“DRAGO-MANNI’’ DA IL MEJO PRETESTO POPOLARE AI CATA-FALCHI DEL PDL PER FAR CADERE IL GOVERNO - BRUNETTA: “ABOLIZIONE IMU O ADDIO. A SACCOMANNI, RICORDO POI CHE LUI È UN MINISTRO TECNICO”

1 - LA SFIDA DEL MINISTRO AI BERLUSCONIANI "DECIDANO SE AFFOSSARE I CONTI PUBBLICI"
Alberto D'Argenio per "la Repubblica"

«Se il Pdl vuole far cadere il governo sull'Imu se ne prenda la responsabilità, i dati che abbiamo pubblicato fotografano la realtà e spiegano perché la sua abolizione è impraticabile dal punto di vista finanziario». Un ministro abituato a muoversi tra Palazzo Chigi e il Tesoro spiega così la scelta di Fabrizio Saccomanni di rendere note le ipotesi sull'Imu che tanto assomigliano a un calcio negli stinchi al partito di Berlusconi.

Una decisione, quella di mettere le tabelle nel sito di Via XX Settembre, che il ministro ha preso consultandosi con Letta. E anche se i collaboratori del premier provano a ridimensionare il caso dicendo che si tratta di una scelta dettata dalla «trasparenza», l'impatto politico dei dati è forte.

Come dimostra la reazione furibonda del Pdl, che da Gasparri a Schifani torna a chiedere la sforbiciata netta della tassa pena la caduta del governo. Con il controcanto del Pd, che invece difende il ministro le cui tabelle sembrano dare ragione alle proposte democratiche. Si apre così la partita decisiva per le sorti del governo che si giocherà da qui al 31 agosto, giorno entro il quale dovrà trovare un compromesso tra le forze di maggioranza e approvare il decreto che sbroglia la matassa fiscale.

Che il capitolo tasse sia quello più pericoloso - a maggior ragione dopo la condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale - lo testimoniano gli scontri su Imu e Iva che da mesi segnano i rapporti tra "alleati" di governo. Un tema incandescente in tutte le sue declinazioni, come dimostra un diverbio consumatosi ieri nel chiuso del Consiglio dei ministri tra Quagliariello e Franceschini.

Il ministro del Pdl ha chiesto di mettere a verbale la sua «contrarietà ai metodi usati dalla Guardia di Finanza negli ultimi blitz» antievasione finiti sui giornali. Franceschini lo ha stoppato, ricordando che non è materia del Cdm e dicendo: «Allora io voglio mettere a verbale che sono d'accordo con i blitz e anzi, ne voglio di più». Letta ha messo fine al diverbio con una battuta: «Non facciamo come quando nei consigli comunali si litigava sulla guerra in Vietnam».

Ma sull'Imu una battuta non basterà a mettere d'accordo tutti. Andare a dama sarà molto più dura. L'esito della battaglia è imprevedibile e poco avrà a che fare con la tassa che Berlusconi in campagna elettorale ha promesso di far sparire. Per capirlo basta fare un rapido sondaggio tra i ministri del Pdl. Per uno, come Maurizio Lupi, che afferma «sull'Imu siamo intransigenti, non scenderemo mai a compromessi», ce n'è un altro, come Nunzia De Girolamo, che ipotizza: «Troveremo un accordo cedendo qualcosa».

Il punto, spiega un terzo dirigente del partito vicino a Berlusconi e neutrale nella battaglia tra falchi e colombe, è un altro. Ovvero che l'Imu ora «è la cartina di tornasole su quanto da qui a fine mese il Cavaliere deciderà di fare per uscire dall'angolo dopo la condanna
Mediaset».

Detto più esplicitamente, «accetteremo un compromesso sul suo superamento solo Berlusconi avrà deciso che gli conviene andare avanti con il governo, scelta che non ha nulla a che vedere con la tassa in sé e che sarà dettata solo da considerazioni su cosa gli sia più vantaggioso dal punto di vista politico, personale e aziendale». Insomma, l'Imu è pronta a diventare «il grande pretesto» per mandare a casa l'esecutivo o il segnale che l'ex premier ha deciso di andare avanti con Letta.

Anche se ostaggio delle vicende politiche e giudiziarie di Berlusconi, premier e ministro cercheranno di lasciare meno spazio possibile al Pdl di strumentalizzare il dossier. Da qui la pubblicazione delle ipotesi del Tesoro. Il testo, ricordano nel governo, era già stato distribuito ai capigruppo lo scorso 22 luglio, giorno della cabina di regia economica governo-maggioranza.

E la sua pubblicazione, dicono concordi dalla presidenza del Consiglio e dal Mef, serve a far sfogare la polemica tra partiti prima della decisione finale e soprattutto «a dare ai cittadini gli strumenti per districarsi nella giungla della propaganda e farsi un'idea su cosa si può e cosa non si può fare sull'Imu». Insomma, l'idea è quella di smascherare il gioco del Pdl, di metterlo con le spalle al muro facendo capire all'opinione pubblica che i soldi per abolire la tassa sulla prima casa non ci sono mai stati.

Dopo aver messo a nudo le incongruenze del Pdl, Letta e Saccomanni - che hanno un rapporto molto stretto costellato di telefonate quotidiane - sanno che la palla tornerà a loro. E si preparano. Sminano il terreno ricordando costantemente (ieri lo ha fatto Saccomanni con il Wall Street Journal) che una crisi di governo in questo momento sarebbe dannosa per economia e mercati, un richiamo alla responsabilità (e agli interessi di Berlusconi, le cui imprese sarebbero danneggiate da nuove turbolenze).

Poi lasceranno decantare le polemiche e dopo Ferragosto convocheranno la cabina di regia governo-maggioranza alla quale porteranno una propria proposta di mediazione «che terrà conto delle sensibilità di tutti». Una decina di giorni per smaltire le nuove polemiche e chiudere. Anche perché, ricordano al Tesoro, se non si prende una decisione entro fine mese il 16 settembre gli italiani dovranno pagare la rata integrale dell'Imu. «E chi glielo spiegherà agli elettori? - è la scommessa di Letta e Saccomanni - il Pdl?».

2 - BRUNETTA: "BASTA IDEE FOLLI, RISPETTARE GLI IMPEGNI"
L.Gr. per "la Repubblica"

«I ministri non fanno le rassegne, quelle le fanno gli uffici studi. I ministri non si occupano delle analisi preliminari, prendono le decisioni». A Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, la scelta fatta da Saccomanni di pubblicare e sviscerare sul sito dell'Economia le nove proposte in ballo sulla revisione dell'Imu non é piaciuta per niente.

Non apprezza lo sforzo e l'operazione trasparenza?
«Quelle 105 pagine sono un ottimo lavoro da ufficio studi, non c'è dubbio. Valutazioni di natura quantitativa e qualitativa di cui terremo conto. Sono utili al dibattito, certo, ma noi le conoscevamo già, eravamo già in possesso di quella rassegna: ce l'avevano distribuita al ministero il 22 luglio, anche se allora le pagine erano 95. Ora però non è più tempo di fare ipotesi, qui bisogna fare proposte serie e strutturate sulla base degli impegni presi».

La decisione di Saccomanni, secondo lei, è una dimostrazione di debolezza del governo?
«Questo non lo so, però so che adesso è il momento delle scelte. Bisogna assumere le responsabilità politiche del proprio operato, sia in virtù degli impegni presi a livello di maggioranza, sia nei confronti del Paese. Scelte chiare, utili all'economia e finanziariamente responsabili».

A seguire il dibattito che da mesi si tiene sull'Imu, si direbbe che tale chiarezza non ci sia.
«A me pare tutto chiarissimo. Il governo e la maggioranza si sono impegnati ad eliminare l'Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli. E questo indipendentemente dai punti di forza o di debolezza dei diversi interventi ipotizzati ora dal ministero dell'economia. La tassa sull'abitazione principale deve sparire, più chiaro di così!».

A dire il vero sembra che anche Saccomanni abbia un'idea chiara. Boccia la proposta che piace al Pdl dicendo che costa troppo, promuove invece la «service tax» e l'ipotesi che lascia ai comuni la possibilità di scegliere. Non è che il ministro ha già deciso?
«E se è così sbaglia. Il governo e la coalizione che lo sostiene - ha deciso in un altro modo. A Saccomanni, ricordo poi che lui è un ministro tecnico».

Ha mai preso in considerazione la possibilità che l'eliminazione totale dell'Imu sulla prima casa non sia una strada praticabile?
«È un'ipotesi che non considero nemmeno».

Il suo collega di partito Gasparri dice che se così non è, il governo rischia. Lei cosa ne pensa?
«Non prendo in considerazione questa possibilità. Io mi fido di Letta, mi fido di quello che ha detto, mi fido della Cabina di regia, mi fido della gestione collegiale che deve caratterizzare questo governo. L'Imu sulla prima casa va eliminata, così è stato deciso, e così deve essere: i patti sono chiari, niente furbizie e ipotesi folli».

 

MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO RENATO BRUNETTA LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI RENATO BRUNETTA SACCOMANNI PINOCCHIO SACCOMANNI IN RITIROIMUMaurizio Gasparri Renato Schifani Renato Schifani e Maurizio Gasparri - Copyright PizziMAURIZIO LUPI MAURIZIO LUPI LETTA, ALFANO, SACCOMANNI

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