SILVIO E LA MASCHERA - BELPOLITI: “DIETRO L’IMMAGINE NON UNA VERITÀ, MA UNA STRATEGIA” - IL FOTOGRAFO DEL “SUNDAY TIMES”: ‘’QUELLO CHE HO IMMORTALATO ERA QUELLO CHE LUI VOLEVA FAR VEDERE”

Enrico Franceschini per ‘La Repubblica'

Sarà anche un ritratto diverso dal solito, la foto di un Silvio Berlusconi con le rughe pubblicata dal Sunday Times, ma il Cavaliere non ha rinunciato del tutto alle sue vecchie abitudini: "Da vicino, vedo tracce di fondo tinta sul suo volto", scrive John Faillon, l'inviato del giornale inglese nella lunga intervista che accompagna le immagini. "Ha mantenuto l'usanza di mettersi il trucco per farsi fotografare o riprendere in tivù, nonostante venga preso in giro per questo".

Il leader di Forza Italia cerca di trasmettere sicurezza, continua l'autore dell'articolo, "ma appare provato". Gli chiede come sta: "Bene, ho sempre il sole in tasca, sono un ottimista incorreggibile", replica Berlusconi, che poi risponde a tutte le domande, talvolta con foga, altre chiudendo gli occhi prima di parlare. Le "cene eleganti" con le ragazze del bungabunga? "Un'idea di Emilio Fede", ma lui fortunatamente non ha "mai dovuto pagare per il sesso". Ruby Rubacuori?

"Disse di essere egiziana, imparentata con il presidente Mubarak e di avere 24 anni". Le altre giovani donne che parteciparono alle sue cene, e che lui aiutò solo per generosità, "sono devastate, non riescono più a trovare un fidanzato, un lavoro, qualcuno che affitti loro una casa" e aggiunge che vengono continuamente fermate per strada con richieste di fare sesso orale per 50 euro da uomini che dicono di non esser ricchi come il Cavaliere.

Nega di averne comprato il silenzio al processo. Quanto alla sua condanna e alla possibilità di una grazia, pensa che "qualcosa succederà", mentre su un suo eventuale ritorno in politica che ha "il dovere di restare sul ring" senza escludere di passare il timone a sua figlia.

Ma sono per la maggior parte cose che l'opinione pubblica italiana gli ha sentito ripetere un sacco di volte. La novità sono le foto. Con una faccia così, Berlusconi, non lo si era mai visto. Per cui vale la pena di chiedere com'è andata a colui che stava dall'altra parte dell'obiettivo: Paul Stuart, fotografo specializzato in ritratti, andato a Villa San Martino insieme al corrispondente del Sunday Times.

Come l'ha accolta Berlusconi?
"Bene, calorosamente. Era molto gentile, disponibile. Abituato a queste cose, direi. Siamo stati insieme, per le foto, una mezz'ora. Lui parla solo un po' d'inglese, io solo un po' di italiano, per cui non è stato semplicissimo capirci, ma siamo riusciti a intenderci e a comunicare lo stesso".

Le ha chiesto di essere ripreso in un certo modo?
"Non proprio, ci siamo messi d'accordo. Io gli chiedevo di mettersi in una determinata posa o in un'altra, lui provava ad accontentarmi, magari mettendoci del suo".

Le ha domandato se poteva mettersi del make-up, lo ha visto truccarsi prima delle foto?
"Non me l'ha chiesto e io non l'ho visto mettersi fondo tinta o altro, ma non posso neanche escludere che lo abbia fatto prima".

In Italia queste immagini hanno fatto impressione perché ne viene fuori un Berlusconi differente, più anziano, con le rughe in evidenza. E' stato lei a cercare di tirare fuori l'uomo da dietro la maschera, il vero Berlusconi invece di quello più artificioso di altre foto del passato?
"Non sono partito con questo intento. Sono uno specialista di ritratti, faccio solo questi, e lavoro con il materiale che mi viene presentato. Quello che ho fotografato è il Berlusconi che ho visto, che lui voleva trasmettere e far vedere".

Che ricordo porterà con sé di questo incontro?
"Un padrone di casa squisito. Una villa meravigliosa. Un lavoro ben fatto. Se sia un nuovo Berlusconi, il ‘vero' Berlusconi, quello che ho fotografato per il Sunday Times, non sta a me dirlo. Lo decidano i lettori e tutti quelli che vedranno questo ritratto".

2. L'ULTIMA MASCHERA DEL GRANDE SEDUTTORE - DIETRO L'IMMAGINE NON UNA VERITÀ, MA UNA STRATEGIA
Marco Belpoliti per La Stampa

È ancora una maschera. Il volto di Silvio Berlusconi privo di cerone, con la pelle consunta, butterata, attraversata da rughe, la palpebra sinistra abbassata, i capelli simili a una moquette grigiastra, non è quello di un uomo che si mostra senza alcun trucco, al naturale. No, in lui il «naturale» non esiste.

Anche così, in posa davanti all'occhio di vetro - lui guida il fotografo Paul Stuard, non il contrario -, ancora una volta dispone un trucco sul suo volto. Quando, con un impulso forse istintivo - Berlusconi è l'istinto fatto persona -, l'ex Presidente del Consiglio si offre all'obiettivo di Stuard privo di fard, cipria e altri coperture, non ci offre la vera immagine di sé, quella che ne rivelerebbe l'età, lo stato di salute, la condizione psichica, nascoste per anni al pubblico.

La maschera in lui non occulta, bensì, come diceva Nietzsche, mostra. Mostra ciò che vuole apparire. Un tempo era la giovinezza, forma politica del corpo, a prevalere per attrarre consenso. Il corpo manipolato attraverso lifting, ritocchi, manomissioni: giovane; poiché il corpo è l'unica vera risorsa su cui contare, la fonte del «capitale umano»: questa l'ideologia che ha profuso a piene mani.

Allora era il corpo in forma, giovane, elastico, attraente, sebbene Berlusconi non sia mai stato bello, anzi: basso, orecchie e naso grandi. Una mascherata che manifestava la volontà di sedurre, soprattutto grazie al denaro - come in una tragedia o commedia shakespeariana, il denaro è per Silvio tutto: tempo, potere, sesso, fascino, verità, falsità.

Ora che il trucco non basta più, ora che, come titola, il Sunday Times, vive After Fall, Silvio Berlusconi con un'intuizione fulminante si mostra vecchio, cadente, consumato, logoro. Ma è un'altra maschera. Sotto non c'è nulla, perché tutto quello che Silvio è si concentra nell'apparire. Non nell'essere: è ciò che appare.

Perché si è fatto fissare in uno scatto? Per suscitare l'empatia in chi è vecchio come lui? Per colpire chi lo giudicherà tra breve, giudici e assistenti sociali? Per i figli? Per chi lo ama? L'ha fatto per tutti e per nessuno. Silvio Berlusconi fa quello che fa perché la sua dimensione autentica è nella maschera.

Smettiamo di farci domande su di lui. Queste foto dicono la verità perché mentono, e mentono perché dicono la verità. Tra verità e menzogna in lui differenza non c'è. Sono, per l'ennesima volta, il suo modo per farsi osservare da noi. Che è il suo modo per ricavare forza, per continuare a essere, grazie allo sguardo degli altri. Il suo segreto è nascosto nella superficie. Altro non c'è.

 

 

BERLU 1994 Silvio BerlusconiSilvio BerlusconiBERLU SANDAY TIMES

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