IL BANANA, ORMAI DEL TUTTO RINCOJONITO, NON È PIÙ PADRONE A CASA SUA: LA RIVOLTA ANTI-TOTI DEI CATA-FALCHI FA SALTARE LA CELEBRAZIONE PER IL VENTENNALE DELLA DISCESA IN CAMPO

Carmelo Lopapa per "la Repubblica"

Appuntamento annullato, manca solo l'ufficialità. Il 26 gennaio salta la celebrazione del ventennale della discesa in campo annunciato e voluto da tempo dal Cavaliere. E dà la misura di quanto la pentola di Forza Italia stia per esplodere. Avrebbe sancito l'incoronazione di Giovanni Toti al posto di coordinatore unico, quella kermesse al Palasport di Roma.

Silvio Berlusconi è costretto a soprassedere, a congelare per il momento quella nomina come tutte le altre designazioni: il comitato di presidenza dei 36, il comitato ristretto degli otto. Ma non molla la presa: «Il cambiamento deve avvenire e Toti avrà un incarico di primo piano, questo ormai è deciso».

L'intervista di Raffaele Fitto al Corriere, lo sfogo di uno dei pochi maggiorenti a poter vantare migliaia di voti e truppe cammellate, lo ha indisposto e costretto a una momentanea retromarcia. Eppure sintetizza il pensiero di buona parte del partito. Nemmeno uno dei coordinatori regionali appena nominati (sedici) dal leader scrive, parla, interviene per schierarsi dalla parte di Berlusconi.

Il capo incassa. E pubblica una nota rassicurante per i suoi. «Non c'è mai stata alcuna intenzione di procedere alla nomina di un coordinatore unico di Forza Italia, figura peraltro non prevista dallo Statuto del nostro Movimento».

E ancora, un riconoscimento a falchi e lealisti rimasti al suo fianco: «C'è invece l'intento di rilanciare Forza Italia, dotandoci di una nuova organizzazione e valorizzando tutta la classe dirigente che in questi anni, e particolarmente negli ultimi mesi, ha dimostrato di saper condurre straordinarie battaglie politiche, affiancandomi nelle fasi più drammatiche della vita politico-istituzionale del Paese. Non dobbiamo perciò avere timore di aprire le porte del nostro movimento alle risorse nuove che si affacciano». Come dire, si aprirà comunque al nuovo, a Toti in primo luogo.

L'ex premier, rientrato in mattinata a Roma dopo aver risolto tra mille ambasce il caso Milan, continua a mediare fino a sera a Palazzo Grazioli. Incontra di nuovo Denis Verdini, il vero competitor di Toti in questo derby tutto toscano. In ballo ci sono le chiavi del partito, la macchina organizzativa, da gestire tra qualche settimana quando il capo finirà ai servizi sociali, impedito nei movimenti, nella sua «agibilità» politica.

Berlusconi incassa sì ma non demorde. Fa sapere ai fedelissimi che può pure soprassedere per qualche giorno, sentire ancora tutti. Ma lui la decisione su Toti l'ha
presa. Anche se la nomina potrebbe essere sfumata: un ruolo da segretario o addirittura da semplice portavoce, da affiancare magari a un comitato ristretto che comprenderebbe i capigruppo Romani e Brunetta, i vice Gelmini e Bernini, i vicepresidenti delle Camere Baldelli e Gasparri, lo stesso Verdini e infine Fitto, reduce da polemica interna.

Il fatto è che, raccontano da Milano, è il direttore del Tg4 e di Studio Aperto che adesso attende con pazienza che la partita si chiuda, ma pretende che avvenga alla svelta. Basta logoramenti prolungati. Tutto congelato, ancora per qualche giorno.

Lunedì sera Daniela Santanché - che resta comunque alla destra del capo - ha portato una ventina di imprenditori di un certo peso nel salotto di Arcore. Ci sono il re del cachemire Cruciani e del riso Scotti, la Ferrarini degli omonimi prosciutti, il preside della Iulm di Bari Salvi, Maurizio Traglio che ha investito 15 milioni nella nuova Alitalia, oltre ai vertici di Superga, dell'Ordine degli avvocati di Milano e altri ancora.

«A maggio non si voterà più» ha ammesso al loro cospetto Berlusconi. «Ma io sto lavorando per strutturare il partito, non voglio che abbia contraccolpi se io fossi impedito a guidarlo». Da qui la proposta: «Vorrei che faceste parte della Consulta del presidente, un organo che affiancherà il comitato di presidenza di Forza Italia» e che nei suoi disegni sarà la piazza aperta alla società civile e al mondo delle imprese.

 

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