grillo renzi lubitz

SONDAGGIO O SON DESTO – SOLO 6 PUNTI DIVIDONO IL PD (33%) E IL M5S (27%) - DIETRO DI LORO, LA LEGA STAZIONA AL 14%. MA SUPERA, PER LA PRIMA VOLTA, IN MODO NETTO, FORZA ITALIA (11%) – ILVO DIAMANTI: “OGGI RENZI APPARE UN LEADER SENZA ALTERNATIVA”

Ilvo Diamanti per La Repubblica

 

renzi come lubitz di germanwings by grillo renzi come lubitz di germanwings by grillo

La marcia di Matteo Renzi al governo procede senza scosse e senza accelerazioni particolari. Da tempo non riesce più a sollevare entusiasmo. Le speranze, attorno a lui, si sono raffreddate. Ma, per ora, non sembra in pericolo. Le vicende politiche interne e le emergenze esterne - per prima: la vicenda drammatica dei profughi - non hanno indebolito il sostegno al governo. Questa, almeno, è l’idea che si ricava dal sondaggio dell’Atlante Politico condotto nei giorni scorsi da Demos per Repubblica . 

renzi in versione regina elisabetta ritwittato da grillo renzi in versione regina elisabetta ritwittato da grillo

 

Oggi, infatti, Renzi appare un leader senza alternativa, anche se è incalzato da opposizioni che hanno basi ampie e radicate. Il PD resta, comunque, il primo partito, fra gli elettori. Conserva il livello di consensi rilevato prima dell’estate. Anzi, lo migliora, seppure di poco. Supera, infatti, il 33%. Seguito, a distanza, dal M5s. Che si avvicina al 27%, il dato più elevato, da quando è sorto (secondo l’Atlante Politico).

 

Dietro di loro, la Lega di Salvini staziona, intorno al 14%. Ma supera, per la prima volta, in modo netto, Forza Italia. Più che per meriti propri, per demerito del partito di Berlusconi, che scivola all’11%. Il minimo da quando, oltre vent’anni fa, è “sceso in campo”, trainato dal suo leader e padrone.

 

renzi di maiorenzi di maio

Tra le altre forze politiche, si osserva il declino dei centristi NCD e Udc. Ormai ridotti ai minimi termini (meno del 3%). Anche il PD di Renzi, in caso di elezioni con il nuovo sistema elettorale, l’Italicum, appare comunque lontano dal 40%. La soglia prevista perconquistare la maggioranza dei seggi al primo turno. Dovrebbe, dunque, affrontare un ballottaggio, nel quale, secondo le stime del sondaggio di Demos, nessuno dei possibili sfidanti sembra in grado di batterlo. Tuttavia, solo nei confronti della Lega il distacco del PD appare largo. Quasi 30 punti. Di fronte al M5s oppure contro un “cartello” di destra, che riunisse Lega e FI, il PD si affermerebbe, ma non di larga misura. Sfiorando il 54%.

 

ALFANO RENZIALFANO RENZI

Nell’insieme, non si colgono segni di svolta né di grande cambiamento, in questo sondaggio. Semmai, la conferma di una fase di fragile stabilità. Ribadita dagli orientamenti verso i principali leader. Anche in questo caso, Matteo Renzi primeggia. Ma si attesta sugli stessi livelli degli ultimi mesi. Il 42%. È, dunque, il “preferito” fra gli elettori. Davanti a Matteo Salvini, in sensibile calo di gradimento personale. E a Giorgia Meloni. Che dispone di un consenso assai maggiore del proprio partito.

 

un migrante cade sui binare mentre tenta di scappare dalla polizia unghereseun migrante cade sui binare mentre tenta di scappare dalla polizia ungherese

È, invece, interessante osservare come Luigi Di Maio ottenga un indice di fiducia superiore a Beppe Grillo, fra gli elettori nell’insieme. Nella base del M5s, il fondatore – e “amplificatore” – risulta, però, ancora il più apprezzato (da circa il 70%). Ma Di Maio, il successore più accreditato, dispone anche qui di un livello di gradimento, comunque, ampio, prossimo al 60%. Segno che il M5s si è, in parte, autonomizzato da Grillo. Comunque, non è più identificato solo con la sua figura. E, probabilmente, anche per questo mantiene una base di consensi molto ampia.

 

Così, Renzi e il suo governo procedono in mezzo a molte difficoltà, ma non ne sembrano penalizzati in misura eccessiva. Il gradimento del governo, come quello personale del premier, è sceso di oltre 10 punti rispetto a un anno fa. Ma dall’inizio dell’anno appare stabile. E, negli ultimi mesi, perfino in lieve crescita. Sopra il 40%.

migranti al confine con l ungheria  8migranti al confine con l ungheria 8

 

La valutazione sulle principali politiche del governo, peraltro, non è peggiorata. In alcuni casi, anzi, è perfino migliorata. In tema di lavoro, di fisco. Ma, soprattutto, in tema di immigrazione. Argomento della lettera inviata dal premier a Repubblica . L’ondata degli sbarchi, l’emergenza dei profughi, negli ultimi mesi, non sembrano aver danneggiato l’immagine del governo e di Renzi. Al contrario. Infatti, la quota di cittadini che vede negli immigrati un “pericolo per la sicurezza” oggi è poco più di un terzo della popolazione. Il 35%. In giugno era il 42%.

 

MERKEL COL PORCOSPINOMERKEL COL PORCOSPINO

Le immagini del grande esodo dall’Africa e dalla Siria verso l’Europa hanno modificato il sentimento popolare, oltre che l’atteggiamento di molti leader di governo (per prima: Angela Merkel). Così, alla paura e all’ostilità si sono sostituite l’apertura e la pietà. E se, fino a pochi mesi fa, tra gli italiani gli sbarchi erano considerati un’invasione, da respingere, erigendo muri e barriere, oggi prevale il sentimento – e l’orientamento – di “accoglienza”. Sostenuto da oltre il 60% degli intervistati: ben 20 punti in più rispetto a giugno. Una vera “svolta d’opinione”.

 

Nella politica italiana, dunque, si annuncia un autunno tiepido. Con un leader solo al comando, circondato da opposizioni che faticano a presentarsi come vere alternative di governo. Il M5s: è canale dell’insoddisfazione popolare. Ma anche soggetto di controllo democratico a livello centrale e locale. La Lega di Salvini: appare sempre più Ligue Nationale. Versione italiana del Front National di Marine Le Pen. Che, tuttavia, si è affermata interpretando le paure degli elettori moderati. Forza Italia, infine, declina, in modo inevitabile e inesorabile, insieme al leader che l’ha inventata. E da cui non può prescindere.

giorgia meloni bavaglio e prima pagina del manifesto su asilo giorgia meloni bavaglio e prima pagina del manifesto su asilo

 

Matteo Renzi, dunque, prosegue la sua marcia. Aiutato dalla ripresa positiva del mercato e dell’economia. Dalla timidezza degli avversari. Visto che l’opposizione più insidiosa, oggi, appare quella “interna” al PD.

 

Così, il 46% degli elettori, ormai, ritiene che governerà fino alla scadenza naturale della legislatura. Il dato più elevato da quando è in carica.

 

matteo salvini giorgia melonimatteo salvini giorgia meloni

A differenza del passato, paradossalmente, ciò avviene proprio quando sembra avere smesso i panni del velocista. Del leader ipercinetico, sempre in movimento, una riforma dopo l’altra, un “fatto” dopo l’altro. Mentre, al contrario, ha rallentato la corsa, ridimensionato le pretese. Il linguaggio.

Renzi. Un premier (più) lento, che riflette il sentimento di un Paese stanco. Di miracoli e di promesse.

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