salvini pistola acqua

VITTORIA DI PIRRO (O DI PIRLA) - A ROMA SALVINI METTE ALL’ANGOLO BERLUSCONI MA NON SARÀ MAI LEADER DEL CENTRODESTRA: LA DERIVA LEPENISTA METTE IN FUGA I MODERATI E AL CENTRO-SUD NON HA VOTI - E SUL LATO ANTI-SISTEMA I GRILLINI FUNZIONANO MEGLIO DI LUI

Angelo Panebianco per il “Corriere della Sera”

 

SALVINI MELONI BERLUSCONISALVINI MELONI BERLUSCONI

In politica la «vittoria» è spesso un fatto relativo. Come dimostra l’apparente suicidio del centrodestra a Roma, con una pletora di candidati e la quasi assoluta certezza che nessuno di loro andrà al ballottaggio. La probabilissima sconfitta del centrodestra sarà una vittoria sia per Meloni che per Salvini.

 

Meloni, ora candidata-sindaco dopo tanto tergiversare, avrà alla fine scongiurato il rischio di un primo cittadino di centrodestra (un Bertolaso o un Marchini) che possa insidiare il tradizionale ruolo degli ex missini nella Capitale. Pazienza se per ottenere il risultato (nessuno pianti bandiere nell’orto romano della destra ex missina) dovrà accettare di subire una sconfitta personale.

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI

 

Anche Salvini intascherà una vittoria grazie alla sconfitta del centrodestra a Roma. Avrà dimostrato che ormai egli conta molto di più del vecchio leader Berlusconi e che solo alle sue condizioni il centrodestra può trovare un candidato unitario. Oltre a tutto: molta resa con poca spesa. Di quel che accade a Roma, ove la Lega è priva di interessi elettorali, a Salvini importa ben poco.

 

matteo salvini SILVIO BERLUSCONImatteo salvini SILVIO BERLUSCONI

Ecco perché la sconfitta del centrodestra nella Capitale coinciderà con la vittoria di due leader nominalmente appartenenti a quello stesso schieramento. Per inciso, non è solo a destra che l’eventuale sconfitta del «tutto» (dello schieramento nel suo insieme) può essere valutato come una propria vittoria da una delle sue «parti». C’è un settore della sinistra del Pd, ad esempio, che tifa per la sconfitta di Renzi sul piano nazionale e che, per ottenere l’agognato risultato, sarebbe anche disposto a fare vincere i Cinque Stelle.

 

Per quanto riguarda il centrodestra, le sue residue possibilità sono ormai affidate solo al confronto milanese. Se il candidato del centrodestra dovesse prevalere a Milano, quello schieramento disporrebbe per lo meno di una base da cui ripartire per tentare di ricostruire un edificio crollato. Se questo non dovesse accadere, allora è facile prevedere per il fu-centrodestra un futuro di feroci divisioni e di marginalità politica.

 

salvini nudo su oggisalvini nudo su oggi

Sarebbe allora vero anche per la destra italiana quanto è risultato vero in molti altri casi di movimenti politici creati da capi carismatici: le sorti di quei movimenti seguono le sorti personali di quei capi. Fu Berlusconi a fondare il centrodestra nel 1994, in un Paese che, fino a quel momento, non aveva mai conosciuto un tale schieramento. Il declino di Berlusconi porta con sé anche il declino del centrodestra . Fin qui nessuno è stato in grado di raccogliere il testimone.

 

SALVINI RE MAGIOSALVINI RE MAGIO

Ma, si dice, la crisi economica, l’antieuropeismo diffuso, le migrazioni, stanno spostando l’asse della politica di destra verso le estreme. A destra, il futuro, si dice, non è dei moderati. Come testimonierebbero i successi di Marine Le Pen in Francia e di altri simili a lei in giro per l’Europa.

 

In Italia dunque, secondo questa vulgata, il futuro apparterrebbe alle destre alla Salvini e alla Meloni. Non è affatto sicuro che sia così. Non lo è nemmeno in Francia: forse Le Pen vincerà le future presidenziali e forse no, forse vincerà la destra moderata.

matteo salvini da oggi nudo allo specchio del bagnomatteo salvini da oggi nudo allo specchio del bagno

 

Nel caso italiano, se Matteo Renzi resta l’uomo che la destra vuole battere, allora è un fatto che può riuscire più facilmente nell’impresa un leader che sappia bloccare il flusso di voti verso il premier degli ex elettori di destra. Difficilmente, un leader siffatto può essere uno che ha scelto l’antipolitica e i toni più o meno apocalittici: proprio per questa ragione, date le caratteristiche dei candidati che vi si affrontano (Parisi e Sala), le elezioni comunali di Milano appaiono, per il centrodestra, un test cruciale.

 

Si aggiunga il fatto che Salvini, colui che vorrebbe ricalcare le orme di Le Pen, manca di un insediamento omogeneo sul territorio nazionale, il che esclude in partenza che possa essere un competitore davvero preoccupante per Matteo Renzi.

 

matteo salvini 1matteo salvini 1

Ultimo, ma non in ordine di importanza, c’è il fatto che, a differenza di quanto accade in Francia, la bandiera dell’antipolitica, per lo meno la bandiera più grande e più visibile, è sventolata dal movimento Cinque Stelle. Difficilmente i Cinque Stelle si faranno togliere di mano la bandiera da Salvini.

 

È pensabile che quanto resta del centrodestra, nel suo complesso, possa rassegnarsi al ruolo di comprimario del movimento di Grillo e Casaleggio? No, non è pensabile. È più plausibile immaginare che il centrodestra finisca per dividersi in tre tronconi: una parte minoritaria che seguirà Salvini pur essendo anche tentata di votare Cinque Stelle, una parte che smetterà di votare in attesa di tempi migliori e, infine, una parte che voterà Renzi più o meno per le stesse ragioni per cui un tempo votava Dc: quando c’è il rischio di inondazioni si spera sempre che l’unica diga disponibile regga.

 

SALVINI BENZINAIOSALVINI BENZINAIOberlusconi e salvini allo stadio per milan atalanta   8berlusconi e salvini allo stadio per milan atalanta 8

 

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…