joe biden donald trump 1

“SLEEPY” JOE NON DORME SONNI TRANQUILLI – CON LA CONVENTION SHOW ALLA CASA BIANCA E L’ANARCHIA PER LE STRADE TRUMP STA RECUPERANDO NEI SONDAGGI. E PRESTO ARRIVERANNO I DUELLI TELEVISIVI, DOVE IL DEMOCRATICO NON BRILLA – NON A CASO NANCY PELOSI INVITA JOE A RIFIUTARE (“NON VA LEGITTIMATO”) – IL VANTAGGIO DEI DEMOCRATICI È UNA MEDIA NAZIONALE, MA NEGLI SWING STATES DONALD È TORNATO IN TESTA…

DONALD TRUMP JOE BIDEN

1 – TRUMP CONTRO BIDEN AL VIA LO SCONTRO FINALE

Estratto dell'articolo di Federico Rampini per “la Repubblica”

 

Chiuse le convention, la corsa alla Casa Bianca entra nel rettilineo finale. Tutto è possibile, anche quella rielezione di Donald Trump che fino a un mese fa appariva improbabile nei sondaggi. Economia e proteste violente sono, a sorpresa, i due assi nella manica del presidente in carica.

 

donald trump tra donald r e melania

(…) I prossimi test saranno i duelli televisivi. Tra i due candidati alla presidenza i dibattiti sono fissati per il 29 settembre, il 15 ottobre e il 22 ottobre. Quello fra i vice, Mike Pence e Kamala Harris, il 7 ottobre. I due campi litigano perfino su questi appuntamenti. Trump ne voleva di più, perché è convinto di vincerli: «Sono piuttosto bravo in quella roba». La presidente della Camera, la democratica Nancy Pelosi, ha addirittura consigliato a Biden di rifiutarli tutti: «Non va legittimato un presidente così».

l'occhio iniettato di sangue di joe biden 1

 

(…) a 77 anni Biden ha solo tre anni più di Trump ma sembra molto più vecchio, non brilla per concentrazione e fluidità di discorso. Nei primi dibattiti per la nomination democratica apparve stanco e appannato. Non è detto che i duelli televisivi abbiano un impatto enorme.

 

I sondaggi nazionali danno un vantaggio di sette punti percentuali a Biden, in calo rispetto ai dieci di un mese fa. Ma la media nazionale è poco significativa. (…) Più che alla media nazionale bisogna guardare ai "battleground States", gli Stati contesi, in bilico tra un candidato e l'altro. RealClearPolitics ne considera sei: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Florida, North Carolina, Arizona. In questi sei Stati da poche settimane Trump è tornato in testa con l'1,7% di scarto.

 

melania donald trump

È ancora entro il margine di errore statistico. E ci sono gli indecisi. Quali elettori devono convincere Trump e Biden? I primi tre Stati da conquistare sono zone industriali dove nel 2016 fasce di classe operaia bianca passarono a Trump dopo aver votato Obama nel 2008 e 2012. Gli altri tre Stati invece hanno importanti minoranze afro-americane e ispaniche. (…) Biden deve tenere unito un elettorato molto più composito. La destra è tradizionalmente più disciplinata. A sinistra nel 2016 ci furono ampie defezioni verso l'assenteismo, perché una fascia radicale considerava Hillary troppo moderata, troppo establishment. (…)

 

marcia a washington contro il razzismo 2

2 – TRUMP-BIDEN, PARTITA FINALE SU VIRUS E ORDINE PUBBLICO

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

Spenti i riflettori delle convention, la corsa elettorale riprende a piena velocità verso il traguardo di novembre, e il tema che resta centrale è quello indicato dalla kermesse repubblicana: l'ordine pubblico.

 

donald trump bacia il nipote theodore

È ripresa ieri con la discesa su Washington di decine di migliaia di persone, convocate dal reverendo Al Sharpton per la protesta: «Toglieteci il ginocchio da collo». Una folla multietnica, ma a prevalenza di colore, ha celebrato così il 57° anniversario della celebre marcia sulla capitale comandata da Martin Luther King nel 1963, e del discorso I have a dream.

TRUMP E BIDEN

 

«Come è possibile che tanto poco sia cambiato in mezzo secolo?» si è chiesto ieri Martin Luther King III, il primo dei figli del leader nella lotta per i diritti civili. Da Kenosha in Wisconsin gli ha fatto eco Jacob Blake Senior, il padre dell'uomo di colore che giace incatenato con la gamba in un letto di ospedale, anche se è paralizzato dai sette colpi di pistola che un poliziotto gli ha sparato alle spalle senza un apparente motivo: «Siamo noi neri a morire giorno dopo giorno, come è possibile che si parli solo della paura che fa la nostra protesta?».

yolanda renee king nipote di martin luther king alla marcia a washington contro il razzismo

 

DISCORSO FINALE

Donald Trump non lo ha chiamato al telefono, né ha menzionato il nome di suo figlio mentre denunciava nel discorso finale della convention il caos e la distruzione che hanno colpito la cittadina del Wisconsin dopo la sparatoria di sei giorni fa. La tattica repubblicana di ricostruire la narrativa della protesta come una minaccia all'ordine pubblico, sta funzionando.

 

reverendo al sharpton marcia a washington contro il razzismo

In Wisconsin, terreno di battaglia all'ultimo voto per le presidenziali, il consenso per il movimento Black Lives Matter è sceso dal 61% di giugno al 48% attuale. Lo stesso avviene in Arizona e in Michigan, due stati nei quali gli strateghi repubblicani stanno spendendo una fortuna in pubblicità televisiva, tutta centrata sulla minaccia dei saccheggi e dell'anarchia che si accompagnerebbero ad una vittoria di Joe Biden a novembre.

 

marcia a washington contro il razzismo

Il candidato democratico è uscito allo scoperto giovedì con un'intervista televisiva nella quale ha cercato di scoprire le carte del discorso che Trump avrebbe pronunciato più tardi, e la sua vice Kamala Harris lo ha seguito con un discorso ripreso dalla tv.

 

kyle rittenhouse spara

I due hanno accusato il presidente di inettitudine di fronte all'epidemia, e di voler manipolare cinicamente la protesta popolare. Il ticket democratico finora ha agito di rimessa con poche apparizioni pubbliche, quasi tutte intese a replicare l'agenda incalzante del presidente Trump.

 

QUALE STRATEGIA?

donald trump con melania barron e donald jr discorso finale della convention

Sarà sufficiente questa strategia per vincere il confronto elettorale? La convention democratica ha proiettato l'immagine di un Biden campione di umanità; un padre benevolo della patria pronto a ricucire le ferite aperte dall'attuale presidente. I repubblicani hanno contrapposto un Trump guerriero indomito, mai scalfitto dalle accuse che gli vengono rivolte.

nancy pelosi su zoom

 

Per un confronto diretto bisognerà aspettare fino al 29 di settembre, data del primo dibattito televisivo tra i due. Biden ha confermato che ci sarà, ma al congresso la leader della camera Nancy Pelosi continua da alcuni giorni a raccomandargli di non presentarsi. «A cosa serve ascoltare ancora una volta le bugie di Donald Trump? Perché concedergli la dignità di un confronto che non merita?».

alexandria ocasio cortez 3

 

Questa arroganza da Aventino potrebbe avere conseguenze disastrose per i democratici, a dispetto di una linea di partenza che li vede fortemente favoriti. I sondaggi del dopo convention vedono ancora Biden in posizione di comando con una distanza di 7 punti su scala nazionale, e di 3 punti in media negli stati in bilico. L'altro rischio che emerge nel partito progressista è il risorgere delle fratture interne, dopo che la convention ha zittito in larga parte l'ala più progressista.

 

 Ocasio Cortez si sta ora schierando a fianco di suoi compagni di cordata nelle elezioni locali concomitanti alle presidenziali, in aperta rivolta contro la tradizione di non osteggiare la rielezione di democratici già al potere. Colpi di scena clamorosi nei prossimi due mesi potrebbero rovesciare le carte. Il focolaio dell'epidemia potrebbe riaccendersi, ma il vaccino contro il nuovo coronavirus potrebbe esordire in miracolosa concomitanza con il voto.

JOE E HUNTER BIDEN

 

L'altro sarà l'esito dell'inchiesta da parte della commissione senatoriale per la Homeland Security sui rapporti tra il figlio di Joe Biden, Hunter, e l'azienda energetica ucraina Burisma. Il rapporto doveva essere reso noto prima della pausa estiva, il 7 di agosto, ma la data è stata strategicamente rinviata in cerca dell'effetto sorpresa.

 

l'occhio iniettato di sangue di joe biden 3alexandria ocasio cortez 1alexandria ocasio cortez 18

 

martin luther king i have a dream marcia a washingtonmarcia a washington contro il razzismo 1il discorso di kamala harrsi marcia a washington contro il razzismomarcia a washington contro il razzismoreverendo al sharpton e martin luther king iii marcia a washington contro il razzismo marcia a washington contro il razzismo. marcia a washington contro il razzismo manifesto george floyd marcia a washington contro il razzismo 12il discorso di nancy pelosi alla convention dem nancy pelosi

 

Ultimi Dagoreport

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)