LETTAENRICO AVVISA IL POPOLO BUE: SE CADE IL GOVERNINO LA COLPA DEL RITORNO DELL’IMU SARA’ TUTTA DI BERLUSCONI

Fabio Martini per La Stampa

Nella suite al ventiduesimo piano dell'hotel Langham, sulla Fifth Avenue, Enrico Letta si è svegliato molto presto - ma in Italia era quasi mezzogiorno - e da quel momento, in una consultazione febbrile con Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio si è deciso a rompere gli indugi e per la prima volta da quando è a palazzo Chigi intende muoversi in modo formale e stringente: provando nelle prossime ore a mettere il Pdl «davanti alle sue responsabilità» con due mosse.

La prima si consumerà questa sera (o al più tardi domani mattina) nel salone del Consiglio dei ministri: Letta ha intenzione di aprire la riunione, rivolgendosi in tono formale ai ministri del Pdl e al suo capodelegazione Angelino Alfano, chiedendo senza tante perifrasi se siano ancora membri del governo e comunque quali intenzioni abbiano loro e il partito che rappresentano.

Naturalmente Letta e i ministri del Pdl hanno tante cose in comune, potrebbe esserci qualcosa di artificioso nel confronto, ma ci sono momenti nei quali la forma diventa sostanza. Anche perché la risposta dei ministri di Berlusconi condizionerà la tappa successiva, peraltro già programmata da Letta per martedì in Parlamento: lì il presidente del Consiglio ha intenzione di presentarsi, pronunciare un intervento, al termine del quale chiederà la verifica del rapporto fiduciario.

Discorso che si preannuncia sofferto, per certi versi drammatico e probabilmente destinato a contenere anche l'esplicitazione del «prezzo» di una eventuale crisi di governo: con la caduta dell'esecutivo si bloccherebbero tutti i decreti relativi alle imposte - quelli approvati, quello in attesa di approvazione, comunque tutti da convertire in legge - con un costo per gli italiani di circa 9 miliardi. Come dire: caro Berlusconi, non soltanto provochi la crisi ma rendi operative due tasse che dici di voler cancellare.

Un timing deciso ieri e che sarà perfezionato nella giornata di oggi: l'atterraggio dell'aereo del governo a Ciampino è previsto per le 12 italiane e - «dopo aver fatto una doccia», come ha detto ieri Letta con una concessione intimista - a quel punto il presidente del Consiglio sarà ricevuto al Quirinale per valutare le ultime novità della mattinata. Nel colloquio a tu per tu con il Capo dello Stato, si concluderà la parentesi americana di Letta che, esattamente come all'ultimo G20 di San Pietroburgo, ha vissuto a New York una scissione interiore, specchio di quella più grande che investe il Paese.

Sono state giornate sofferte per il presidente del Consiglio, impegnato in incontri, eventi e discorsi al massimo livello e al tempo stesso inseguito da notizie e contatti telefonici con i fautori di una rottura della maggioranza. Senza mai perdere d'occhio la «partita» del congresso del Pd: Letta si è personalmente tirato fuori, ma si è fatto aggiornare sulle ultime dai suoi. A conferma che, se un domani ci fossero le condizioni, Letta prenderà davvero in considerazione l'opportunità di partecipare alle Primarie, non certo per la segreteria del partito, ma per la premiership.

Naturalmente, in un contesto come quello di New York, ben altri sono stati i pensieri prevalenti di Enrico Letta. Una volta deciso il timing - anzitutto il Cdm e poi il discorso alla Camera - il primo enigma riguarda proprio la data del Consiglio dei ministri. Nei giorni scorsi era stata data per scontata la convocazione per oggi di un Consiglio chiamato ad occuparsi di Iva, correzione dei conti per rientrare nei parametri europei e forse golden share sulla Telecom. Ma dopo l'iniziativa del Pdl, soltanto oggi si conosceranno data e ora del Cdm.

Troppe le incognite che ancora gravavano ieri sera e che hanno sconsigliato Letta e il suo braccio destro Patroni Griffi a convocare formalmente il Cdm per questa sera. La convocazione potrebbe essere spostata a domani mattina, persino a domenica, comunque entro e non oltre lunedì, perché a partire da martedì diventerebbe operativo l'aumento dell'Iva, per non parlare delle misure di aggiustamento, necessarie per evitare una nuova procedura di infrazione da parte della Commissione europea.

 

saccomanni, alfano e lettaALFANO, LETTA, BONINO TRISenrico letta e la moglie gianna fregonara BERLU E SANTANCHE images jpegANGELINO ALFANO E GIORGIA MELONI AD ATREJU FOTO LAPRESSE Giuseppe Patroni Griffi

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