ROHANI SCEGLIE L’ITALIA PER IL PRIMO VIAGGIO IN EUROPA, IL 14 E IL 15 NOVEMBRE, E LE GRANDI AZIENDE LUCIDANO LE FORCHETTE PREGUSTANDO LA RIPRESA DEGLI SCAMBI COMMERCIALI ROMA-TEHERAN - MA GLI STATI UNITI SONO D'ACCORDO?

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

il presidente iraniano rohani  si gode l iran ai mondialiil presidente iraniano rohani si gode l iran ai mondiali

Per la sua «prima» europea nella veste di presidente dell’Iran, Hassan Rohani sceglie l’Italia, confermando il ruolo di interlocutore privilegiato che il Paese riveste agli occhi della Repubblica islamica. Ed il conto alla rovescia è già iniziato, visto che il viaggio a Roma del leader politico di Teheran è stato inserito nelle agende istituzionali dei due Paesi per il 14 e 15 novembre.

 

È quanto La Stampa apprende da fonti diplomatiche che tengono a precisare come sia stato lo stesso Rohani ad aver insistito per inserire l’Italia tra le destinazioni della sua «prima trasferta di ampio rilievo in Paesi occidentali».

 

Il presidente tiene fede a quanto anticipato al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che all’inizio di agosto aveva guidato la delegazione italiana di politici (tra cui anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi) e grandi imprese (Eni e Finmeccanica in testa) proprio in Iran. Una missione giunta poco dopo la sigla dell’accordo sul programma nucleare di Teheran (appena ratificato dal Parlamento e dal Consiglio dei guardiani della Costituzione), che prelude a nuove importanti opportunità di partenariato tra l’Italia e la Repubblica islamica.

rohani e mohamed zarif rohani e mohamed zarif

 

UN PONTE TRA I DUE PAESI

L’obiettivo degli incontri, tra cui quello con l’omologo Mohammad Javad Zarif e il presidente Rohani, è stato quello di lavorare a un rilancio del dialogo politico, e preparare il terreno al ritorno delle aziende italiane in Iran, alla luce dell’intesa di Vienna.

 

In quell’occasione Gentiloni ha recapitato a Teheran l’invito del premier Matteo Renzi: «Ho consegnato a Rohani la lettera di invito del presidente del Consiglio a venire a Roma appena sarà possibile - aveva detto il titolare della Farnesina - E’ un invito che Rohani ha accolto volentieri, ci faranno sapere al più presto la data».

 

RENZI 
GENTILONI 
RENZI GENTILONI

E la risposta non si è fatta attendere: Teheran si è messa subito al lavoro di concerto con Roma per individuare il momento opportuno, considerati gli appuntamenti già in nota come l’intervento di Rohani all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il voto interno per la ratifica dell’accordo sul nucleare, oltre ai tragici eventi di Hajj con quasi 500 iraniani tra le 1621 vittime della Mecca.

 

L’appuntamento centrale è il bilaterale con Renzi, mentre sono ancora da definire altre opportunità con alte cariche dello Stato. Non trovano invece conferma, almeno per ora, le voci, circolate dopo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, di un incontro tra il presidente iraniano e Papa Francesco.

 

RENZI 
GENTILONI 
RENZI GENTILONI

Tanti i dossier in ballo. Oltre alle opportunità economiche e commerciali, c’è l’applicazione dell’accordo sul nucleare e il graduale smantellamento delle sanzioni, ma anche la delicata questione dei diritti umani. È la crisi siriana il tema più caldo, reso ancor più complesso dal recente intervento della Russia e il rilancio dell’asse tra Teheran e Mosca.

 

Non a caso, in questi giorni il generale Qasem Soleimani, comandante delle forze al-Quds, è stato visto a Latakia, per incontri con strateghi del Cremlino. C’è inoltre il dossier iracheno col ruolo dell’Italia nella coalizione a guida Usa, e la contro-coalizione creata da Mosca attraverso la cabina di regia istituita a Baghdad con Siria, Iraq e Iran.

obama - renzi- POSTATA DA SENSI obama - renzi- POSTATA DA SENSI

 

I «FACILITATORI» A ROMA

Un significativo contributo al buon esito della visita di Rohani giunge da Jahanbakhsh Mozaffari, ambasciatore iraniano a Roma, convinto di «assistere a una nuova crescita e ad un rifiorire delle relazioni tra i due Paesi».

 

Riflessione condivisa dallo stesso capo della Repubblica islamica, come ha fatto capire Mozaffari nel recente incontro con una delegazione guidata dal presidente della comunità siriana in Italia, Jamal Abou Abbas, Talal Khrais, fondatore del centro italo-arabo Assadakah, e Giovanni Foela del «Fronte per la Siria». «Il presidente Rohani - ha detto l’ambasciatore - ha messo l’Italia al primo posto in Europa».

 

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?