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SOLDI E MONNEZZA - INCHIESTA SULL’APPALTO PER I RIFIUTI, IN CARCERE IL SINDACO FORZISTA DI MADDALONI (CASERTA) ROSA DE LUCIA - OLTRE AL SINDACO FERMATE QUATTRO PERSONE: DUE CONSIGLIERI, UN ASSESSORE E UN IMPRENDITORE - LE ACCUSE SONO DI CORRUZIONE, TENTATA INDUZIONE E PECULATO IN CORSO

Da www.corriere.it

 

ROSA DE LUCIA 3ROSA DE LUCIA 3

Mazzette sugli appalti. In carcere il sindaco di Maddaloni Rosa De Lucia (Forza Italia) arrestata dai carabinieri coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. In tutto fermate cinque persone: (due in carcere e tre agli arresti domiciliari).

 

Oltre al sindaco, provvedimenti giudiziari anche per altri appartenenti all’amministrazione comunale (un assessore e due consiglieri) e un imprenditore, ritenuti responsabili a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso. Con l’esecuzione delle misure cautelari sono state notificate informazioni di garanzia per corruzione a un consigliere di maggioranza e, per peculato, al comandante della locale Polizia municipale. I carabinieri stanno procedendo anche al sequestro preventivo di un importo di circa un milione di euro a carico dell’imprenditore destinatario del provvedimento cautelare.

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I nomi

Oltre al sindaco di Maddaloni, 36enne di Forza Italia, le misure cautelari riguardano l’assessore Cecilia D’Anna, i consiglieri Giuseppina Pascarella e Giancarlo Vigliotta e l’imprenditore Alberto Di Nardo. Al centro dell’inchiesta l’appalto per la raccolta rifiuti nel comune casertano. A vario titolo, le accuse sono di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso.

 

Era stata minacciata

De Lucia aveva subito in passato minacce da lavoratori e riceveva una sorveglianza più stretta, ma nessuna scorta. In particolare nel febbraio dello scorso anno una telefonata giunta al Commissariato di Maddaloni avvertiva che «stasera per il sindaco fa caldo»; scattò subito l’allarme in quanto De Lucia già tempo prima era stata minacciata, anche personalmente, da alcuni lavoratori, uno dei quali, ex dipendente di una ditta che in passato aveva gestito alcune attività al cimitero comunale, la minacciò di morte aggredendola negli uffici del Municipio.

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