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CLINTON AF-FOUNDATION - SANDERS AZZANNA HILLARY SUL MAILGATE E I RAPPORTI NON TRASPARENTI TRA LA “CLINTON FOUNDATION” E IL DIPARTIMENTO DI STATO: PER L’EX SFIDANTE ALLE PRIMARIE, SE VINCERA’ LE ELEZIONI LA CLINTON DOVRA’ TAGLIARE I PONTI CON LA FONDAZIONE

Roberto Vivaldelli per “Occhidellaguerra.it”

 

CLINTON FOUNDATIONCLINTON FOUNDATION

Se vincerà le prossime elezioni presidenziali di novembre, Hillary Clinton dovrà tagliare tutti i ponti con la Clinton Foundation. Parola di Bernie Sanders, la grande rivelazione di queste primarie democratiche che lo scorso luglio ha ufficializzato il suo endorsement in favore della ex rivale nella corsa alla Casa Bianca.

 

Come riportato da Russia Today, il senatore del Vermont ha espresso la sua posizione durante il programma televisivo della NBC “Meet the Press”: incalzato dai giornalisti, alla domanda specifica su una eventuale chiusura della fondazione, Sanders ha dichiarato tuttavia di “non saperne abbastanza” e che la stessa Clinton Foundation “si impegna comunque in giuste cause, come la lotta all’AIDS”.

CLINTON FOUNDATION 3CLINTON FOUNDATION 3

 

Alcune e-mail provenienti dal server privato di Hillary Clinton metterebbero in luce dei rapporti, non propriamente trasparenti, tra la stessa fondazione e il Dipartimento di Stato nel periodo in cui la candidata democratica alla Casa Bianca ricopriva la carica di Segretario di Stato: in questi messaggi, che verranno presumibilmente pubblicati e resi noti solo dopo le elezioni di novembre, si confermerebbe il fatto che i maggiori donatori della fondazione avrebbero avuto dei privilegi e favori speciali, come ad esempio un pranzo esclusivo con l’allora Presidente della Repubblica Cinese Hu Jintao.

 

CLINTON FOUNDATION 2CLINTON FOUNDATION 2

Secondo un’inchiesta dell’Associated Press dello scorso 23 agosto, “più della metà delle persone estranee a incarichi governativi che hanno incontrato Hillary Clinton mentre era Segretario di Stato hanno finanziato – attraverso una donazione personale o tramite società – la Clinton Foundation”. La testata americana parla di “almeno 85 personalità non legate all’attività governativa che hanno incontrato la Clinton mentre era a capo del Dipartimento di Stato e che hanno dato un contributo al programma internazionale della fondazione, per un totale di circa 156 milioni di dollari raccolti”.

 

bernie sanders alla convention democratica 2bernie sanders alla convention democratica 2

Come se non bastasse, un’indagine di pochi giorni fa condotta da Politico ha scoperto come i contribuenti americani finanzino la Clinton Foundation a loro insaputa attraverso l’escamotage – legale, ma non propriamente etico – della “Former Presidents Act”: approvata nel 1958, la legge aveva l’obiettivo di operare come fondo di assistenza per gli ex inquilini della Casa Bianca e accompagnarli nel ritorno alla vita civile. Tuttavia Bill Clinton, sulla base di questa legge, avrebbe ottenuto la bellezza di 16 milioni di dollari, che sarebbero finiti nelle casse della fondazione al fine di acquistare apparecchiature, materiale e quant’altro.

 

hillary clinton e bernie sandershillary clinton e bernie sanders

Un caso, legato a doppio filo all’inchiesta sull’utilizzo di account e-mail e server privati durante il periodo del mandato da Segretario di Stato della candidata democratica, che sta facendo discutere l’opinione pubblica americana: da qui le dichiarazioni sopracitate di Bernie Sanders, aspramente criticato nelle ultime settimane da una larga fetta del suo elettorato per la sua scelta di sostenere Hillary Clinton. Appoggio che non è in discussione, almeno per il momento.

 

Nel corso dell’intervista alla NBC, Sanders ha inoltre dichiarato che “la strada per una rivoluzione politica negli Stati Uniti è ancora molto lunga” ma rimane ottimista sul fatto che qualcosa stia effettivamente cambiando. “Il cambiamento degli Stati Uniti deve coinvolgere milioni di persone nel processo politico e questo non succede dal giorno alla notte, ma penso che qualcosa si stia muovendo” – ha ribadito.

 

bernie sanders in pennsylvaniabernie sanders in pennsylvania

Nel frattempo lo sfidante repubblicano Donald Trump contesta la decisione del Dipartimento di Stato di pubblicare le e-mail dopo le elezioni di novembre definendola «inaccettabile», aggiungendo che “gli elettori meritano di sapere la verità prima di esprimere il proprio voto”. Ma con i sondaggi che vedono per la prima volta in testa “The Donald”, e gli scandali che si susseguono di settimana in settimana, per Hillary Clinton la strada verso le elezioni presidenziali comincia a farsi seriamente in salita. E la stoccata di Bernie Sanders conferma il grande imbarazzo in casa democratica.

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