papa francesco leader europei

SOGNO O SONDAGGIO SULL’EUROPA “INCOMPIUTA” - ILVO DIAMANTI: LA FIDUCIA NELLA UE IN DECLINO OVUNQUE: PREVALE IL DISINCANTO - “GIUSTO MA REALIZZATO NEL MODO SBAGLIATO”: COSI’ E’ VISTO “IL PROGETTO” EUROPEO 60 ANNI DOPO - MA LA MAGGIORANZA CONSIDERA RISCHIOSO USCIRE DALL’UNIONE

PAPA FRANCESCO LEADER EUROPEIPAPA FRANCESCO LEADER EUROPEI

Ilvo Diamanti per la Repubblica

 

OGGI a Roma si celebra il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.

Che segnano l' avvio della costruzione europea. Anche se gli accordi originari si limitavano alla Comunità economica e all' energia atomica. Mentre, in seguito, le materie si sono moltiplicate. E anche la Ue si è allargata. A Roma, però, oltre a chi celebra l' Europa, si riuniranno coloro che la contestano.

 

TUTTAVIA, il sentimento critico verso la Ue non si esprime solo attraverso le mobilitazioni nelle strade e nelle piazze romane. C' è, infatti, un' insofferenza diffusa, verso la Ue, che attraversa tutti i Paesi che ne fanno parte. Vecchi e nuovi. Non per caso, i partiti euroscettici o apertamente anti-europei hanno assunto proporzioni sempre più ampie.

PAPA FRANCESCO LEADER EUROPEIPAPA FRANCESCO LEADER EUROPEI

 

In particolare, in Francia, ma anche in Italia. E mirano, apertamente, a conquistare il governo. Nazionale. Questo orientamento risulta chiaro nel sondaggio dell' Osservatorio europeo sulla sicurezza condotto, nei mesi scorsi, da Demos (per la Fondazione Unipolis).

 

La fiducia nella Ue appare, infatti, in declino, quasi dovunque. Ad eccezione dei Paesi che vi hanno aderito più di recente.

 

Fra quelli monitorati nel sondaggio: Polonia e Ungheria. Nei quali si osservano gli indici di fiducia più elevati, superiori al 60%. Il consenso appare maggioritario anche in Germania (55%), che costituisce il centro e il riferimento della Ue. Ma anche in Spagna, che si è affidata alla Ue per ottenere sostegno alla propria "giovane" democrazia e alla propria incerta economia. Il sentimento europeista si presenta, invece, molto più debole nel Regno Unito, dove si è consumata, di recente, la Brexit.

 

Ma soprattutto in Francia e, da ultimo, in Italia, dove si osserva l' indice di fiducia verso la Ue più limitato: 34%. Meno di metà, rispetto a vent' anni fa. D' altronde, nel nostro Paese, dirsi europeisti è "impopolare". Fra i simpatizzanti dei maggiori partiti, solo nella base del Pd il consenso alla Ue appare maggioritario. Senza, peraltro, essere plebiscitario. Si ferma, infatti, poco sopra la maggioranza assoluta. Ma fra i sostenitori di Fi, del M5s e, soprattutto, della Lega il sentimento europeista risulta debole. Fra i leghisti: fragilissimo.

PAPA FRANCESCO LEADER EUROPEIPAPA FRANCESCO LEADER EUROPEI

 

Dovunque, i dubbi riguardano non tanto il progetto, ma il percorso: il modo in cui è stato perseguito e realizzato.

 

In Italia, Francia, Germania, Spagna, perfino in Polonia e in Ungheria: oltre 7-8 cittadini su 10 definiscono l' Unione Europea "un obiettivo giusto realizzato in modo sbagliato". Solo nel Regno Unito si osserva un orientamento più scettico. Il problema è che dovunque è cresciuta la convinzione che si tratti di una via che non porta da nessuna parte.

 

Ilvo DiamantiIlvo Diamanti

Infatti, tra i "soci fondatori", solo in Germania, la capitale di questa Patria incompiuta, la maggioranza dei cittadini ritiene che "il progetto della Ue sia ancora importante e vada rilanciato". Nonostante tutto. Mentre negli altri Paesi nei confronti dell' Europa prevale il senso di distacco. Soprattutto in Italia e in Francia, per non parlare del Regno Unito, dove è larga la convinzione che si tratti di un ideale ormai logorato. Oppure, semplicemente, in-credibile. Al quale guardare con scetticismo. Così, la convinzione europeista prevale in misura larga soprattutto in Ungheria e Polonia. Gli ultimi arrivati.

 

Forse perché il tempo non ha consumato l' entusiasmo popolare. Oppure perché l' Unione Europea costituisce ancora un appiglio importante, sul piano economico, ma anche della democrazia.

 

GENTILONI MERKELGENTILONI MERKEL

Gli orientamenti dei cittadini emersi in questo sondaggio, peraltro, spiegano bene il significato della "questione europea". Che, sessant' anni dopo l' avvio, agli occhi dei cittadini, risulta irrisolta. Un progetto giusto e incompiuto. Realizzato in modo sbagliato. L' Europa: appare, cioè, un "progetto", ma non ancora un "soggetto". Si pone, infatti, all' incrocio di diversi progetti e soggetti "nazionali".

 

Che si incontrano e si scontrano su basi negoziali. Mantenendo salde le identità e gli interessi "nazionali". Così, dovunque, i cittadini si dicono europei "nonostante". In altri termini, non hanno fiducia verso la Ue, ma, in maggioranza, ritengono rischioso uscirne. Non per convinzione.

 

Ma per timore di quel che potrebbe avvenire "senza". Se, cioè, il percorso unitario si interrompesse. E ciascun Paese se ne andasse per la propria strada.

 

Così, a mio avviso, la minaccia alla Ue non viene dal dissenso aperto di chi manifesta, oggi, a Roma. Ma dal distacco implicito e silenzioso.

 

Perché la protesta è un segno di riconoscimento. Seppure critico e polemico. Per questo la minaccia non viene tanto dal sentimento anti-europeo, ma dal disincant-europeo.

UE CELEBRAZIONI TRATTATI DI ROMAUE CELEBRAZIONI TRATTATI DI ROMA

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?