SLEGHIAMOCI! - SENZA IL SENATÙR A FARE DA COLLANTE RIEMERGONO LE VECCHIE RUGGINI TRA LEGAIOLI VENETI, LOMBARDI, PIEMONTESI E LIGURI - LA SFIDA DI MARONI SARÀ QUELLA DI RIUSCIRE A CONTROLLARE LE INSOFFERENZE IPERLOCALISTE VERSO IL PARTITO DI GEMONIO CHE HA PROMESSO LA PADANIA LIBERA E HA SFORNATO IL TROTA - COME DOPO LA FINE DEL PCI, QUANDO SONO NATI MILLE PARTITI A FALCE E MARTELLO, CON IL TRAMONTO DI BOSSI SPUNTANO NUOVE SIGLE AUTONOMISTE COME ‘LIGA VENETA REPUBBLICA’, ‘PARTITO NASIONAL VENETO’, ‘INDIPENDENZA VENETA’…

Marco Alfieri per "la Stampa"

Spalle al palco, i varesini fanno mucchio vicino al muro destro della grande sala. Più al centro ci sono i veneti con le bandiere del leone di San Marco. Dietro i «Serenissimi» ecco i bolognesi coi loro cartelli «croce rossa in campo bianco» e la scritta in piccolo «Lega». Di fronte al podio c'è invece la claque del Senatur, pronta a coprire il grido «Ma-ro-ni Ma-ro-ni» invocando il vecchio guerriero ammaccato dagli scandali. Ancora un po' più in là s'intravedono i piemontesi con gli stendardi «croce bianca in campo rosso», i bergamaschi che giocano in casa, i bresciani imbufaliti con il «Trota» e un gruppetto di trentini: le bandiere con l'aquila nera sono inconfondibili.

Altri varesini, i leghisti ex Fronte della Gioventù di «Terra Insubre», avvolti nella «Ducale bandiera d'Insubria», fanno quadrato davanti alla zona giornalisti, nascondendo i romagnoli addossati al muro di sinistra del padiglione. Alcuni di loro cantano «Romagna mia», sognando come teorizza il loro profeta Gianluca Pini, «la secessione dall'odiata Emilia...». Potenza del localismo.

La fotografia del Carroccio scattata l'altra sera alla fiera di Bergamo più che l'orgoglio padano richiama l'immagine di un partito balcanizzato: lombardi, lighisti, piemontesi, emiliani, romagnoli, trentini, varesini, bergamaschi e bolognesi ognuno per conto loro nel grande acquario leghista. Tutti a cantare, fischiare, applaudire e sventolare da separati in casa: pochissime bandiere federali bianco-verdi col Sole delle Alpi, tantissime delle varie «nazioni» padane.

Dalla Lega alle Leghe? Nel Carroccio, insieme alla secessione bossianimaroniani e alla diaspora di voti, specie quelli rubati a Berlusconi nel ciclo elettorale 2008-2010, si rischia davvero la frantumazione dell'unità federale.

Il vero capolavoro politico di Umberto Bossi fu il congresso di Pieve Emanuele, febbraio 1991: il Senatur riuscì a federare Lega lombarda, Liga veneta, Piemont autonomista, Union ligure e altri movimenti, schiacciando la fronda di 70 delegati (veneti e bergamaschi) su 250 contrari al monopolio bossiano. Vent'anni dopo, con le dimissioni del Capo, il regime di ferro terrà o usciranno le vecchie divisioni?

A pochi giorni dal voto i veneti mordono il freno. Gian Paolo Gobbo, luogotenente bossiano da quando fu l'unico consigliere regionale a non seguire la fronda dell'allora segretario Fabrizio Comencini (poi epurato dal Senatur), lancia Luca Zaia come nuovo leader del Carroccio. «Via da Milano, via dai Lumbard», tuona il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro. Costringendo ad infilare la vicentina Manuela Dal Lago nel triumvirato al posto del varesino Giorgetti, altrimenti... C'è chi lo chiama Veneto Pride .

Le Pievi, la Serenissima, il mito asburgico, il dialetto che non è un alfabeto posticcio e soprattutto la revanche contro gli «usurpatori» lombardi: «Noi portiamo i voti, loro comandano...». Nel frattempo fioriscono sigle autonomiste come Liga Veneta Repubblica, Partito Nasional Veneto, Indipendenza Veneta, Unità Popolare Veneta, Veneto Serenissimo Governo o Raixe Venete. E si riaprono i libri di storia: «Nell'83 la Liga veneta è la prima forza autonomista a spedire a Roma un suo deputato. Bossi e Leoni a Roma sbarcheranno solo nel 1987...», rivanga un dirigente vicentino.

In Lombardia varesini e bergamaschi potrebbero tornare a guardarsi in cagnesco, dopo 20 anni di dittatura di Gemonio. Tra Valbrembana e Valseriana ci sono giovani leghisti che rivendicano la primazia della «nazione» orobica: «Negli Anni 60 - spiegano da Clusone - era Bergamo la città pavesata di manifesti con il programma del Marp, il Movimento autonomo regioni padane, mica Varese...». Esaurita la mediazione di Calderoli ecco rispuntare vecchie visioni «etnocentriche», al pari di quelle «insubri» dei leghisti di destra varesini guidati da Andrea Mascetti.

Anche nel Piemonte di Roberto Cota qualche militante ricorda che «il movimento per la rinascita piemontese di Roberto Gremmo, i cui seguaci verranno purgati da Bossi nel luglio del ‘90, è nato prima di tutti, nel maggio 1978...». Il suo giornalino si chiamava «Arnassita piemonteisa», diffuso 4 anni prima del foglio bossiano

«Lombardia autonomista». Oggi il ritorno al futuro si chiama lotta identitaria anti Tav. «Fra i valsusini gli autonomisti sono tanti, ma non riescono a esprimere questa fondante valenza perché chi si è appropriato dei simboli dell'autonomia è poco autonomista e spesso neppure troppo piemontese», attacca l'eretico Gilberto Oneto, interpretando il malessere di tanta base. Per lo storico indipendentista «il disastro ha un responsabile e si chiama Lega Nord, che ha fagocitato e annientato ogni formazione localista».

In fondo il Piemonte è la culla di ogni indipendentismo padano-alpino, da Chivasso ai primi sussulti di criptoleghismo Anni 80. Per questo «il suo autonomismo non può esaurirsi nelle cravatte verde dinarico ormai romane ed euroburocratiche, degli attuali capataz leghisti...». Dopo Bossi, la talpa della diaspora evidentemente scava. Stia in guardia Maroni, se non vuol trovarsi a fare il leader solo di un feudo post leghista...

 

BOSSI IN LACRIMA CONSOLATO DA MANUELA DAL LAGOLA LEGHISTA MANUELA DAL LAGO bossi BOSSI MOGLIE E FORMENTINI BOSSI IN PISCINA METTE LA MANINA TRA LE CHIAPPE DI ROSY MAURO - DA VANITY FAIRBOSSI LUCA ZAIA UMBERTO BOSSI E ROBERTO COTA

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?