sgarbi de gasperi renzi obama

UN PREMIER SOLO ALLO SBANDO - SGARBI BASTONA MATTEUCCIO: "LA TRASFERTA CON BENIGNI IN USA? UN SEGNO DI DEBOLEZZA: DE GASPERI NON AVREBBE PORTATO TOTÒ DA TRUMAN. RENZI È IN DIFFICOLTÀ. PIAZZA GLI AMICI OVUNQUE E OCCUPA LA TV MA QUESTO NON GENERA CONSENSO. IL REFERENDUM? VINCERA’ IL NO"

SGARBI 1SGARBI 1

Maurizio Caverzan per “La Verità- laverita.info”

 

Ha visto, Vittorio Sgarbi, anche Il Foglio licenzia.

«Francamente, non sapevo del licenziamento di Alessando Giuli, m’informerò » .

 

Qualcosa le posso dire anch’io: Giuli era condirettore, un giornalista di destra non allineato e in dissidio non solo politico con Claudio Cerasa. È stato progressivamente messo ai margini fino alla decisione di fare a meno di lui alla scadenza del contratto.

«Se è andata così, mi spiace molto. Finora non ho percepito nessuno dei licenziamenti di cui si è parlato come volontà diretta di Renzi. All’inizio, quello di Maurizio Belpietro mi era sembrato un fatto di arroganza della proprietà.

 

Essendoci una storica sintonia tra Belpietro e Vittorio Feltri, quell’avvicendamento avrebbe potuto avvenire in modo diverso. Subito non l’avevo attribuito al tentativo di pilotare l’informazione nella campagna referendaria. Poi ho parlato con Belpietro e ho capito che c’era dell’altro» .

RENZI OBAMARENZI OBAMA

 

Il licenziamento di Giuli, di cui ieri ha dato notizia La Verità , è solo l’ultimo di una serie che comprende quello di Maurizio Belpietro da Libero , il siluramento di Bianca Berlinguer dal Tg3 e la sostituzione di Massimo Giannini alla conduzione di Ballarò con un talk show che fa meno ascolti. (Sgarbi risponde al telefono in una pausa del festival letterario Babele a Nord Est di cui è direttore artistico, da ieri in corso a Padova).

«Non mi sono parsi l’esito di un atto di autorità del premier. Poi, certo, chi c’è dentro, ha altri argomenti. Mi auguro che non siano avvenuti solo per la campagna in favore del Sì al referendum. Cioè, voglio pensare che le motivazioni siano più complesse». Forse, in qualche caso non c’è un diktat diretto, ma la sudditanza o l’acquiescenza di chi gestisce giornali e telegiornali. «Certi casi mi sembrano più clamorosi, altri più subdoli ».

 

È una delusione dal Foglio che ha sempre vantato la propria indipendenza e ospita firme che vanno da Sel a Cl?

RENZI OBAMARENZI OBAMA

«Ho sempre trovato il Foglio di Giuliano Ferrara un giornale politico nonostante l’apparenza saggistica e la qualità delle firme. Il giornale più ricco. All’inizio berlusconiano, poi filoberlusconiano, poi un po’ bigotto durante la campagna contro l’aborto, ora renziano con Cerasa. A differenza di molti giornali che si fingono indipendenti mentre sono molto politici, il Foglio, da indipendente, ha sempre scelto una parte per avere una tutela di cui, invece, non ha bisogno. Come volesse essere adottato».

 

L’adozione è pienamente avvenuta.

«Dichiararsi non indipendente è un modo di rispondere alle critiche per un licenziamento »

Tornando al renzismo, secondo lei non pecca d’intolleranza? Guardi anche il boicottaggio ai talk show scomodi di La7.

«A un certo punto, a margine dello spostamento della Berlinguer, si è letto che tutta la stampa e la televisione erano allineate alle posizioni del Sì. Invece non siamo arrivati a questo. Il No prospera. E poi c’è un altro fatto sottovalutato… ».

 

Dica.

«Chi punta a occupare le tv non sempre ottiene il risultato sperato. La dittatura della comunicazione non porta consenso. Il monopolio non è garanzia di vittoria. L’efficacia della comunicazione non è un fatto di quantità. La Lega vinse senza televisione. Le porto un esempio famoso.

RENZI OBAMARENZI OBAMA

 

Quando, all’inizio degli anni ‘90, ad un confronto tv, Ciriaco De Mita parlò un quarto d’ora nel suo politichese, e Umberto Bossi dopo aver a lungo ascoltato gli rispose “ma tachete al tram”, stravinse Bossi. Puoi comprarti il Sì di Libero , del Foglio e dell’Unità , ma poi magari vince il No anche se privo di un organo ufficiale. Questo lo dico senza voler giustificare nulla ».

 

Il boicottaggio riguardava i programmi di La7, dove il premier non può influenzare nomine di conduttori e direttori.

«Certo, certo».

Perché il renzismo è così intollerante con giornalisti e commentatori?

«Non ho questa sensazione. Non ce l’avevo nemmeno con Silvio Berlusconi. È una filosofia che funziona sul Fatto demonizzare l’avversario, creando mostri del male assoluto. Io ho quasi tenerezza per Renzi perché lo vedo debole sul piano dei contenuti e della politica.

 

roberto benigni tra i fotografiroberto benigni tra i fotografi

Lo vedo sopraffatto dai No. Essendo uno che, come e più di Berlusconi è uomo del fare, in un Paese immobile come il nostro lo vedo sconfitto dagli ostacoli, dalle scelte conservatrici. Renzi mi appare come un San Sebastiano che prende frecce da tutte le parti. Questo non significa che condivida la sua riforma della Costituzione. Tutt’altro » .

 

 

Nel mondo renziano c’è una sopravvalutazione dell’immagine? Che cosa pensa della cena alla Casa Bianca e del parterre di ospiti che il premier si è portato?

matteo renzi e barack obamamatteo renzi e barack obama

«Una sceneggiata segno di debolezza. Alcide De Gasperi non avrebbe avuto bisogno di andare con Totò da Larry Truman. Questo parterre di ospiti è anche un errore di comunicazione » .

 

Si spieghi.

«I cittadini italiani che li vedono salire sull’aereo di Stato per andare a cena con il presidente americano s’incazzano. Se Benigni fosse andato col suo aereo privato, forse avrebbe avrebbe bonificato l’abuso. Questa trasferta così annunciata non porta nessun consenso. Forse ne fa perdere. Magari, se avessero usato un aereo di linea in seconda classe… Se uno fa un errore di comunicazione come questo c’è qualcosa che non mi torna. Vuol dire che è in un momento di difficoltà» .

VITTORIO SGARBIVITTORIO SGARBI

 

Addirittura.

«Sono convinto che vincerà il No. Rastrellare consensi illustri come quelli di Benigni, di Giorgio Armani degli industriali, rientra nella logica dei poteri forti che, quando c’è un governo, per loro convenienza sperano che duri. Credo che Renzi sia entrato in un vortice di antipatia difficile da ribaltare, perché ormai prevale l’onda di malumore diffuso che somiglia a quella vista quest’estate in occasione delle vacanze con aereo privato di Paolo Bonolis ».

 

Che cosa pensa della tendenza a voler impedire il dissenso e a sistemare amici ovunque?

matteo renzi e barack obama 7matteo renzi e barack obama 7

«È la filosofia di Amici miei, altro sintomo di debolezza. Stare con quelli di cui posso fidarmi anziché con quelli che hanno merito non è una psicologia da leader, ma da persona sulla difensiva. Se credo che la Berlinguer non sia dalla mia parte, non la sostituisco con un altro, ma tento di ottenerne la neutralità.

 

A Michele Santoro Berlusconi ripeteva: “Si ricordi che lei è servizio pubblico”. Invece, lui sceglie gli amici, che non sono amici perché sono d’accordo con lui, ma sono d’accordo con lui perché sono amici. È il rovesciamento della celebre formula amicus Plato sed magis amica veritas (“Platone mi è amico ma mi è più amica la verità”, ndr) » .

matteo renzi e barack obama 6matteo renzi e barack obama 6

 

 

Una degenerazione già vista e che lei conosce.

«Quando Berlusconi piazzava Cesare Previti, Giuliano Urbani o Gianni Letta aveva comunque una considerazione del valore professionale delle persone scelte. Nel caso di Renzi l’unica discriminante è il fatto amicale. Questa operazione non è mai vittoriosa. Il consenso deriva dalla capacità di persuasione.

 

Berlusconi diceva sempre che il presidente del Consiglio non ha potere. Poi ci siamo accorti che quando è arrivato Renzi ha fatto più cose. Come dimostrano i casi di Francesco Cossiga, Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, penso che il potere non sia quello che hai per contratto, ma quello che riesci a ottenere con la persuasione».

 

Carlo Freccero dice che siamo entrati nell’era della post democrazia, nella quale è decisiva la propaganda.

TRUMAN DE GASPERITRUMAN DE GASPERI

«La propaganda si esplica attraverso la retorica che è il sintomo della mancanza di capacità di persuasione, quella che, per esempio, Renzi aveva dimostrato in occasione della riforma del Jobs act. La persuasione è il contrario della propaganda perché ha come obiettivo convincere nel merito chi è contrario.

 

Carl Gustav Jung ha scritto che il limite della Trinità cristiana è non aver inglobato il diavolo facendo la quaternità. Renzi divide il mondo in amici e nemici e si trincera dietro ai suoi. Invece, avrebbe dovuto lasciare al suo posto la Berlinguer e chiederle di essere equa

SGARBI RENZI OBAMASGARBI RENZI OBAMA

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