salvini di maio

AGGIUNGI UN POSTO AL TAV! SALVINI E DI MAIO AI FERRI CORTI SULL’ALTA VELOCITA’- IL LEADER LEGHISTA BACCHETTA TONINELLI E SMENTISCE UN LEGAME TRA IL DOSSIER TAV E IL VOTO SUL CASO DICIOTTI. “UNO SCAMBIO POLITICO? NON STA NÉ IN CIELO NÉ IN TERRA”. E MINACCIA QUERELE: “LA TAV SERVE, NON SIAMO AL MERCATINO” - DI MAIO SUL CASO DICIOTTI: “NON POSSO DARE GARANZIE SUL VOTO DELL'AULA” (IL GRUPPO M5s AL SENATO È SPACCATO)

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

Lo scontro sulla Tav rischia di logorare anche gli ultimi brandelli del rapporto tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. La Lega protesta contro il responsabile dei Trasporti, che ha consegnato ai francesi, prima che agli alleati di governo, la valutazione costi-benefici. Mezzo Parlamento è in rivolta per essere stato scavalcato. E l' azzurra Mara Carfagna, via Twitter, rilancia gli sberleffi del web: «Ministro Danilo Toninelli esci l' analisi».

 

Chi ha meno voglia di scherzarci sopra è Matteo Salvini, che ha redarguito pubblicamente Toninelli: «Da vicepremier che rappresenta gli italiani non ho l' esame costi-benefici della Tav, ma pare che ce l' abbiano a Parigi. Questo è abbastanza bizzarro». Un aggettivo che non dice quanto aspro sia il duello, sul futuro dell' alta velocità Torino-Lione e sul futuro del governo. I fili ad altissima tensione della ferrovia delle polemiche si intrecciano con quelli del caso Diciotti.

 

salvini di maio

Salvini smentisce con forza un legame tra il dossier Tav e il dossier della Giunta per le immunità. «Uno scambio politico? Non sta né in cielo né in terra - minaccia querele il leader del Carroccio -. La Tav serve, non siamo al mercatino». La bufera investe l' intero governo. Fonti del Mit giustificano lo sgarbo spiegando che la Tav è regolata da un trattato internazionale e quindi il responso dei tecnici andava mostrato prima alla Francia e poi alla Commissione Ue. E Salvini? «Quando sarà il momento gliela porterò io in busta chiusa», gli chiede «pazienza» Toninelli.

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

L' onda dell' imbarazzo si gonfia e Luigi Di Maio prova a sdrammatizzare: «Salvini stia tranquillo, neanche io l' ho letta l' analisi costi-benefici».

Poi punzecchia l' alleato: «Io quando mi sveglio penso al fatto che da Roma a Pescara ci vogliono sette ore in treno, non pensando a un buco per collegare Torino e Lione».

Nell' Aula della Camera intanto è bagarre. Pd e Forza Italia si appellano al presidente Roberto Fico e rivelano che il professor Marco Ponti, presidente della Commissione costi-benefici, ha riferito l' esito dell' analisi ai soli deputati del M5S. «L' ho visto con i miei occhi», giura Davide Gariglio del Pd. Maurizio Gasparri (Forza Italia) attacca: «Il Parlamento italiano non conta, si rende omaggio all' ambasciata francese. Una modalità sconcertante, offensiva, da vassalli». E la capogruppo azzurra Mariastella Gelmini invoca il passo indietro del ministro: «Toninelli si dimetta. Nella nostra democrazia l' interlocutore primo di un ministro è il Parlamento».

SALVINI DI MAIO CONTE

 

Un caos, che rischia di compromettere ancor più i rapporti con la Francia. Il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, manda a dire ai vicepremier italiani che Parigi non può passare il tempo «a commentare le loro piccole frasi». Il merito dell' attacco è che la Tav è «un progetto importante per i due Paesi» e poiché l' Italia è in recessione va incoraggiato. È scontro anche sui gilet gialli. L' incontro fra Di Maio e esponenti dei gilet gialli è «una provocazione» per la portavoce del Quai d' Orsay: «Il signor Di Maio deve fare attenzione a non danneggiare, con le sue ripetute ingerenze, le nostre relazioni bilaterali».

 

salvini

SALVINI: DI MAIO NON ESAGERI TIMORI SUL VOTO M5S IN AULA

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

Un attacco a Malta «perché gli oneri di prima accoglienza» spettavano a La Valletta. Ed una difesa a tutto campo: «Ho agito esclusivamente per l' interesse pubblico», rispettando «i principi della Costituzione» e gli obblighi «derivanti dal diritto dell' Unione europea». E ancora: «Il governo ha posto in essere tutti gli strumenti di soluzione del conflitto», muovendosi in coerenza «con la politica sui flussi migratori».

 

Questi alcuni dei passaggi della memoria depositata da Salvini sul caso Diciotti alla quale sono allegati due documenti del governo (uno firmato da Conte nel quale si sottolinea che «Salvini ha agito secondo la legge», l' altro dal vicepremier Di Maio e dal ministro Toninelli). Il responsabile del Viminale ricorda la battaglia (e le missive di Conte all' Ue) sulla redistribuzione dei migranti e la richiesta dell' adeguamento della missione Sofia e ribadisce che «l' Italia è pronta a sostenere un' azione da parte delle istituzioni Ue». Ora bisognerà capire quale sarà la reazione M5S.

 

DI MAIO SALVINI

I DISSIDENTI La rassicurazione di Di Maio sul voto degli esponenti nella Giunta per le elezioni è arrivata. «Il Movimento voterà no al processo», la comunicazione fornita a Salvini. Ma il problema è un altro. Ed è lo stesso ministro dello Sviluppo ad averlo spiegato all' alleato di governo: «Non posso dare garanzie sul voto dell' Aula». Il gruppo al Senato infatti è spaccato. Una prima discussione c' è stata già due giorni fa, Giarrusso e Urraro hanno cercato di rispondere a chi ha già annunciato il sì alla richiesta dell' autorizzazione a procedere arrivata dal Tribunale dei ministri di Catania. Il voto sarà palese e almeno dieci senatori grillini sono orientati a contrapporsi alla scelta che dovrebbe essere presa in Giunta. Ecco perché la Lega è allarmata. Il traguardo del 161 voti rischia di sfumare, anche se ci sarà il soccorso di FI e FdI.

Questa mattina si terrà la riunione della Giunta, ai componenti verrà consegnata la memoria del ministro dell' Interno. La relazione del presidente dell' organismo Gasparri, la discussione generale, poi il voto: questi i prossimi passaggi che potrebbero concludersi anche prima del 22 febbraio. L' esito potrebbe arrivare il 19. Salvini in pubblico si dice tranquillo: «Il governo non c' entra. Mi atterrò alla decisione dei senatori». Ma nel suo tour elettorale, incontrando amministratori e parlamentari, non nasconde l' irritazione crescente nei confronti del suo collega vicepremier. «Si dia una regolata.

 

Stanno esagerando, non ne posso più dei loro no», raccontano si sia ripetutamente sfogato. «Se votano si' alla richiesta finisce il rapporto di fiducia», la tesi.

 

CONTE DI MAIO SALVINI

PRESSING SULL' AUTONOMIA Salvini non ha paura del processo, anzi in un primo momento era intenzionato a sfruttare la vicenda giudiziaria per allargare ancora di più il suo consenso.

 

Ma si tratterebbe di affrontare un iter lunghissimo e di apparire, agli occhi dell' Europa soprattutto, come un leader nel mirino dei giudici, un nuovo Berlusconi insomma. Sullo sfondo, oltre al caso Diciotti, c' è la Tav ma anche il tema dell' autonomia. Salvini controlla i suoi, anche l' operazione del governatore Fontana (Lombardia ideale) è stata condivisa totalmente, tanto che il segretario pensa di esportare l' esperimento alle altre regioni del nord. «Ma i M5S non sono allineati.

 

Di Maio continua a dire Salvini non tiene a bada i propri parlamentari, questo sta diventando sempre più un problema». Il vicepremier leghista è disponibile a trattare sul taglio agli stipendi per i parlamentari ma chiede («da contratto, non si tratta di un baratto», il suo ragionamento) che M5S apra sull' autonomia. «I ministri M5S non vogliono cedere competenze, così non si va da nessuna parte», il refrain. La Lega ha messo nel mirino Toninelli, ma anche Bonafede («non siamo contenti della giustizia, sta cercando di annacquare la riforma dell' ordinamento giudiziario», dice un big), Trenta e Lezzi, l' ultima accusata di non saper spendere i fondi Ue per la coesione. Nessun timore sull' effetto Di Battista: «Da quando è arrivato hanno perso l' 1%».

SALVINI DI MAIO

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