SCOCCA L’ORA B. - DECADE SB O “DECADE” LA LEGGE SEVERINO? – VARIE ED EVENTUALI SUL GRAN DUELLO IN GIUNTA

Liana Milella per La Repubblica

Decade SB (Silvio Berlusconi) o "decade" la legge Severino? Ormai il busillis è questo. Domani parte il "processo" a SB nella giunta per le immunità del Senato, ma il focus si è spostato. La "guerra dei ricorsi" (Consulta, Strasburgo, Lussemburgo), abilmente pilotata da Arcore, sta mettendo sotto accusa i pilastri della legge chiesta a gran voce dalla gente per garantire "liste pulite".

Prim'ancora di far decadere SB, il Pdl cercherà di affondare la Severino votata un anno fa da tutto il Parlamento. Protagonista della prima seduta sarà Andrea Augello, un pidiellino che in tutti questi giorni ha ribadito a gran voce la sua indipendenza. Ecco i temi che divideranno Pdl con Lega e Gal in netta minoranza (8 in tutto) da Pd, M5S, Sel e Sc (14). Sempre incerto il socialista Buemi.

Prima questione. Augello darà per scontato che la giunta è a tutti gli effetti un "giudice" e come tale si può comportare. Ma è davvero così? Il presupposto per la "guerra dei ricorsi" sta tutto qui. In una fisionomia della giunta che la parifica a un vero e proprio giudice. Lo pensa Augello, lo condivide il Pdl, e naturalmente i giuristi che vogliono tagliare le gambe alla legge Severino. Augello citerà un paio di sentenze della Consulta e una di Strasburgo per sostenere che è così.

Ma la maggioranza è contraria. Ritiene che la giunta sia solo un soggetto politico. Seconda questione. Prima di fare il "processo" per la decadenza di Berlusconi, si può mettere "sotto processo" la Severino, oppure bisogna solo applicarla? Augello ritiene che, dopo gli otto pareri pro veritate di SB contro la legge, non si possa più far finta di nulla. La questione, quindi, va affrontata «in via preliminare». In questa parola - «preliminare» - si gioca il destino della legge, di SB, del governo Letta, della legislatura. Se il Pd non accetta la frenata, è crisi.

Terzo quesito. Della Severino si deve parlare subito, cioè durante la relazione, oppure bisogna fare prima un'altra mossa, aprire la cosiddetta "contestazione" a SB, cioè dare il via formalmente al "processo" per la decadenza? Premesso che al presidente della giunta, il vendoliano Dario Stefàno, non piace la definizione giornalistica di "processo" («Non l'ho mai detto e per favore non me lo fate dire perché qui non si processa nessuno »), tuttavia il paragone calza a pennello.

La giunta, votando, potrebbe decidere che tanto vale aprire subito la fase della "contestazione", nella quale ogni atto si svolge alla presenza del soggetto "decadente", cioè SB, e/o anche dei suoi avvocati. La differenza non è da poco, perché la difesa avrebbe voce in capitolo su ogni passaggio e potrebbe fare molte richieste. Quarto quesito. Il ricorso alla Consulta. Augello la spunta? Dalle indiscrezioni pare proprio che Augello si appresti a mettere la legge "in strada".

Secondo la sua ricostruzione sarebbero una mezza dozzina i buoni motivi per mandarla alla Corte. Tra questi ci sarebbe soprattutto un eccesso di delega perpetrato dalla commissione rispetto al dettato del Parlamento. Del tipo: c'è solo un tetto di pena (i famosi quattro anni) e non la lista dei reati chiesta dalle Camere. Quinto quesito, la frontiera dell'Europa. Hanno ragione prima Augello e poi SB a stroncare la Severino dimostrando che essa è in contrasto con le norme e le garanzie europee?

Augello e Ghedini - le voci di corridoio dicono che tra i due non ci sarebbe per niente feeling - si sfidano sulle Corti d'Oltralpe. Augello propone quello che in gergo si chiama "rinvio pregiudiziale" alla Corte di giustizia del Lussemburgo, il giudice delle leggi Ue, possibile perché la Severino riguarda una questione elettorale. Brutta argomentazione questa, in contrasto con quella di Ghedini per Strasburgo, che invece batte il tasto della Severino come norma "penale".

Raffinati giuristi, come Vladimiro Zagrebelsky, bocciano come impossibile il rinvio. Sesto quesito. La questione Strasburgo. La giunta può sospendere il giudizio sulla decadenza in attesa che la Corte dei diritti dell'uomo decida se il ricorso è ammissibile? Bisogna arrivare a pagina 26 delle 27 del ricorso di SB per leggere che «in via preliminare» si chiede di «disporre la trattazione prioritaria del ricorso in quanto avente ad oggetto un'importante questione d'interesse generale».

Non è l'esplicita richiesta di anticipare il giudizio di ammissibilità alla Corte di Strasburgo, però potrebbe essere utilizzata in giunta per chiedere uno stop in attesa della pronuncia. Va detto però che SB rischia la bocciatura perché alla Corte, come dice Zagrebelsky, si può andare quando si è già «vittime», quando la decadenza è già avvenuta, e non prima.

Nel merito: c'è giurisprudenza, come sosterrà il Pd Felice Casson, che dimostra come i singoli Stati hanno diritto di prevedere norme che garantiscono "liste pulite". Settimo quesito. L'eventuale richiesta di revisione del processo Mediaset può fermare la giunta? La questione non entrerà nella relazione di Augello, ma poiché la revisione non ferma d'obbligo l'esecuzione della pena, del pari essa non ferma neppure gli effetti né dell'interdizione, né della Severino, cioè di una semplice clausola di candidabilità. Ottavo quesito.

Ma Augello proporrà la decadenza di SB? Tutto lascia ipotizzare che Augello, spesso in polemica col centrodestra come quando si schierò per mettere fuori dal Senato Di Girolamo, stavolta insista prima per mostrare quelle che lui ritiene vistose crepe della Severino, e poi per aprire subito la procedura di contestazione nella quale SB può difendersi. Questo gli consentirebbe di non essere subito "bocciato" come relatore, ma di gestire la fase vera e propria del processo.

 

PALAZZO MADAMA - SENATO DELLA REPUBBLICAPaola Severino Andrea Augello DARIO STEFANONICOLO GHEDINI Gustavo Zagrebelsky foto La PresseFELICE CASSON Silvio Berlusconi - copyright Pizzi

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