1. QUI, TOR SAPIENZA: ‘’NON HAI CAPITO? TENE DEVI ANDÀ! QUA NUN VOLEMO POLITICA!”. LA SENATRICE GRILLINA PAOLA TAVERNA: “PERCHÉ, IO SAREI UN ESPONENTE POLITICO?”. LA RISPOSTA È DISARMANTE: “E IL MOVIMENTO 5 STELLE COS’È, LA CARITAS?”. CON TANTI SALUTI ALL’INNOCENZA PERDUTA: A TOR SAPIENZA L’ANTIPOLITICA HA SCAVALCATO BEPPE GRILLO 2. DA QUESTE PARTI, ALLA POLITICHE 2013, M5S ERA ADDIRITTURA IL PRIMO PARTITO: 31,5 3. TAVERNA, POVERINA, NON SE L’ASPETTAVA. SI È FATTA FORTE DELLE SUE RADICI DI ROMANA “DI STRADA”. È CRESCIUTA AL QUARTICCIOLO. LA SENATRICE CONOSCE LE MANIERE RUVIDE. “IO LI CAPISCO, SONO ARRABBIATI, DELUSI. MA LA COSA CHE MI HA FATTO PIÙ MALE È QUANDO MI HA CHIAMATO “POLITICA”.... HO CAPITO CHE LORO MI VEDEVANO COME UNA DALL’ALTRA PARTE..." 4. "CON RENZI NON ESISTE PIÙ NEMMENO IL PARLAMENTO...CHE CI INVENTIAMO? FORSE ABBIAMO SBAGLIATO A DECIDERE DI ENTRARE NELLE ISTITUZIONI. DOVEVAMO FARE LA RIVOLUZIONE? IL SISTEMA È RIUSCITO AD OMOLOGARCI, NONOSTANTE CE L’ABBIAMO MESSA TUTTA...”

VIDEO - I CITTADINI DI TOR SAPIENZA CACCIANO PAOLA TAVERNA: “NAMO, NAMO: TE NE DEVI ANNA’” - RISPOSTA: “MA CHE IO HO FATTO POLITICA PER FARMI I CAZZI MIA?”

 

 

LEGGE TAVERNA: SFANCULA E SARAI SFANCULATO
Da “il Fatto quotidiano

La legge implacabile di Newton: chi sfancula, sarà sfanculato. #Taverna #Tor Sapienza

 

 

1. COME UNA NEMESI, L’ANTIPOLITICA COLPISCE LA GRILLINA

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica

 

taverna contestata 2taverna contestata 2

«Tene devi andà !». A Tor Sapienza ieri è accaduto che Nemesi, la mitologica figlia della Notte che gli antichi raffiguravano con una spada in pugno, abbia parlato con accento molto romano. Nella foto si vede con quanta animosità la senatrice grillina Taverna sia stata accolta dalla gente della periferia: «Qua nun volemo politica!».

 

paola taverna a tor sapienza 9paola taverna a tor sapienza 9

Il M5S è vissuto così. Come Grillo maltrattato a Genova dopo la prima alluvione. Come «tutti l’altri! ». C’è sempre un tempo in cui chi la fa, se la dovrebbe aspettare, ma in genere è troppo tardi. Nemesi ha una certa esperienza: l’apprendista stregone, l’innaffiatore innaffiato, l’inventore del Golem che se lo ritrova addosso. Sbagliato comunque esserne lieti. Non volere più politica è un gran guaio per tutti.

 

2. TOR SAPIENZA, M5S SGOMBERATO

Tommaso Rodano per “il Fatto Quotidiano

 

   ‘’Non hai capito? Te ne devi annà”. Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 stelle, è respinta con perdite: la passerella di Tor Sapienza ha chiuso i battenti. Glielo ripetono a muso duro, in rapida successione, i cittadini del quartiere: “Non vogliamo più vedere politici. Nessuno venga qui a cercare di raccattare voti”. Di voti, da queste parti, il Movimento 5 stelle ne aveva presi una valanga.

paola taverna a tor sapienza 8paola taverna a tor sapienza 8

 

Alle politiche di febbraio 2013, nell’ex settimo municipio (Tor Sapienza e altri sette quartieri di Roma est), era addirittura il primo partito, con 20 mila preferenze e il 31,5 per cento. Ora le porte della borgata sono sbarrate per tutti. Dopo anni di silenzio e abbandono, Tor Sapienza si è scoperta notizia – e quindi meritevole di attenzione – per colpa di una manciata di giorni di proteste dure contro il centro accoglienza dei rifugiati. I “borgatari” non saranno abituati alla luce delle videocamere, ma non sono ingenui: non si prestano più a fare pubblicità per le sfilate in doppio petto.

   

Solo Giorgia Meloni, grande capa di Fratelli d’Italia, se l’è cavata senza contestazioni giovedì scorso. Forse perché era la prima parlamentare a venire dopo le notti di guerriglia o forse perché scortata da qualcuno che “garantiva” per lei. Venerdì gli insulti sono toccati al sindaco di Roma, Ignazio Marino.

 

paola taverna a tor sapienzapaola taverna a tor sapienza

Poche ore prima pure il fascio-leghista Borghezio aveva fiutato l’aria, spostando la sua manifestazione con Casa Pound di qualche centinaio di metri. Taverna, invece, non se l’aspettava. Si è fatta forte delle sue radici di romana “di strada”. È cresciuta al Quarticciolo: i due quartieri sono adiacenti, separati dalla Prenestina all’altezza della Togliatti, la via che segna uno dei confini non scritti su cui si misura la distanza delle periferie di Roma Est dal centro della città.

   

paola taverna a tor sapienza 7paola taverna a tor sapienza 7

La senatrice conosce le maniere ruvide. Quando il muro di diffidenza del quartiere respinge la delegazione dei Cinque stelle (che chiedevano di partecipare a un’assemblea pubblica), Taverna non retrocede e non china lo sguardo: “Devi abbassà la voce – intima a una delle donne che le gridava di andarsene – perché io non sono mica venuta qui a fare campagna elettorale”. La replica è gelida: “Sei venuta solo perché ti hanno dato cinque giorni di sospensione, sennò col c... che stavi qua”.

   

Taverna cala una seconda carta: la presunta purezza del Movimento 5 stelle rispetto agli altri partiti. “Non vogliamo esponenti politici”, le dice un altro cittadino. Lei: “Perché, io sarei un esponente politico?”. La risposta è disarmante: “E il Movimento 5 stelle cos’è, la Caritas?”. Con tanti saluti all’innocenza perduta: a Tor Sapienza l’antipolitica ha scavalcato Beppe Grillo.

paola taverna a tor sapienza 6paola taverna a tor sapienza 6

   

Per una periferia che brucia, ce n’è un’altra con un cerino acceso in mano. La risposta del Comune di Roma alla rabbia di Tor Sapienza è stata il trasferimento di 20 rifugiati minorenni in una struttura dell’Infernetto, quartiere ancora più lontano dal cuore della città, a pochi chilometri dal mare di Ostia.

 

La reazione è stata la stessa: “Qui non li vogliamo”. Domenica un’ottantina di persone ha manifestato nella rotonda di fronte al centro “Le Betulle”, dove sono stati portati i ragazzi. Ignazio Marino stavolta non ha esitato, è intervenuto subito: ha visitato la struttura domenica pomeriggio, ha conosciuto i minori – prevalentemente egiziani – e li ha fatti parlare con una delegazione di cittadini del quartiere.

 

Ha garantito che lo spostamento dei richiedenti asilo è una soluzione temporanea. L’Infernetto non è Tor Sapienza. Nessun mostro di cemento, solo villini e case basse . Un quartiere di pendolari che si riempie d’estate, per le vacanze dei romani. Qui non c’è miseria né degrado, solo un vento d’intolleranza.

paola taverna a tor sapienza 5paola taverna a tor sapienza 5

 

Nel pomeriggio però la rotonda di fronte al centro è deserta, la protesta sembra già spenta. Tre anziani fanno capolino e si lamentano per la mancanza di polizia. “Questo è un quartiere pulito – dice uno di loro – Non vogliamo che lo sporchino questi qua. Scappano dalla miseria? Da giovane se fossi scappato da una guerra sarei stato un disertore. Ognuno faccia la guerra a casa sua”.

   

Si avvicina Pier Francesco Marchesi, ex assessore municipale, eletto ai tempi del Pdl. Non fa più politica, dice, ma “dà una mano”: “Non ci piace come li hanno portati qui, senza consultarci. Non siamo una discarica”. È tra gli organizzatori di una fiaccolata contro i rifugiati, prevista domenica. Ma per fare infiammare anche l’Infernetto, la destra locale dovrà soffiare molto più forte.

 

3. PAOLA TAVERNA: “CI VEDONO COME TUTTI I PARTITI”

Paola Zanca per “il Fatto Quotidiano

paola taverna a tor sapienza 4paola taverna a tor sapienza 4

 

‘’Ma te rendi conto? Ma come se fa? Mi fa male, mi fa troppo male...”. Da un paio d’ore, Paola Taverna non si dà pace. Cacciata a brutte parole dai manifestanti di Tor Sapienza: a una eletta al Senato del Movimento Cinque Stelle non poteva capitare di peggio.

 

Cittadino mangia cittadino. E con le ossa rotte stavolta esce la più sanguigna dei parlamentari grillini: lei che urlava ai colleghi di palazzo Madama “ voi siete gnente”, se ne va con la più infamante delle accuse: fai la politica. “Non sono andata lì a fare passerelle. Volevo provare a spiegare che è inutile lanciare i sassi contro 30 ragazzi che stanno messi peggio di loro, che la cosa che devono fare è riprendersi le istituzioni, farsi vedere ai consigli municipali....”.

paola taverna a tor sapienza 3paola taverna a tor sapienza 3

   

Non l’hanno nemmeno lasciata parlare.

   Che dovevano fare... io li capisco, sono arrabbiati, delusi. Ma la cosa che mi ha fatto più male è quando mi ha chiamato “politica”.... ho capito che loro mi vedevano come una dall’altra parte.

   

Proprio voi che eravate i cittadini eletti.

   Io non lo so quando è successo che siamo diventati come gli altri. Mi fa male, mi fa male, perché mi rendo conto che tutto quello che faccio lì dentro non passa.

   

paola taverna a tor sapienza paola taverna a tor sapienza

L’apriscatole, l’uno vale uno. Non ha funzionato niente?

   Con Renzi non esiste più nemmeno il Parlamento...che ci inventiamo? Forse abbiamo sbagliato anche noi a decidere di entrare nelle istituzioni. Dovevamo fare la rivoluzione? Non lo so, il sistema è riuscito ad omologarci, nonostante ce l’abbiamo messa tutta... non lo so, sono triste stasera.

   

È un fallimento?

   No, io c’ho la coscienza pulita, io c’ho le mani libere. Io sto lì, abito lì, mia madre abita lì... Prima li insultavo io, ora loro insultano me. Non fa niente. Che faccio, vado solo nelle piazze nostre, dove me fanno l’applausino? No, io a Tor Sapienza ci ritorno, tra dieci giorni non se la ricorda più nessuno e io ci ritorno.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…