roberta lombardi

“TRA I NOSTRI ABBIAMO PIÙ GENTE DI SINISTRA CHE PERSONE VICINE ALLA LEGA” - ROBERTA LOMBARDI RICORDA A SALVINI CHE ANCHE IL M5S PUO' GIOCARE CON "DUE FORNI": “L’ACCORDO DI GOVERNO CON IL PD ERA PRATICAMENTE CHIUSO, MA MATTEO RENZI LO FECE SALTARE. IL M5S DI GOVERNO SI STA SCHIACCIANDO SULLA LEGA? BISOGNA EVITARE CHE LA PAURA DI FAR CADERE IL GOVERNO MINI L'IDENTITÀ DEL M5S…”

Luca De Carolis per il “Fatto quotidiano”

 

roberta lombardi (6)

È stata la prima capogruppo alla Camera, quella dello streaming con Pier Luigi Bersani in cui nel 2013 respinse così l' offerta di un patto più o meno di governo: "Sono vent' anni che sentiamo queste cose, mi sembra di stare a Ballarò". E sei anni dopo, Roberta Lombardi è capogruppo del M5S in Regione Lazio, governata da quel Nicola Zingaretti che vuole prendere proprio il ruolo che fu di Bersani, quello di segretario del Pd, e che nei primi mesi da governatore si è tenuto a galla anche con i voti dei Cinque Stelle. "Ma solo su punti condivisi" precisa più volte Lombardi, grillina dal 2007, quando il M5S ancora non esisteva.

 

roberta lombardi (4)

In questi anni come è cambiato il rapporto tra Movimento e Pd?

Io parto dalla mia esperienza personale, quindi dallo streaming con Bersani, in cui lui non ci propose di fare un governo assieme, ma di adottare tecniche parlamentari per far nascere un suo esecutivo. Insomma, di far alzare un po' di nostri senatori al momento del voto di fiducia. Un'offerta non proprio irresistibile, anche se oggi sarei più diplomatica.

 

Ma quel no fu giusto?

Certamente, e gli anni del renzismo lo hanno dimostrato.

 

E invece in Regione Lazio?

In Regione dopo il 4 marzo si era verificata una situazione inedita, con Zingaretti vincitore di un soffio e senza maggioranza in Consiglio. Così provai a fare un discorso al centrosinistra, partendo dal fatto che c'erano diversi punti in comune tra i nostri programmi. Per questo proponemmo al governatore di lavorare assieme su alcuni temi condivisi. E ci siamo riusciti, su ambiente, lavoro e trasparenza.

 

ROBERTA LOMBARDI

Qualche esempio?

È stato avviato un percorso per il piano regionale dei rifiuti, che nelle linee guida recepisce i principi cardine del M5S, dal riciclo al riuso, bandendo il ricorso agli inceneritori. E abbiamo ottenuto sei milioni in tre anni per i lavoratori di imprese in crisi, per permettere loro di creare cooperative e rilevare e rilanciare la loro azienda.

 

Verrebbe da dire che ha ragione Massimo Cacciari, ossia che il M5S ha molti più punti in comune con il Pd che con la Lega.

Tra i nostri abbiamo sicuramente più gente con una storia di sinistra che persone vicine alla Lega o al centrodestra. Ma ciò perché sono soprattutto i cittadini di sinistra a essersi sentiti traditi, e che hanno ritrovato certi valori nei nostri programmi, dalla lotta alla povertà alle battaglie per il diritto alla casa.

 

Si arrenda: nei programmi avete tanti temi di sinistra.

NICOLA ZINGARETTI MAURIZIO MARTINA

Non è una bilancia. Gianroberto Casaleggio diceva che non esistono idee di sinistra o di destra, ma che esistono buone o cattive idee.

 

Sarà. Però ora il M5S di governo si sta schiacciando sulla Lega.

Bisogna evitare che la paura di far cadere il governo mini l' identità del M5S . E la nostra identità è realizzare buone idee.

 

Nel contratto di governo quante ce ne sono?

Molte, sia nostre che della Lega. Ma noi eravamo e restiamo equidistanti. E non dimentichiamo che noi il contratto di governo lo avevamo proposto sia al Pd che al Carroccio.

 

Però vi siete accordati con Matteo Salvini.

È falso dire che abbiamo preferito la Lega. L'accordo con il Pd era praticamente chiuso, ma Matteo Renzi lo fece saltare.

LUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIO

 

Quindi?

Quindi non si può escludere che un domani il Movimento torni a dialogare con il Pd come è avvenuto nel Lazio, dove Zingaretti ha avuto l' intelligenza di capire che il renzismo era morto, e di assorbire alcuni dei nostri temi.

 

Però proprio Zingaretti ripete sempre che non si alleerà mai con i 5Stelle. È sincero?

Non lo so. Ma ogni volta che dice questa frase io la segno sulla mia agendina

 

Intanto Luigi Di Maio vuole riorganizzare il M5S . È d' accordo?

Sì, c'è l'esigenza di farlo. Siamo passati da gruppo di cittadini auto-organizzati a forza di governo. Ma riorganizzazione non vuol dire struttura.

 

bersani grillo

Di Maio vuole creare proprio una struttura, con referenti regionali e una segreteria politica.

Il capo politico ha giustamente capito che è il metodo a caratterizzare il Movimento.

Quindi invece di calare una serie di nomi in conferenza stampa ha aperto un percorso condiviso, con tutti noi.

 

Quindi, no a una riorganizzazione calata dall' alto?

Assolutamente no.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...