ignazio marino

1. IL SINDACO GLOBE-TROTTER NON SI FERMA PIÙ: IL 6 NOVEMBRE TORNA DI NUOVO A NEW YORK! 2. MA STAVOLTA L'ALLEGRO CHIRURGO RISCHIA DI RIMANERCI. ANCHE IL SUO UNICO SPONSOR POLITICO ORFINI LO MOLLA: “I PROBLEMI DELLA CITTÀ LI RISOLVERÀ IL PD”. NON IL SINDACO… 2. NELLA GIORNATA DI IERI, DA MATTINA A SERA, INFILA “PERLE” A RAFFICA

1. MARINO ANNUNCIA UN ALTRO VIAGGIO: A NEW YORK

Ernesto Menicucci per il “Corriere della Sera”
 

marino stalker di bergoglio marino stalker di bergoglio

Sul web impazza l’ironia, con l’hashtag #Marinoimbucato e le foto di lui che spunta a Teano, a fianco di Garibaldi e Vittorio Emanuele II, dietro la famiglia di Barack Obama alla Casa Bianca o sul balcone di San Pietro vicino a Bergoglio. In città ormai è un tormentone: «Ormai siamo al “chi è quello vestito di bianco vicino al sindaco?”», la battuta che gira. E Marino, appena tornato dall’America, cosa fa? Riparte. Destinazione, sempre gli Stati Uniti, il 6 novembre. 
 

imbucato marinoimbucato marino

E le polemiche? Lui, il sindaco di Roma che — citando Facebook — «è riuscito a far incavolare anche il Santo Padre», sembra quasi non curarsene. Va avanti da sé, per la sua strada, arriva nei posti come una rockstar, blindato dalla scorta e inseguito dalle telecamere, sembra viaggiare su un’altra galassia, come una Supernova. Nella giornata di ieri, da mattina a sera, infila «perle» a raffica. Inizia presto, a Unomattina , quando si «permette» di dare consigli di comunicazione al Pontefice: «Io non sono il Santo Padre ma se avessero fatto a me quella domanda, se aveva invitato Marino, dopo un viaggio in cui ho parlato di temi epocali, avrei detto: non è questo lo scopo del viaggio e della conferenza stampa...». Agenzie e siti sintetizzano: «Marino bacchetta il Papa». E il Campidoglio deve precisare: «Nessuna polemica, letture strumentali». 
 

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO    IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Il sindaco poi va all’assemblea annuale dell’Acer, l’associazione dei costruttori romani. Sul palco, con lui e il presidente Edoardo Bianchi, ci sono il prefetto Franco Gabrielli e il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, due pezzi della «troika» messa dal governo sulla Capitale. E Marino apre il suo intervento rivolgendosi proprio al prefetto: «Ringrazio la mia badante...». Gelo assoluto, in platea nessuno ride. Altra gaffe? In Comune non la pensano così: «Marino ha detto la stessa cosa a Gabrielli anche in privato».

 

alessio viola marino stalker di bergoglioalessio viola marino stalker di bergoglio

Poi Marino, come se nulla fosse accaduto in queste settimane, annuncia: «Il 6 novembre presenteremo una serie di progetti alla Camera di Commercio di New York».
Altro viaggio, altra partenza. Stavolta, forse, con le imprese. Marino parla vagamente di «un gruppo di noi».

 

E poi, finalmente, svela almeno un paio di contatti che ha avuto Oltreoceano. Dopo aver visto Michael Bloomberg, Marino cita il presidente della stessa Camera di Commercio newyorchese, «è un italo-americano, si chiama Alberto Milani». Secondo appuntamento «con Peter Kalikow, che ha la sede nel grattacielo della PanAm, ora di MetLife». Kalikow è un grande immobiliarista, con ottimi rapporti nella comunità italiana di New York, possessore di un modello unico di Ferrari.

MARINO COME BERGOGLIOMARINO COME BERGOGLIO

 

Se poi queste persone investiranno su Roma, è ancora tutto da vedere. Mentre a Filadelfia, il console italiano Andrea Canepari gli aveva organizzato «un appuntamento con una ventina di imprenditori», incontro che si è tenuto alla Union League, sede della Lincoln Foundation. 
 

Durante il lungo intervento, il sindaco va a ruota libera, si lascia andare agli aneddoti («questo ve lo beccate»), impartisce lezioni sui «livelli di emoglobina» (il caso è quello di un tassista che colpì un uomo di fronte a una farmacia), attacca le precedenti giunte di centrosinistra, in particolare quella di Walter Veltroni (dove però c’era anche Marco Causi, oggi vicesindaco di Marino) per la Nuova Fiera di Roma costruita nel «middle of nowhere», in mezzo al nulla, «con due padiglioni che affondano nel terreno».

 

MARINO A FILADELFIA CON LA FASCIA TRICOLORE A SENTIRE BERGOGLIOMARINO A FILADELFIA CON LA FASCIA TRICOLORE A SENTIRE BERGOGLIO

E poi c’è la Nuvola di Fuksas, il centro congressi «ancora non aperto». Per Marino, tutta la storia di Roma è da rivedere: «I soloni che parlano, per 50 anni non si sono accorti di nulla? E in dieci anni non ci sono stati investimenti sui Trasporti». Finita? Ancora no. Nella giornata ce n’è anche per Alfio Marchini («il suo collaboratore è stato arrestato per Mafia Capitale») che annuncia querela. E per monsignor Paglia: «È stato smentito dalla Santa Sede. I vescovi hanno il compito di curare le nostre coscienze». 
 

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO     IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO MARINOMARINO

In serata, a Piazza Pulita , mostra gli scontrini delle sue note spese e rilancia: «Aggressione incredibile contro di me. Do fastidio». Poi: «Farò il sindaco fino al 2023 con una coalizione di sinistra». Occhio alle parole: sinistra, non centrosinistra, anche se Sel è fuori dalla sua maggioranza. Ma, in ogni caso, sembra una sfida a Renzi. Intanto, però, in consiglio comunale all’assessore (orfiniano) Stefano Esposito scappa una bestemmia. Esposito poi si scusa, ma è l’ennesima gaffe sulla via del Giubileo. 

 

 

2. ORFINI MOLLA MARINO: “SARÀ IL PD A GARANTIRE LA SOLUZIONE AI PROBLEMI DI ROMA”

Alessandro Capponi per “Il Corriere della Sera”

 

«Io non sono credente ma... il Papa com’è noto è infallibile, non potrei mai dargli suggerimenti...». E ancora: il Campidoglio «si chiuda in operoso silenzio». Perché «bisogna non creare polemiche e pensare a lavorare». Soprattutto: «È il Pd che garantirà ai cittadini la soluzione ai problemi». Il Pd, non Marino: chiaro? 

marino orfinimarino orfini

 

Certo, i problemi della città sono tali e tanti che, al momento, la dichiarazione di Matteo Orfini è utile per raccontare il cambiamento nei rapporti tra partito e sindaco: una «fase due» nella quale è il Pd a curare Roma, a prescindere dal dottor Marino.

 

MARINO ORFINIMARINO ORFINI

Una scelta netta, inequivocabile, perché Orfini fin qui ha sempre difeso Ignazio Marino: anche qualche mese fa, quando Matteo Renzi sembrò volersi liberare del sindaco. Così quando ieri mattina lo stesso commissario del Pd a Roma è andato in tv a dire che «Marino deve continuare a fare il sindaco», sì, ma «meglio di come ha fatto finora», è parsa evidente la nuova rotta decisa del Partito democratico. 

 

Orfini, cosa significa che Marino deve «fare meglio il sindaco»? 

«Serve un salto di qualità. Il Pd governa ovunque, siamo responsabili del processo di cambiamento: alcune cose stanno migliorando, penso alla pulizia della città, ma bisogna accelerare. Ed evitare di creare polemiche, pensare a lavorare». 

 

Sì, ma Marino sembra polemizzare col Papa... 

«Appunto, bisogna fare altro: le polemiche ci allontanano dalla vita dei cittadini. Trasporti, rifiuti, periferie: chi guida la città deve parlare coi risultati. Ora la giunta si chiuda in un operoso silenzio, e non si distragga tempo al Giubileo». 

Veltroni Marini Reichlin Veltroni Marini Reichlin

 

E però, vede, il sindaco riparte. 

«Come ho detto, niente polemiche: non commento le trasferte di Marino. Ma perché il tema, per me, sono i romani che per ore rimangono nel traffico, quelli che aspettano l’autobus, quelli che vivono in periferia. Noi dobbiamo rilanciare la Capitale, stabilire un patto con i cittadini, lavorare con le associazioni di categoria, con i sindacati». 

 

Marino ha limiti d’empatia con Roma? 

«Devono dirlo i romani». 

 

Lo dicono, almeno nei sondaggi: Pd sconfitto in caso di voto anticipato. 

«I sondaggi lasciano il tempo che trovano. Ai romani dico che il Pd ha affrontato seriamente i guai al proprio interno e adesso garantirà soluzione ai problemi di Roma». 

 

Il Pd, non il sindaco. 

 

3. MATTEO, IL FATTORE C. E LO SCOGLIO DEL SINDACO MARINO

marino marchini de vito alemanno marino marchini de vito alemanno

Alessandro Sallusti per “il Giornale”

 

..... Parliamo del caso Roma. Ieri il sindaco Marino, non contento dei guai già combinati, in poche ore ha detto nell' ordine: il Papa non capisce nulla e dovrebbe prendere lezioni da lui, il prefetto Gabrielli è una sua badante, Alfio Marchini è una specie di fascista di ritorno (si è beccato pure una querela). L' uomo è talmente fuori controllo, e fuori di testa, che ci sta diventando simpatico.

 

Anche perché sta trascinando nel ridicolo il suo partito, il Pd, e il suo segretario, Matteo Renzi, che lo devono lasciare al suo posto pena elezioni anticipate e sicuro disastro elettorale della sinistra. Sul caso Marino, Renzi sta perdendo non solo voti a Roma ma pure la faccia. Lasciare la capitale in mano a questo tontolone è la prova che Renzi non ha a cuore la dignità del Paese e il bene della cosa pubblica. L' unica cosa che gli interessa è il suo «c.», senza fattore.

 

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