O ROMA…O ORTE! DOPO IL TRIONFO DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA, CON IL VIA LIBERA DEL SINDACO GUALTIERI SI METTE IN MOTO LA MACCHINA PER CANDIDARE ROMA ALLE OLIMPIADI DEL 2040 MA IL CIO IMPONE CHE SIANO GIOCHI DIFFUSI (DA QUI L’IDEA DI COINVOLGERE, IN UNA SORTA DI OLIMPIADE DEL SOLE, OLTRE ALLA CAPITALE ANCHE NAPOLI E FIRENZE: LA CERIMONIA DI APERTURA LA FACCIAMO AL CASELLO DI ORTE?) – IL PRESSING DI ZAIA PER INFILARE ANCHE VENEZIA: “SIAMO PRONTI AD ALTRE IMPRESE” - L’ASSEGNAZIONE DEI GIOCHI 2040 POTREBBE AVVENIRE MOLTO PRIMA DEL SOLITO (NEL 2029)...
Marco Bonarrigo per il "Corriere della Sera" - Estratti
Adesso sulle Olimpiadi a Roma si può aprire il dibattito (...)
Se ne può parlare dopo il successo organizzativo di Milano-Cortina e perché rispetto alla candidatura della Capitale nel 2016 oggi l’«Agenda 2020+5» del Cio impone Giochi diffusi, a costi moderati (tutto è relativo, ovvio) che si adattino alla città e non viceversa con l’utilizzo di strutture esistenti o temporanee salvo eccezioni. «Siamo pienamente disponibili a sostenere il progetto se Cio, Coni, Governo saranno uniti — ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri — perché sarebbe una grande opportunità di proseguire un lavoro di riqualificazione».
L’orizzonte temporale è di 14 anni. Nel 2028 si andrà a Los Angeles, nel 2032 a Brisbane in Australia e nel 2036 se la giocheranno l’India (favorita) o l’Africa. Roma 2040, quindi. Sul concetto di Giochi diffusi, l’asse Milano/Cortina/Bormio (per tacere di Livigno e della Val di Fiemme) ha distribuito l’impatto economico e del pubblico e offerto platee molto varie agli sponsor.
A Losanna vedrebbero di buon grado un’alleanza di prossimità tipo Lazio-Campania-Toscana, non oltre (salvo i match preliminari di calcio) perché le Olimpiadi non devono essere dispersive. «Se proprio vogliamo tener dentro la Capitale pensiamo che un’operazione condivisa Roma-Toscana potrebbe essere win-win» ha detto ieri Matteo Renzi mentre Luca Zaia, ex governatore del Veneto, spiega di «essere pronto ad altre imprese».
Cuore dei Giochi resterebbe il Foro Italico, l’area che li ospitò nel 1960. Nessuna capitale europea può offrire un polo così vicino al centro storico e di così importante impatto architettonico. L’Olimpico con il vicino Stadio Flaminio (ristrutturato) ospiterebbe l’atletica, le finali di calcio, ovviamente il tennis (ma nel Centrale coperto potrebbe trovar posto anche la boxe come al Roland Garros) e rugby a 7.
I due impianti nerviani, PalaTiziano e PalaEur, non potrebbero soddisfare tutti gli eventi quindi, come a Parigi nell’area di Villepinte, spazio a strutture temporanee nell’area fieristica di Fiumicino.
giovanni malagò cerimonia chiusura giochi milano cortina
Per basket e volley servono 15 mila posti a sedere, a Roma un palasport grande e moderno non c’è come mancano una piscina e un velodromo (unica capitale europea ad esserne priva, dopo la demolizione di quello dell’Eur) sono indispensabili e verrebbero
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Per offrire quella componente creativa che ha reso unici i Giochi di Parigi (la Senna, il Grand Palais) ma anche Londra 2012 (il laghetto della Serpentine ad Hyde Park) ci sarebbero Piazza di Siena, le gare triathlon al laghetto dell’Eur (già sperimentato nel 2025 in Coppa del Mondo), una maratona alla Bikila lungo l’Appia Antica e magari lotta e sollevamento pesi alla Basilica di Massenzio al cui cospetto il Grand Palais parigino che ospitò scherma e taekwondo fa modesta figura.
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Si potrebbe uscire dalla Regione con la vela a Napoli (che ospiterà l’America’s Cup nel 2027), il windsurf e il nuoto in acque libere sul litorale toscano e immaginare un percorso ciclistico a cavallo delle due regioni con finale a Roma: il Giro d’Italia insegna.
L’assegnazione dei Giochi 2040 potrebbe avvenire molto prima del solito (nel 2029, ad esempio) e come per Brisbane 2032 con la formula della candidatura unica che evita spese inutili alla città che risulterebbe sconfitta al ballottaggio, se ci sarà consenso politico e se il progetto verrà ritenuto adeguato alla sfida.
giovanni malagò cerimonia chiusura giochi milano cortina
Non c’è tempo da perdere.

