MONTI, L’INCOMPRESO - “NON MI HANNO CAPITO, GRAZIE A ME L’ITALIA NON È DEGENERATA” – E ACCUSA DARIA BIGNARDI: “IL CAGNOLINO ME L’HANNO MESSO IN MANO”…

1. "IO, INCOMPRESO": IL TRISTE DECLINO DEL MONTI DIMENTICATO
Antonello Caporale per il "Fatto quotidiano"

È come se fosse cascata a terra la emme di Monti, patìto un'amputazione sia nella biografia che nella compagnia: da Merkel a Della Vedova, da Berlino a viale Poli, dall'Europa a questa stanzetta di Scelta civica, dove lo incontro in corridoio. Disponibile, sorridente, curioso dell'imprevisto.

A me poi stupì vederla apparire in tv col cagnolino in braccio, da lei non me lo sarei aspettato.
Me lo tirarono addosso, anch'io ne rimasi stupito" (la portavoce Betty Olivi: glielo tirarono!)

Come sia stato possibile che gli italiani l'abbiano così presto trasformata da migliore a peggiore è mistero glorioso.
Indovini il merito di chi è?

Certo che lo so: di Berlusconi.
Chi ha in mano i potenti mezzi li adopera e manipola i fatti.

Il Professor Monti metteva una distanza tra sé e il mondo. Altero, diverso, severo.
Sono curioso di leggere ciò che scriverà. Apprezzo anche i contributi non elogiativi.

L'inizio e la fine. Il massimo e il minimo. La luce e il buio. Il potere e l'oblìo.
Ritiene che Lui è nelle condizioni in cui si trova grazie alle vostre belle penne? Anche voi del Fatto avreste dovuto raccontare con più equilibrio quel che il mio governo ha compiuto.

Può darsi che abbia ragione e può darsi di no. Resta però che gli italiani l'hanno dimenticata, è stato un sogno di carta, un lampo nel cielo.
Ah si? Ci sono stati tre milioni di italiani che hanno invece apprezzato il mio governo che pure ha dovuto assumere misure severe. E grazie a quei voti se la situazione politica non è degenerata. Non mi sembra l'abbiate capito.

È stato parecchio frainteso, presidente. Ma se il cagnolino gliel'hanno messo in braccia e non ne sapeva niente, farsi ritrarre con suo nipote è stato un segno di trasfigurazione eccessiva. Ha presente l'artificio? Emanava quella bella e crudele alterità: lei in alto e il resto del mondo a terra.
Invece è stata una scelta che ho condiviso. Me l'avranno anche consigliata, però mi pareva congrua, adeguata all'idea di un governo che se illustrava la famiglia come la radice naturale e la forza resistente alla crisi economica poi si facesse ritrarre in famiglia con figli e nipoti.

Anche per far fronte al deficit di empatia.
L'empatia, sì. Comunque la saluto, altrimenti diventa un'intervista (Betty Olivi, la portavoce: questa non è e non può essere un'intervista).

È appena terminata la conferenza stampa di riscossa: eccoci qua, ci siamo pure noi. Lui, l'amato Ichino, il coordinatore Olivero, il capogruppo Della Vedova. "Un partito condominiale", dice Monti, senza ridere. Apprezzamento per Enrico Letta col giusto avvertimento d'appendice: "Il decreto del fare non si trasformi nel decreto del disfare". Ben detto Professore: vuoi vedere che piallano la riforma Fornero e mandano in cantina insieme a quelle memorabili lacrime ("In effetti la scena fece il giro del mondo") anche il contesto di norme e rigidità, allungamenti e sospensioni lavorative che ne fecero la riforma più severa (o disastrosa, a seconda dei punti di vista) al mondo.

Legnate per tutti ma a fin di bene, si disse. Adesso Monti parla dei diversi che si ritrovano insieme, delle culture differenti a cui lui ha dato una tenda, una capanna: "Stiamo assistendo a un risveglio di interesse in tutta Italia". C'è gente che si vuole iscrivere a Scelta civica, finora teatro di continue e sempre più spassose scazzottate tra i diversi. "Non c'è un'idea, solo litigi permanenti e noi siamo contrari a un'opa ostile", dice Lorenzo Cesa (Udc). Significa che c'è presto da salutarsi con Pierferdinando Casini, altro leader in discesa repentina.

Pier si è sistemato alla presidenza della commissione parlamentare, e ha raccolto tutto quel che poteva: un ministro più un sottosegretario, qualche senatore. L'Udc è pronto a filarsela col gruzzolo (pagato in verità con una grande emorragia di voti). Per Monti appare un fidanzato già dimenticato. Fatte le elezioni (e perse!) ognuno per la sua strada. "Non c'è fusione in vista ma l'apertura di una fase costituente. Tra due settimane partirà il tesseramento", dice l'ex premier. E si chiama ripartenza.

Oggi anche dal simbolo del partito è stato sbianchettato il nome del fondatore "Vedete? Non c'è più". Il Professore, p maiuscola, subisce la riduzione in pristino, la restituzione a una condizione politica proletaria. Patrimonio speso, capitale azzerato. Resta la voglia di ricominciare, ripartire. Come quei ciclisti di montagna, con i piedi piantati sui pedali, quasi fermi ma che non abbandonano le mani dal manubrio. "Avrà una sorpresa. Vedrà quanta gente si impegnerà con noi".


2. SC:BORLETTI, UDC CI HA PENALIZZATI; MEGLIO ROTTURA DOPO VOTO
(ANSA) -
"Il matrimonio con l'UDC andava rotto consensualmente dopo le elezioni, che avevano chiaramente dimostrato quanto questa alleanza avesse penalizzato il voto a Scelta Civica". Lo afferma in una nota Ilaria Borletti, esponente di Scelta Civica e Sottosegretario ai Beni Culturali. "Oggi - osserva - non si sarebbe arrivati ad una rottura traumatica. Scelta Civica ha una vocazione forte riformatrice che può rappresentare un percorso di aggregazione per tutti quei parlamentari che condividono la necessità di uscire dalla crisi con riforme radicali che rendano il nostro Paese realmente competitivo, soprattutto pensando alle possibilità di lavoro per i giovani".

 

MONTI CON IL CANE rif61 daria bignardidaria bignardi 003 lapBERLUSCONI BERSANI MONTI GRILLO E LA PREGHIERA DELLE URNE BERLUSCONI REGGE LE TESTE DI MONTI BERSANI Berlusconi e Mario Monti cda dcf bfcde f ea c

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....