giorgia meloni par condicio politici tv televisione

PAR CONDICIO UN PAR DI PALLE – MA CHE SORPRESA: I PARTITI NON SONO RAPPRESENTATI EQUAMENTE NEI TELEGIORNALI – PRENDETE CALENDA: HA SOLTANTO 11 PARLAMENTARI E ARRANCA NEI SONDAGGI, EPPURE HA UN TEMPO DI PAROLA SUPERIORE A FRATELLI D’ITALIA – FORZA ITALIA È SOVRA RAPPRESENTATA NELLE RETI MEDIASET (E SI CAPISCE), MENTRE LEGA E M5S VENGONO PENALIZZATE – LA DIFFERENZA CON I SONDAGGI È IMPRESSIONANTE. E DIMOSTRA ANCHE IL RUOLO RESIDUALE DELLA TV NEL PLASMARE L’OPINIONE PUBBLICA…

Giulia Merlo per “Domani”

 

tempo di parola di politici nei telegiornali

A un mese esatto dal voto, l’esposizione mediatica è uno dei tasselli fondamentali per costruire la campagna elettorale. Per questo il faccia a faccia tra Enrico Letta e Giorgia Meloni, proposto da Porta a Porta, è stato cancellato dall’Agcom, l’autorità garante per le comunicazioni, perché in violazione della par condicio.

 

L’invito era stato esteso anche agli altri leader, che avrebbero avuto mezz’ora di colloquio individuale, ma il fatto di privilegiare i due che, secondo i sondaggi, rappresentano il primo e il secondo partito in corsa, avrebbe violato le norme sull’uguaglianza di rappresentazione delle forze in campo.

 

GIORGIA MELONI ENRICO LETTA

I dati di monitoraggio delle ultime due settimane – dal 3 al 20 di agosto – mostrano tuttavia come le regole della par condicio non siano state rispettate su scala ben più ampia.

 

La legge del 2000 fissa le norme per garantire equità di trattamento alle forze politiche nel dibattito televisivo e radiofonico e divide il periodo elettorale in due. Il primo va dall’indizione dei cosiddetti comizi elettorali che segnano il via dell’iter elettorale fino al deposito delle liste, quindi dal 21 luglio al 22 agosto: per stabilire le quote di presenza in televisione si fa riferimento alla presenza dei partiti nelle camere uscenti o nel parlamento europeo, «in proporzione alla loro forza parlamentare».

 

differenza tra presenza dei politici in tv e sondaggi

Il secondo blocco temporale va dalla presentazione delle liste al momento del voto, dunque dal 23 agosto al 25 settembre, e in questo tempo viene prescritta l’uguaglianza assoluta delle liste candidate, anche per i soggetti politici che non ereditano alcuna rappresentanza nel parlamento uscente. Questo dovrebbe garantire anche alle sigle politiche che si affacciano per la prima volta alla campagna elettorale di non venire schiacciate sotto il peso mediatico dei partiti già noti all’opinione pubblica.

 

carlo calenda su tiktok 4

I dati appena pubblicati dall’Agcom, tuttavia, mostrano come anche nel periodo appena concluso i partiti hanno avuto una copertura televisiva diversa rispetto a quella prescritta per legge.

 

Prendendo solo numeri della Camera, attualmente il gruppo più numeroso è quello della Lega con 131 iscritti, a seguire Partito democratico con 97 e Movimento 5 Stelle con 96. Eppure, come si vede nel grafico, la Lega e il M5s sono sotto rappresentati in molti telegiornali.

Lo stesso vale per la sovra rappresentazione di Forza Italia sulle tre reti Mediaset. Anche Azione di Carlo Calenda ha ricevuto molto più spazio mediatico rispetto alle dimensioni del gruppo in parlamento, che conta appena 7 deputati e 4 senatori, complici i vari cambi di fronte con l’alleanza poi saltata con il Pd.

 

Tuttavia, è facile notare anche come la rappresentazione televisiva non sta incidendo sui sondaggi: FdI, dato come primo partito sopra il 20 per cento, ha una copertura mediatica inferiore a tutti gli altri grandi partiti, compresi quelli della sua coalizione, visto che il suo attuale gruppo parlamentare è più piccolo.

 

GIORGIA MELONI ENRICO LETTA

In vista dell’ultimo mese, l’autorità ha rivolto un richiamo a tutte le emittenti perché provvedano, «nel rispetto della propria autonomia editoriale, ad assicurare un rigoroso ed effettivo rispetto delle condizioni di parità di trattamento». Ora che la campagna elettorale entra nel vivo e ogni casella ha il suo candidato, sia all’uninominale che nei listini plurinominali, infatti, comincerà la corsa a ritagliarsi ogni possibile spazio di visibilità sia a livello di informazione locale che nazionale. Con il rischio che spariscano in un cono d’ombra i partiti minori o quelli nuovi che correranno perché hanno raggiunto le firme per depositare il simbolo, come per esempio la lista Unione popolare.

politici nei telegiornali mediaset

 

In caso di violazione, è prevista una sanzione di tipo pecuniario che viene stabilita dall’Agcom. Il massimo previsto dalla legge è di circa 258mila euro, che di solito viene comminata ai programmi recidivi nella violazione.

 

LE DONNE

Dai dati Agcom emerge un dato ulteriore, che riguarda la presenza di voci politiche femminili per partito politico presenti sugli schermi. Nessuna legge e certo non quella attuale sulla par condicio impone regole sul genere di chi prende la parola in nome del proprio schieramento politico, tuttavia i numeri mostrano in modo evidente la disparità. La legge elettorale prevede che il 40 per cento dei seggi vadano al genere meno rappresentato e l’alternanza di genere nelle liste della quota proporzionale. Tuttavia, l’elezione passa anche attraverso la riconoscibilità delle singole candidate e, almeno in questo momento, la loro visibilità sui media tradizionali è tutt’altro che garantita.

 

GIORGIA MELONI 1

Nel totale di circa 70 ore in cui soggetti politici o istituzionali hanno preso la parola in tv dal 3 al 20 agosto, in 61 la voce era maschile (87 per cento del totale). L’unico partito in cui la voce più ascoltata è stata quella di una donna è inevitabilmente Fratelli d’Italia, con la leader Giorgia Meloni. A seguire il Pd, dove però le politiche donne hanno preso la parola solo nel 19 per cento del tempo di rappresentazione mediatica del partito.

 

I SOCIAL

Questa elezione anticipata è peculiare anche perché sarà l’ultima ad avvenire senza alcuna regola in materia di utilizzo dei social media. Se è vero che, secondo il rapporto Censis 2020, i telegiornali mantengono salda la leadership, rimanendo lo strumento che il 59 per cento degli italiani usa per informarsi, è altrettanto certo che la comunicazione politica si è massicciamente spostata sui social. Non a caso, polemiche ma anche contenuti elettorali vengono veicolati dai leader e dai candidati prima di tutto attraverso Facebook, Twitter, Instagram e ora anche Tik-Tok, dove non esistono regole chiare e la disintermediazione tra politico ed elettorato è massima.

berlusconi mediaset

 

Attualmente le uniche previsioni sono contenute nel regolamento approvato dal Consiglio dell’Agcom, che stabilisce un generico richiamo alle piattaforme chiamate a collaborare «mediante procedure di autoregolamentazione». In ambito video, «le piattaforme per la condivisione dei video sono tenute ad assumere ogni utile iniziativa volta ad assicurare il rispetto dei principi di tutela del pluralismo, della libertà di espressione, dell’imparzialità, indipendenza e obiettività dell’informazione», in conformità con gli impegni internazionali assunti con il Code of Practice on Disinformation

 

GIORGIA MELONI ENRICO LETTA 2

Tuttavia, dopo lo scandalo Cambridge Analytica del 2018, che ha rivelato le pratiche di raccolta dei dati durante le elezioni americane del 2016, l’attenzione europea sul tema è aumentata. Entro il 2023, infatti, la Commissione Europea punta ad approvare un regolamento in materia di pubblicità politica, introducendo obblighi di trasparenza e limiti all’uso dei dati personali sensibili.

 

L’obiettivo è quello di limitare pratiche che incidano negativamente sulla libertà di informazione degli utenti, aumentando anche il potere delle autorità nazionali sui monopoli e sui fenomeni lesivi per il pluralismo. In attesa di conoscere il dettaglio di queste regole e soprattutto come verranno fatte rispettare, per le politiche di settembre gli unici obblighi – non sempre rispettati – valgono ancora solo per la tv.

 

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…