donald trump marjorie taylor green benjamin netanyahu tucker carlson lindsey graham

IN IRAN, COME IN VENEZUELA, L’ESTABLISHMENT NEOCON HA BATTUTO IL MONDO “MAGA” – I TRUMPIANI ISOLAZIONISTI SI INCAZZANO PER L’INTERVENTO IN IRAN! IL PODCASTER PUTINIANO TUCKER CARLSON LO DEFINISCE “DISGUSTOSO”. E MARJORIE TAYLOR GREEN, EX DEPUTATA “MAGA” (E SOSTENITRICE DELLA TEORIA DEL COMPLOTTO “QANON”) AFFONDA IL COLPO: “LA DECISIONE DI TRUMP È MALVAGIA. ISRAELE CI STA TRASCINANDO IN GUERRA. L’AMERICA PRIMA DI TUTTO” – I VECCHI REPUBBLICANI INTERVENTISTI COME LINDSEY GRAHAM GODONO: “LA FINE DEL PIÙ GRANDE STATO SPONSOR DEL TERRORISMO È VICINA. DIO BENEDICA IL PRESIDENTE TRUMP…”

@tuckercarlson

Israel has threatened nuclear war before, and they will do it again.

? original sound - Tucker Carlson

 

TEMPI E OBIETTIVI QUAL È LA STRATEGIA

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

DONALD TRUMP

[…]  Nel 2012 Trump scrisse su Twitter di fare attenzione a Obama: «Attaccherà l’Iran perché il suo tasso di approvazione è basso». Adesso quei tweet tornano, ad indicare la strategia del presidente di distrarre l’attenzione dai temi per lui non favorevoli.

 

Solo uno su quattro americani si dichiara a favore alla guerra, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos , specialmente gli americani non sono pronti a un conflitto prolungato che può avere effetti sui mercati, sui costi dell’energia e portare ad attacchi contro obiettivi americani nel mondo.

 

ahamad rhoani e barack obama

Pochi nella cerchia ristretta di Trump vogliono una guerra prolungata: il vicepresidente JD Vance che esprime le tendenze più isolazioniste ha assicurato che non sarà lunga. E il generale Dan Caine, capo di stato maggiore delle forze armate, ha avvertito anche che ci sono rischi di carenze di munizioni e in particolare di missili per la difesa aerea.

 

Dal fronte Maga, notoriamente contrario agli interventi all’estero, è arrivata qualche critica (Tucker Carlson definisce «disgustoso» l’intervento, Marjorie Taylor Greene dice che non è America First ma al servizio di Israele), ma altri hanno accettato una operazione militare, se sarà rapida. «Che bruci all’inferno… Cambio di regime compiuto… Tutti a casa», ha scritto su X Steve Bannon.

 

MA SI PUÒ OTTENERE UN CAMBIO DI REGIME SOLO CON LE BOMBE DAL CIELO?

Estratto dell’articolo di Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

[...] A sorpresa, dopo mesi e anni di ostilità polemica e derisione verso il regime change e il nation building che ispirarono l’azione a Baghdad dell’amministrazione di George W. Bush nel 2003, dopo la rivendicazione della politica del piede di casa, America First!, e il rigetto del coinvolgimento in nuove guerre, tantomeno di liberazione e costruzione di una democrazia esportata, dopo la farsa del Nobel per la pace, Trump invoca con un intervento preventivo l’abbattimento della rivoluzione islamica di Khomeini del 1979 e fa appello alle risorse nazionali iraniane per l’insurrezione democratica. Un neocon venuto dal mondo alieno del Maga. [....]

 

RIVOLTA MAGA, LA BASE RIVUOLE INDIETRO «L’AMERICA PRIMA DI TUTTO»

Estratto di Marina Catucci per “il manifesto” 

 

TRUMP Marjorie Taylor Greene

Con l’attacco all’Iran e l’appello al popolo iraniano affinché rovesci il proprio governo, Donald Trump ha intrapreso quella che il New York Times ha definito «la guerra definitiva per scelta». A differenza dei suoi predecessori, Trump ha messo a rischio le forze americane e, in un’era di terrorismo e attacchi informatici, forse anche i civili, senza passare mesi a preparare le basi per la guerra.

 

 Non ha mai presentato prove di una minaccia imminente, né ha risposto alla domanda sul perché un programma nucleare che sosteneva di aver «annientato» 8 mesi fa sia improvvisamente sul punto di rinascere. Neanche nel suo video preregistrato ha mai spiegato perché, nel pantheon delle minacce che incombono sugli Stati Uniti, un Iran indebolito occupi il primo posto.

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN

Tutto questo ha allarmato l’ala anti-interventista del partito. Anche nella base di Trump, alcune figure dell’alt-right Maga, tra cui Milo Yiannopoulos e Cassandra MacDonald, hanno descritto la decisione come «malvagia e disgustosa». L’esponente di estrema destra Nick Fuentes ha scritto su X: «ISRAELE CI STA TRASCINANDO IN GUERRA. L’AMERICA PRIMA DI TUTTO». 

 

IL VICEPRESIDENTE JD VANCE ha cercato di rassicurare i sostenitori Maga, affermando che non si tratterà di un conflitto prolungato senza una strategia chiara, ma molti repubblicani ricordano che in passato operazioni militari simili hanno portato esattamente a lunghe guerre caotiche, con un elevato costo umano.

Tucker Carlson francesca albanese

 

L’attacco ha portato gruppi di sinistra, e di estrema destra, a condividere sulle piattaforme social un video del 2025 in cui l’attivista di ultradestra, ucciso mesi fa, Charlie Kirk parla dell’«ossessione degli Stati Uniti per l’Iran» come «patologicamente malata».

 

L’ex deputata Maga Marjorie Taylor Greene ha scritto su X: «Abbiamo votato per l’America First e ZERO guerre». E ha , definito l’amministrazione Trump «un branco di bugiardi malati e fottuti». Per il commentatore politico conservatore Tucker Carlson la scelta di attaccare è «assolutamente disgustosa». «C’è un’alta probabilità che l’Iran attivi cellule terroristiche dormienti all’interno degli Stati Uniti nei prossimi giorni e settimane - ha scritto su X Alex Jones, noto teorico cospirazionista di estrema destra - L’ENORME scommessa di Trump accelera la traiettoria del mondo verso una guerra nucleare mondiale», mentre Nick Fuentes ha implorato Trump su X di ritornare alla promessa del non interventismo dell’America First.

 

NICK FUENTES

 

DALLE FILE DEI POLITICI di destra attualmente in carica si è alzato anche un altro tema: quello dell’ennesima mossa militare compiuta da Trump in modo unilaterale, senza passare dal voto del Congresso. Se ne lamenta il senatore repubblicano Rand Paul: «La Costituzione ha conferito al Congresso il potere di dichiarare o iniziare una guerra per una ragione, per renderla meno probabile.

 

Come per ogni guerra, il mio primo e più puro istinto è augurare ai soldati americani sicurezza e successo nella loro missione. 

Ma il mio giuramento è alla Costituzione, quindi, con studiata attenzione, devo oppormi a un’altra guerra presidenziale». 

 

NICK FUENTES

 

LA DECISIONE DI TRUMP SULL'IRAN SCATENA LA REAZIONE NEGATIVA DI TUCKER CARLSON E DI ALCUNI SOSTENITORI DEL MAGA

Traduzione di un estratto dell’articolo di Bill Hutchinson per www.abcnews.com

 

La decisione dell’amministrazione Trump di lanciare un’operazione militare contro l’Iran ha scatenato una dura reazione da parte di alcuni dei principali sostenitori MAGA del presidente Donald Trump.

 

Dopo l’avvio di quella che Trump ha definito «un’operazione massiccia e in corso» per rovesciare il regime iraniano e porre fine una volta per tutte alle sue ambizioni nucleari, diversi fedelissimi del movimento MAGA hanno preso nettamente le distanze.

Nick Fuentes e Tucker Carlson

 

In un’intervista sabato mattina con il corrispondente capo da Washington di ABC News, Jon Karl, l’ex commentatore di Fox News Tucker Carlson ha condannato l’attacco congiunto Stati Uniti-Israele contro l’Iran.

 

Carlson, sostenitore di lunga data di Trump, ha definito l’azione contro Teheran «assolutamente disgustosa e malvagia». Ha inoltre suggerito che avrà un impatto significativo sul movimento politico del presidente, affermando: «Questo rimescolerà le carte in modo profondo».

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN

Carlson è stato uno degli oratori di punta alla Republican National Convention e, secondo quanto riportato da ABC News, ha incontrato Trump più volte alla Casa Bianca.

 

[…] Anche altre critiche provenienti dalla base sono state forti e rumorose.

 

Il popolare podcaster pro-Trump Tim Pool ha definito l’azione dell’amministrazione un tradimento della piattaforma elettorale di Trump, mentre gli influencer MAGA Keith Hodge e Kevin Hodge hanno scritto in un post online: «Liberare il popolo iraniano non è il motivo per cui ho votato Trump».

 

«Il presidente Trump ha completamente MENTITO ai suoi elettori, ha pugnalato alle spalle il nostro Paese e ha disonorato la sua eredità oltre ogni possibilità di riparazione a questo punto, la più grande caduta in disgrazia che abbia mai visto», hanno scritto i fratelli Hodge.

 

LINDSEY GRAHAM

Anche alcuni parlamentari repubblicani — tra cui il deputato Thomas Massie del Kentucky, il senatore Rand Paul e il deputato Warren Davidson dell’Ohio — hanno annunciato la loro contrarietà all’operazione.

 

«Questo non è “America First”», ha scritto Massie in un post sui social media, aggiungendo che, quando il Congresso tornerà in sessione, intende collaborare con il deputato Ro Khanna, democratico della California, per forzare un voto del Congresso sulla guerra contro l’Iran.

 

«La Costituzione richiede un voto, e il vostro rappresentante deve essere messo agli atti come contrario o favorevole a questa guerra», ha affermato Massie.

 

Altri repubblicani — e almeno un membro democratico del Congresso — si sono mostrati più favorevoli alla decisione di Trump di avviare l’operazione militare.

NICK FUENTES

 

Il senatore Lindsey Graham, repubblicano della South Carolina, ha scritto su X: «La fine del più grande Stato sponsor del terrorismo è vicina. Dio benedica il presidente Trump, le nostre forze armate e i nostri alleati in Israele».

 

In un post pubblicato sabato, il senatore John Fetterman, democratico della Pennsylvania, ha dichiarato: «Il presidente Trump è stato disposto a fare ciò che è giusto e necessario per produrre una pace reale nella regione».

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