elly schlein vincenzo de luca

LO SCERIFFO È TORNATO IN CITTÀ – LA CAMPAGNA ELETTORALE-SHOW DI VINCENZO DE LUCA, RICANDIDATO A SINDACO DI SALERNO PER LA QUINTA VOLTA, DOPO DIECI ANNI DA GOVERNATORE DELLA CAMPAGNA: “NON SIATE LAMENTOSI E SIATE CIVILI, POSSIAMO FARE DI SALERNO LA MONTE CARLO DEL SUD” – AL CENTRO DEL PROGRAMMA C’È LA SICUREZZA (“SIAMO UNA CITTÀ ACCOGLIENTE MA CHI VIENE DA FUORI DEVE RISPETTARE LE REGOLE”) – IL 77ENNE DE LUCA È APPOGGIATO DA SETTE LISTE MA IL PD NON HA CONCESSO IL SIMBOLO (PER INTERPOSTO FIGLIO PIERO, SEGRETARIO REGIONALE) – ELLY SCHLEIN, CHE BATTE PALMO A PALMO LA PENISOLA NEI COMUNI AL VOTO, SI È TENUTA ALLA LARGA DA SALERNO…

Estratto dell’articolo di Francesca Schianchi per “La Stampa”

 

VINCENZO DE LUCA

«L'altro giorno ho incontrato l'associazione dei cingalesi. Cari amici, gli ho detto, siamo esseri umani uguali, per cui guardandovi negli occhi vi avverto: avete ancora venti giorni di ricreazione, dopodiché commercio a capocchia non se ne fa e gente che cucina per strada non è accettabile».

 

Modula la voce per creare il pathos, alza il tono, allunga lo sguardo nella piccola palestra di quartiere dove si pratica danza: le pareti ricoperte di specchi moltiplicano due, tre, quattro Vincenzo De Luca, in piedi a elencare i temi della sua campagna elettorale in questa zona della periferia est di Salerno.

 

La sicurezza per prima, «siamo una città accogliente ma chi viene da fuori deve rispettare le regole», perché «chi parla di sicurezza parla delle nostre famiglie, dei nostri figli, e chi non lo capisce è un imbecille».

 

elly schlein vincenzo de luca

Lo Sceriffo è tornato in città. Dopo dieci anni alla guida della Regione, rieccolo candidato sindaco che accarezza bambini, rassicura elettrici ansiose […] snocciola obiettivi e catechizza elettori: «Non siate lamentosi e siate civili, possiamo fare di Salerno la Monte Carlo del Sud».

 

[…]  A 77 anni compiuti ieri e magnificamente portati, la corsa per il quinto mandato, con sette liste ad appoggiarlo e altrettanti competitor che, sia detto con rispetto, da queste parti considerano poco più che comparse indispensabili per certificare la sua nuova vittoria alle elezioni del 24 e 25 maggio prossimi.

 

Certo, c'è questo dettaglio di un Pd nazionale imbronciato che non ha concesso il simbolo per interposto figlio Piero segretario regionale: ma a Salerno minimizzano, sono trent'anni che qui si corre solo con liste civiche. «È una tradizione come Natale e Pasqua, e le tradizioni vanno rispettate», ha provato a sdrammatizzare pure l'ex ministro Andrea Orlando.

 

vincenzo de luca

Solo che di pacifico in questa decisione stavolta non c'è niente, a sentire qualche spiffero di largo del Nazareno. Perché ai tempi della tribolata trattativa per portare Roberto Fico alla Regione, avevano tutti capito che De Luca si sarebbe voluto ricandidare sindaco di Salerno.

 

Quello che ai vertici del Pd era sfuggito, però, era che non avrebbe atteso pazientemente il suo turno a fine consiliatura: il primo cittadino, a lui legatissimo, non ha aspettato manco un minuto per dimettersi.

 

Mica per fare posto a De Luca, cosa avete capito, ha giurato: è che avendo solo un anno davanti non resta che l'ordinaria amministrazione, meglio restituire la parola ai cittadini, è stata la sua traballante giustificazione.

 

VINCENZO DE LUCA CON ELLY SCHLEIN

Così, a Roma hanno dovuto ingoiare l'accelerazione, che naturalmente ha fatto naufragare sul nascere la possibilità di un campo largo, e infatti Avs e Movimento cinque stelle appoggiano un altro candidato. Risultato: simbolo del Pd assente e la segretaria Elly Schlein che batte palmo a palmo la penisola per fare campagna elettorale nei comuni al voto – da Venezia che potrebbe strappare alla destra fino al centro più sperduto – ma a Salerno, seconda città della Campania con 140mila abitanti, si guarda bene dal mettere piede.

 

Né lei, né nessun dirigente nazionale o regionale, a cominciare dal più alto in grado che appunto di cognome fa De Luca ed è il figlio maggiore Piero: considerando controproducente ingaggiare un braccio di ferro con l'ostinato ex governatore, il Pd ha adottato la strategia dell'opossum, fingersi morti tentando di ignorare che pure da queste parti si vota.

 

Una latitanza che imbarazza i dem ma non turba minimamente il candidato, impegnato nella sua corsa quartiere per quartiere, a partire dalle periferie, per promettere lavoro ai giovani e il doppio dell'illuminazione pubblica «perché le nostre donne, le nostre ragazze, devono rientrare alle due del mattino in assoluta tranquillità».

 

Tra qualche settimana si cambia registro, promette: lo dice per «gli extracomunitari ubriachi e fatti di droga sulle panchine» come per i funzionari del comune tentati da qualche pigrizia, «non esiste che di una pratica ne parliamo la settimana prossima, a Salerno si lavora a minuti! ».

 

ROBERTO FICO VINCENZO DE LUCA

[...]  «Di nuovo fieri di Salerno», è lo slogan. Convinto di farcela per la quinta volta, con o senza il simbolo del suo partito: magari non sarà più il 75 per cento al primo turno di quindici anni fa, ma dal principato di Salerno si aspetta ancora grandi soddisfazioni.

vincenzo de luca con i figli piero e robertoELLY SCHLEIN E VINCENZO DE LUCA

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