TWEET TWEET! - IN CINA COVA UNA RIVOLTA? UNA NUOVA ONDATA DI PROTESTA POTREBBE INFIAMMARE L’IRAN? PRONTI NUOVI ATTENTATI TERRORISTICI? LO SCOPRIRAI COI SOCIAL NETWORK: SMANETTONI DELLA CIA MONITORANO 5 MLN DI MESSAGGI AL GIORNO TRA TWITTER E FACEBOOK - MA ALLA FINE LA PRIMAVERA ARABA HA COLTO TUTTI DI SORPRESA: CI SONO ANCORA “TROPPI DATI DA INSEGUIRE” - UN'ONDA GIGANTESCA DI MILIONI DI PAGINE CHE HA SOMMERSO GLI 007…

Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

Si definiscono, con un tocco di autoironia, «ninja da biblioteca». Tipi un po' speciali «capaci di trovare cose che gli altri neppure sanno che esistano». Sono gli analisti della Cia che esplorano i social network, da Facebook a Twitter, alla ricerca di informazioni e sensazioni. In un edificio di mattoni a McLean (Virginia), l'intelligence statunitense ha raccolto centinaia di esperti nelle lingue più disparate (arabo, pashtun, cinese nelle sue varie versioni) che leggono quello che scrive l'uomo della strada e l'attivista.

Cercano di cogliere l'umore dei giovani, di capire se da qualche parte in Cina sta covando una rivolta - lo pensano in questi giorni molti esperti di economia - o se i fermenti in una città del Paese X sono l'avanguardia di una rivolta che infiammerà un'intera regione. E' una professione aggiornata di quella raccontata nel bellissimo film «I tre giorni del Condor», con Robert Redford nel ruolo di un «lettore» di libri e riviste che finisce al centro di un complotto perché si accorge di qualcosa di sinistro nel Golfo Persico.

Chi lavora all'Open Source Center - questo il nome dell'agenzia federale - si sciroppa ogni giorno una montagna di informazioni. Il direttore del centro, Doug Naquin, ha svelato all'Associated Press un numero incredibile: non meno di 5 milioni di «cinguettii» al giorno, i micro-messaggi lanciati su Twitter. Poi ci sono i commenti affidati a Facebook, i servizi delle tv, i giornali e tutto quello che gira sul web.

Gli analisti, come dei collezionisti di notizie con l'occhio attento, raccolgono i frammenti, li archiviano e li confrontano con altri «segnali» provenienti da fonti sul campo. Un piccolo episodio può avere ripercussioni globali. Quindi producono dei rapporti che uniti a quanto scoperto dagli 007 arrivano al vertice, fino alla Casa Bianca. Spesso nel briefing sulla sicurezza che viene fatto ogni mattina al presidente c'è qualcosa evidenziato dagli «scavatori» ospitati in un palazzone non lontano da Washington.

La Cia, che da anni esegue un monitoraggio attento dei media tradizionali, ha deciso di aumentare gli occhi puntati sui social network dopo le proteste studentesche in Iran nel 2009. Lo spirito della contestazione, schiantata dalla repressione dei mullah, ha potuto sopravvivere grazie ai messaggi e ai video diffusi sulla rete Internet.

Sempre l'Open Source ha un ruolo chiave nel riassumere cosa pensa uno straniero della politica statunitense e, sopratutto, delle sue mosse più importanti. Un caso citato è quello dell'uccisione di Osama Bin Laden con gli analisti che hanno colto, nell'immediatezza, le reazioni negative delle persone comuni. Commenti che sono emersi, qualche giorno dopo, sui giornali e nei cablo dei diplomatici.

Le possibilità di prevedere hanno comunque dei limiti. Dopo la cacciata del presidente tunisino Ben Ali e dell'egiziano Hosni Mubarak, l'allora capo della Cia Leon Panetta ha ammesso che la velocità del crollo ha colto tutti di sorpresa. Per un anno le spie hanno segnalato la «pericolosità» del quadro sociale e politico in Nord Africa, ma i rapporti - redatti a ritmo forsennato - non hanno potuto essere precisi sulle conclusioni.

Da una parte ci si è fidati troppo della tenuta dei dittatori, così come dei sistemi repressivi che dovevano vegliare sui raìs. Dall'altra c'erano (e ci sono ancora) «troppi dati da inseguire». Un'onda gigantesca composta da milioni di pagine Facebook, pensieri affidati a Twitter e video su Youtube che ha sommerso gli 007.

 

cia central intelligence agencyLOGO TWITTER FacebookOSAMA BIN LADENBEN ALI benalimubarak

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...