolitico e strategico dentro il quale perseguire la difesa dei diritti fondamentali in Afghanistan è solo quello che «allargato» a tutti i soggetti interessati: non solo Cina e Russia, ma anche Turchia, Arabia Saudita e India.

MARIO DRAGHI CON ANGELA MERKEL

 

Che sono tutti membri del G20, la sede naturale, dunque, dove affrontare la questione. Sul punto, il premier ha avuto il via libera informale di Biden. Con il quale ha un rapporto duraturo, che risale ai tempi prima di Bill Clinton e poi di Barack Obama. Al presidente americano, l'ex numero uno della Bce ha assicurato il suo sostegno oggi pomeriggio, per cercare di ottenere una posizione comune tra Ue e Usa. In questo momento di difficoltà, un punto decisivo per l'amministrazione americana.

mario draghi joe biden al g7 2

 

Poi, se tutto andrà come deve, la palla passerà al G20. Con un Draghi che sembra sempre più intenzionato a ritagliarsi il ruolo di voce forte dell'Ue. Merito di un curriculum che in Italia (e forse in tutta Europa) ha pochi competitor, soprattutto dopo gli anni alla Bce e il suo «whatever it takes» del 2012. E merito anche delle congiunture astrali, quelle che vedono Angela Merkel ormai a un mese dalla pensione (in Germania si vota a settembre) ed Emmanuel Macron in calo di consensi e tutto preso dalle presidenziali francesi del prossimo anno. Sarà al G20, probabilmente, che si porrà un altro tema davvero centrale: favorire la presenza di esponenti non talebani nel futuro governo afghano.

draghi merkelafghanistan scontri tra talebani e civiliafghanistan profughi in fuga dai talebani 5afghanistan talebano armatoafghanistan profughi in fuga dai talebani 4mario draghi al g7

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...