SILVIO AC-COPPI-ATO: IL PRINCIPE DEL FORO PENSA DI RINUNCIARE ALLA PRESCRIZIONE

Dino Martirano per il "Corriere della Sera"

E se Silvio Berlusconi, una volta rientrato in Italia dalla Russia, decidesse davvero di rinunciare alla prescrizione per tutti i reati che gli sono contestati? Nello studio del professor Franco Coppi - che da un paio di mesi ha preso in mano il processo Mediaset - si vivono ore febbrili per vincere la corsa contro il tempo che scadrà martedì 30 luglio in un'aula della Corte di cassazione.

Ma la sentenza del secolo, se davvero l'imputato si impegnerà formalmente a rinunciare alla prescrizione, magari prima del 30 luglio, potrebbe prendere un'altra strada. Più lenta. Che la farebbe slittare di qualche mese, collocandola forse addirittura nel 2014: «Stiamo valutando la linea da seguire - argomenta Coppi - anche perché, personalmente, ritengo che la prescrizione sia una sconfitta non solo per la giustizia ma anche per l'avvocato che crede di poter dimostrare l'innocenza del cliente».

Professore, con questa accelerazione continua a ritenere che sia stato fatto un grosso danno alla difesa?
«Certo per la tempistica, soprattutto per quel che riguarda me, che sono arrivato in questa difesa un po' all'ultimo momento, è un problema. Io avrei voluto produrre una memoria con eventuali motivi aggiunti, come avevamo deciso di comune accordo con Ghedini ...».

Ecco, come va la sua collaborazione con l'avvocato Niccolò Ghedini?
«Ghedini viene maltrattato dalla stampa ma con lui io collaboro benissimo. E poi Ghedini il processo lo conosce a fondo per cui ci eravamo riservati di approfondire successivamente alcuni dei temi del ricorso, tenendo conto dei tempi ordinari della Cassazione. Invece, questa fissazione al 30 luglio ci ha presi di contropiede».

Però quello della Cassazione è stato un passo obbligato.
«Per carità, il provvedimento ha una sua giustificazione formale. Il reato si prescrive e quindi io alzo le mani. Però tenendo conto poi che probabilmente i tempi di prescrizione sono un po' più lunghi rispetto a quello che la Cassazione aveva ritenuto...».

La Cassazione fissa al 1° agosto il primo reato prescritto.
«Ho visto i conti analitici e minuziosi fatti da Ghedini, che, ripeto, ha vissuto il processo fin dal primo momento: e quei calcoli portano al 26 settembre».

Il collegio potrebbe procedere a nuovi calcoli anche prima del 30 luglio.
«Certo, sempre che ci siano sollecitazioni da parte nostra. Perché se l'udienza viene tenuta il 30 di luglio non vale neanche la pena...Stiamo studiando se non sia il caso di chiedere alla Corte di voler rivedere questi conteggi ed, eventualmente, di revocare l'assegnazione alla sezione feriale e di assegnare il processo a quella che secondo le tabelle interne dovrebbe essere la sezione competente. Dato il tipo di reato, è ragionevole ritenere che si tratti della terza sezione».

Così si andrebbe oltre il 15 settembre, quando chiude la «feriale».
«Sarebbe questo lo scenario. E i termini di prescrizione si congelerebbero».

E l'ipotesi di rinunciarci del tutto alla prescrizione? È vero che si può fare solo una volta maturati i termini?
«C'è giurisprudenza contrastante. Quella più antica, che secondo me è anche quella più corretta, ammette la possibilità che si possa rinunciare anche prima che il termine sia maturato. Ecco non vedo la ragione perché questo non possa avvenire: una volta che uno ha fatto una rinuncia, e la dichiara irrevocabile, quando poi matura il termine questa diventa operante. Però la giurisprudenza più recente ritiene che dovrebbe maturare prima il termine di prescrizione».

Certo, sarebbe clamorosa una tale rinuncia da parte di Berlusconi.
«Finora molti hanno attribuito a Berlusconi e ai suoi difensori una volontà disperata di arrivare comunque alla prescrizione. Mentre, in realtà non è così se uno vede le ragioni per cui sono stati chiesti i legittimi impedimenti».

La Consulta non è stata d'accordo.
«Ora è inutile fare polemiche su quella sentenza. Però ritengo che rappresenti un pericoloso precedente».

Rinuncerete alla prescrizione?
«Si discuterà nei prossimi giorni perché a Ghedini e me l'idea di superare lo scoglio della prescrizione non dispiace. Credo che si possano trovare soluzioni più ragionevoli anche per smorzare tutte le polemiche che non aiutano».

Chi ha invocato prematuramente la grazia ha fatto un danno a Berlusconi?
«Secondo me sì. E poi io sono anche un avvocato superstizioso e sentir parlare di grazia prima ancora di avere discusso il processo...».

Il capo dello Stato ha già risposto.
«Non so cosa potesse fare di diverso».

C'è accanimento giudiziario?
«Di accanimento giudiziario non parlo perché penso che i giudici possono sbagliare ma ritenere che un giudice possa strumentalizzare la sua funzione in odio a una persona non oso crederlo».

È vero che ora è lei la persona più ascoltata dal Cavaliere?
«Berlusconi ha intelligenza sufficiente per decidere da solo quello che deve fare. A me, tuttavia, piace fare i processi senza clamori anche se poi quello ad Andreotti non è stata mica una passeggiata».

Berlusconi chiede mai del processo Andreotti?
«Abbiamo abbastanza di che parlare del suo».

 

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