BONANNI DI PIOMBO - A SCARICARLO E’ STATA LA STESSA CISL A COLPI DI DOSSIER E LETTERE ANONIME - SONO SEMBRATI TROPPI I 4.800 EURO NETTI DI PENSIONE - LE ACCUSE DI ESSERSI AUMENTATO LO STIPENDIO PER AUMENTARE L’IMPORTO DELL’ASSEGNO

1. BONANNI

Jena per “la Stampa” - A volte se ne vanno anche i peggiori

 

2. UNA LEADERSHIP AL CAPOLINEA

Raffaele Bonanni Raffaele Bonanni

Luisa Grion e Roberto Mania per “la Repubblica

 

La Cisl ha mollato Bonanni. Può essere paradossale in un’organizzazione governata per anni con pugno di ferro dal sindacalista abruzzese di Bomba, ma è successo. «Il mio tempo è finito», ha detto ieri il segretario uscente ai microfoni del Tg1. Ma che il suo tempo fosse finito glielo avevano detto, dopo anni di totale unanimismo, proprio i suoi.

 

Nell’ultima riunione dell’Esecutivo nazionale, nelle riunioni territoriali, qua e là con tante contorsioni in sindacalese anche in qualche documento serpeggiava il dissenso. Bonanni, classe 1949, ne ha preso atto. E ha deciso di accelerare il ricambio, di passare il testimone nelle prossime settimane alla genovese, cinquantaseienne, Annamaria Furlan, prima donna candidata a guidare il sindacato d’ispirazione cattolica, il secondo per numero di iscritti dopo la Cgil. Tutto così, se non ci saranno incidenti di percorso. Perché ora nella Cisl non c’è più niente di scontato. Anche Bonanni sarebbe dovuto andarsene tra sei mesi, e invece ha lasciato prima.

matteo renzi      matteo renzi

 

È dall’inizio dell’anno che il malumore ha cominciato ad emergere nel sindacato di Via Po. E non v’è dubbio che pure l’arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi abbia contribuito alla perdita di leadership del segretario generale. Bonanni si è ritrovato più debole senza più l’arma della concertazione. Ha cercato in tutti i modi di “conquistare” un tavolo di confronto con il nuovo governo, ma è stato respinto con perdite.

 

ANNAMARIA FURLAN
ANNAMARIA FURLAN

È stato costretto a giocare di rimessa: da una parte con l’esecutivo di Renzi, dall’altra con la Cgil di Susanna Camusso, se non addirittura la Fiom di Maurizio Landini impegnati in una partita politico- sindacale dalle diverse sfaccettature, comunque in grado ancora di mobilitarsi. L’immobilismo della Cisl bonanniana ha invece rimesso in discussione la sua linea.

 

L’irrilevanza sulla scena politica è diventata incompatibile con una leadership che sempre ha scommesso su rapporti privilegiati con i governi, in particolare con quelli del centro-destra. E non è un caso che le prime voci del dissenso siano nate nelle aree più esposte nella crisi: le regioni del Nord, le categorie dell’industria, i pensionati. E la Sicilia. Il nocciolo duro dei bonanniani è rimasto quello costituito dalle categoria del pubblico impiego, area un tempo di tradizionale forte insediamento cislino ma nella quale oggi prevale la Cgil, sia negli iscritti sia nei voti per le Rsu.

 

susanna camussosusanna camusso

Da oggi, dopo la formalizzazione da parte di Bonanni della sua decisione, bisognerà seguire le mosse di Gigi Bonfanti, segretario dei pensionati, medico, sindacalista di lungo corso. Da lui sono arrivare anche le poche critiche alla linea Bonanni. Si muove con il pacchetto pesante di voti dei pensionati.

 

E si dovrà seguire pure Gigi Petteni, segretario della Lombardia (780 mila iscritti) capace di coalizzare il malessere delle categorie dell’industria che con il processo di riorganizzazione voluto proprio da Bonanni sono destinate inevitabilmente a contare di più rispetto al centro burocratico di Roma. Da questi movimenti potrebbe emergere l’alternativa alla Furlan, soprattutto tra i quarantenni che scalpitano e ora vedono un’opportunità da poter sfruttare.

Landini Maurizio Landini Maurizio

 

Che la stagione di Bonanni volgesse al termine si è capito nelle ultime settimane quando hanno ricominciato a girare nei corridoi vecchi veleni, dossier e lettere anonime. Al leader si sono fatti i conti in tasca. Sono sembrati troppi i 4.800 euro netti di pensione (circa 7 mila lordi) maturati nel retributivo poco prima che entrasse in vigore la riforma Fornero. Le accuse di essersi aumentato lo stipendio per aumentare l’importo dell’assegno sono state respinte facendo notare che gli anni di contributi sono 47. Ma quando i corvi volano lasciano il segno.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…