SARÀ GRILLO A ROTTAMARE RENZI? NO, GRILLI! - IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E LA CORTE DEI CONTI ISPEZIONANO I BILANCI DI FLORENCE MULTIMEDIA, MESSA IN PIEDI DA RENZI QUANDO ERA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE - 9 MILIONI € IN 3 ANNI PER UNA SOCIETÀ CHE HA CHIUSO IN PERDITA E HA LAVORATO CON LA WEB&PRESS, SECONDO LUSI FINANZIATA COI SOLDI DELLA MARGHERITA (IL SINDACO HA NEGATO E QUERELATO) - MATTEUCCIO ZOMPA NEI SOCIAL NETWORK, MA RESTA DIETRO GRILLO E VENDOLA…

1 - BALZO DI RENZI SU SOCIAL NETWORK, MA GRILLO PIU' EFFICACE
(ANSA) - Balzo in avanti del sindaco di Firenze Matteo Renzi sui social network, ma Beppe Grillo resta il più efficace. E' il risultato di un'analisi sviluppata da Blogmeter, grazie ai suoi tools Facebook e Twitter social analytics. "L'avvio della campagna di Renzi per le primarie del Pd, è la novità politica più interessante di questi primi quindici giorni di settembre sui social media, in particolare su Facebook e Twitter.

Dal 1 al 15 settembre Renzi ha raccolto su Facebook 10.206 fan in più grazie a un balzo del 7,2%. Dal canto suo Berlusconi è cresciuto di uno 0,8% pari a 3.364 fan guadagnati, mentre Grillo ha incrementato dello 0,6% pari a 5.700 nuovi fan. Quest'ultimo, se si guarda al dato cumulato dei fan, rimane saldamente in testa con oltre 940.000 fan sulla sua pagina Facebook, seguito a grande distanza da Nichi Vendola con oltre 524.000 e da Silvio Berlusconi con oltre 445.000.

Su Twitter le prime posizioni sono occupate dagli stessi politici che la fanno da padroni su Fb, ovvero Grillo e Vendola, ma al terzo posto spunta "il rottamatore" con oltre 141.000 follower. Anche qui Renzi fa registrare l'incremento maggiore tra i politici, ossia +8.151 follower (6%) dall'inizio del mese. Ma il dato più interessante è il suo successo su Twitter in termini di engagement: per ogni tweet stimola 35 reazioni in media contro le 14 di Grillo".

2 - IL TESORO ROTTAMA RENZI: HA BUTTATO 6 MILIONI - NUOVA ISPEZIONE CHIESTA SUI SOLDI A FLORENCE MULTIMEDIA

Giampiero Calapà per "il Fatto quotidiano"

Sei milioni di euro. Su questa cifra incassata da Florence Multimedia mentre Matteo Renzi era presidente della Provincia di Firenze, la Corte dei conti e il ministero del Tesoro vogliono vederci più chiaro.

A Florence Multimedia - accusa il dicastero dell'Economia e delle Finanze in una contestazione inviata a maggio - la Provincia di Firenze, presieduta da Matteo Renzi dal 2004 al 2009, ha concesso un "irregolare affidamento di servizi per un importo superiore a quello previsto dai relativi contratti di servizio", con una spesa complessiva di oltre nove milioni di euro; dei quali sei adesso sono sotto l'attenzione dei giudici contabili, che invieranno un ispettore a Firenze e, per evitare eventuali prescrizioni, hanno messo in mora tutti i dirigenti di quel periodo.

Senza, quindi, la procedura prevista dalla legge e senza mai farne parola in Consiglio provinciale, sostiene il Ministero, Florence Multimedia, tra il 2006 e il 2009, incassò 9.213.644 euro. Attraverso "contratti, convenzioni , disciplinari di servizio, affidamenti al lordo (...) il cui importo triplica quello dei contratti di servizio di base". Già un anno fa il Tesoro aveva, in seguito a un'ispezione, prefigurato un danno erariale alla Provincia proprio nel periodo di presidenza Renzi.

E dalla difesa della Provincia a quelle contestazioni è nata la nuova indagine, con tanto di documento, di cui riportiamo le accuse nei virgolettati, inviato lo scorso maggio all'ente locale, sul cui trono nel frattempo non siede più Renzi, diventato sindaco e lanciato proprio in questi giorni nella corsa a Palazzo Chigi.

LA SOCIETÀ E LE ACCUSE DI LUSI
Florence Multimedia Srl ("società in house della Provincia di Firenze", come si legge nel sito internet) è nata nel 2005 per volere di Renzi che lì trasferì l'ufficio stampa, liquidandolo ed esternalizzandolo; con una situazione pessima alla fine dell'avventura dello stesso Renzi in Provincia: buco "superiore al terzo del capitale sociale. (...) Emerge una perdita stimata di 358.865 euro originatasi nel secondo semestre 2009", c'è scritto nella relazione di quel dicembre degli amministratori della stessa società.

Florence Multimedia veicolò, nello stesso anno, campagne promozionali per la Dotmedia, retta da quel Davide Bancarella, in precedenza in forze alla Web & Press edizioni (dal 2007 al 2009). Quest'ultima società è quella delle fatture, datate proprio 2009, sequestrate dalla Guardia di finanza (una da 36 mila e l'altra da 45660 euro: soldi con cui Renzi ha sempre negato di aver avuto a che fare) dopo le accuse dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, in carcere da luglio. Insomma basterebbe questo quadro per creare qualche grattacapo a chi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, si propone, ormai da anni, come il nuovo che avanza.

QUELLE SCELTE NON MERITOCRATICHE
Eppure c'è un'altra accusa mossa dal Ministero dell'Economia e che sarà passata al vaglio dell'ispettore della Corte dei conti nei prossimi giorni. Riguarda il direttore unico della Provincia, sostituito da Renzi con un collegio di direzione generale composto da quattro membri "con evidenti e rilevantissimi profili di illegittimità". Due di quei quattro, segnala Via Venti Settembre, erano dipendenti messi in aspettativa e poi riassunti con un contratto a tempo determinato che portò a un aumento di spesa di ben un milione e 34 mila euro.

L'organo monocratico, come ricorda il Ministero nel documento di maggio, "è previsto dall'ordinamento degli enti locali". Quindi "non si riesce a reperire nessuna ragione logica, prima ancora che giuridica, in forza alla quale soggetti già investiti della qualifica dirigenziale possano essere collocati in aspettativa per essere investiti di un nuovo incarico dirigenziale,questa volta a tempo determinato, molto più oneroso del precedente". L'accusa è grave e precisa, si tratterebbe di "illegittima attribuzione di quattro incarichi di direzione generale".

I rilievi del Ministero sul Renzi-che-fu non sono ancora finiti. Rispetto a dipendenti e dirigenti di quella Provincia il boy scout di Rignano sull'Arno avrebbe agito con "mancato rispetto dei principi di selettività meritocratica"con "gravi illegittimità nell'attribuzione di alcuni compensi a carattere indennitario".

Il sindaco se ne lava le mani,"furono scelte degli uffici", hanno comunicato i suoi alla stampa fiorentina. Ma dopo la condanna in primo grado dell'agosto 2011, per 50mila euro di danno erariale, si profilano altri guai dalle indagini della Corte dei conti, mentre la Provincia è solo un lontano ricordo e, adesso, Renzi sogna Palazzo Chigi.

 

 

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