matteo renzi francesco rutelli

''SE LA LEADERSHIP È COMANDO SOLITARIO POI SE PERDI, PERDI TUTTO E TUTTI'' - RUTELLI SU RENZI: ''ORA PUO' INDEBOLIRE CONTE. NON È VERO CHE IL PD STAVA DIVENTANDO UNA RIEDIZIONE DEI DS, SE IL CAPO DELLA DELEGAZIONE È FRANCESCHINI E IN EUROPA C'È GENTILONI. C'È DEL BUONO NELLA COLLABORAZIONE COL M5S - LA MIA SCISSIONE? VOLEVAMO FARE UN TERZO POLO, POI È ARRIVATO GRILLO E LO HA FATTO LUI''

Matteo Pucciarelli per ''la Repubblica''

 

renzi rutelli domenici

Francesco Rutelli, 65 anni, oggi guarda la politica con un certo distacco. Fondò il Pd e conosce tutti i protagonisti attuali: Renzi e Letta dai tempi della Margherita, Zingaretti in qualità di amministratore, lui che fu sindaco di Roma, Gentiloni fu il suo portavoce. La vecchia passione, assicura, non lo ha mai abbandonato. "Il mondo è molto cambiato, siamo tutti chiamati a modificare le lenti con le quali si osserva la realtà", dice.

 

Un'altra scissione ai danni del Pd: cosa ne pensa?

"Credo che il vero problema del Pd in questi anni sia stato quello di non saper incrociare né rappresentare un profondo malessere popolare, infatti per due volte i 5 Stelle sono stati il primo partito. È avvenuto anche perché negli anni il Pd ha accettato la disintermedizione, anzi l'ha cavalcata proprio Renzi, perdendo quindi il bacino del suo consenso fatto di comitati, associazioni, ovvero passioni e impegno diffusi. Dopodiché questa separazione è figlia dell'esaurimento del bipolarismo. La società è divisa e l'offerta politica è plurale, nascono nuovi soggetti e a una concorrenza che non ambisce tanto a guidare ma ad esistere. Non mi pare entusiasmante, certo".

renzi rutelli hillary clinton

 

Renzi ha spiegato che era considerato un corpo estraneo.

"Se la leadership è comando solitario poi alla fine quando perdi, perdi tutto e tutti, anche quelli che ti avevano esaltato acriticamente. Renzi ha talento ma non la capacità di guidare un gioco di squadra e formare gruppi dirigenti".

 

Chi se ne va dice anche che si stava andando verso una riedizione dei Ds, concorda?

"No, se il capo della delegazione del governo è Franceschini, in Europa c'è Gentiloni, entrambi non vengono dai Ds, questo testimonia pluralismo".

 

Vede analogie tra la sua scissione per creare l'Api e quella di Renzi?

"No. Noi avevamo l'idea di creare un terzo polo, poi invece è nato il M5S e ci ha pensato Grillo a farlo".

 

Renzi vuol fare l'ago della bilancia? I sondaggi lo danno al 3%.

matteo renzi francesco rutelli

"Nel post-bipolarismo puoi incidere così, è legittimo. C'è una logica politica in questo contesto multipolare. Il sistema proporzionale rispetta di più la realtà di tutta Europa. Vedo il pericolo che il sistema maggioritario non possa che andare braccetto con il presidenzialismo, e porti a prospettiva autoritarie".

 

Il governo ora è più a rischio?

"Sì, nei fatti il posizionamento renziano va a indebolire Conte, se per esistere dovrà marcare le differenze".

 

Quanto durerà secondo lei?

"Penso sia obbligato a durare, e che qui si parrà la nobilitate di Conte e dei leader di tutti i partiti che lo formano. Renzi incluso".

 

A proposito, le piace questa alleanza insolita tra Pd e 5 Stelle?

rutelli gentiloni

"Vedo del buono nella loro collaborazione perché finisce la denigrazione e si impara a rispettare l'altro, dopo anni di atteggiamenti esasperati da entrambe le parti. Molto dipenderà da Conte. Certo è che questo governo deve stare in piedi per funzionare, per riportare la crescita, non per sopravvivere".

 

Comunque tornando al Pd, ben due segretari passati sono usciti. Si può dire che come progetto forse non ha funzionato del tutto?

"Lasciando il Pd con amicizia e senza asprezze ho scritto un libro, Lettera a un partito mai nato. In tutti questi anni è mancata una comunanza di progetti e mobilitazione nel Paese e le scissioni sono lì a dimostrarlo. In quali casi l'agenda del Paese è stata formata dal Pd?

RUTELLI FRANCESCHINI MATTARELLA GENTILONI

 

Vogliamo dire ad esempio che per cultura si doveva fare molto di più? Faccia dire a me, che non vengo da una storia comunista, che ricordo bene i dirigenti del Pci dire che bisognava uscire dal mondo degli addetti ai lavori, cercare militanti e quadri tra i ceti popolari, andare laddove si riuniscono i giovani e si creavano le mode popolari.

 

Salvini quest'estate era al Papeete ed è stato molo criticato. Ma le spiagge romagnole non erano luoghi che qualche anno fa avrebbero naturalmente guardato al centrosinistra? A lungo si è puntato a dare l'immagine di un partito dei e per i vincenti, di chi ce l'aveva fatta o ce la poteva fare, ma la direzione e il sentimento popolare erano tutt'altri". 

FRANCESCO RUTELLI NICOLA ZINGARETTI

 

E Zingaretti come le sembra?

"Ne ho grande rispetto, sta cercando di dare al partito un modo di fare razionale. Anche dando vita a un governo a cui non era favorevole ma ha ascoltato gli altri e ha cambiato idea, questo è apprezzabile. Da cittadino credo che l'obiettivo sia definire politiche semplici e forti su grandi temi: immigrazioni e demografia, ecologia, intelligenza artificiale in rapporto con la perdita del lavoro"

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…