ciclone harry renato schifani giorgia meloni matteo renzi

MA COSA DEVE SUCCEDERE IN SICILIA PERCHÉ LA MELONI SI DEGNI DI OCCUPARSENE? DOPO I DISASTRI LASCIATI DAL CICLONE HARRY, C’È NISCEMI CHE STA IMPLODENDO MA DAL GOVERNO SI LIMITANO A DARE L’ELEMOSINA: NEL CDM DI IERI, DURATO APPENA 20 MINUTI, SONO STATI STANZIATI 100 MILIONI DI EURO PER I PRIMI INTERVENTI IN SICILIA, CALABRIA E SARDEGNA – L’OPPOSIZIONE TUONA: “QUEI SOLDI NON BASTERANNO NEANCHE PER LE SPESE DI PROTEZIONE CIVILE” – MA RENATO SCHIFANI, GOVERNATORE DELLA SICILIA CHE PRIMA DEL CDM AVEVA PARLATO DI DANNI DI UN MILIARDO E MEZZO, RINGRAZIA PER LE BRICIOLE - E RENZI ATTACCA: "IN SICILIA MELONI NON HA MESSO GLI STIVALI COME IN EMILIA ROMAGNA PERCHE' NON PUO' ATTACCARE LA REGIONE...PERCHE' E' SUA!"

 

1. MALTEMPO, SCHIFANI 'GRAZIE A MELONI PER L'ATTENZIONE DIMOSTRATA'

 

ciclone harry devasta le coste di sicilia e calabria 19

(ANSA) -"In queste ore difficili per tanti siciliani colpiti dal cilone Harry, il Consiglio dei ministri, su richiesta del governo regionale, ha deliberato lo stato di emergenza nazionale, stanziando complessivamente 100 milioni di euro. Ho partecipato al Cdm con rango di ministro, come previsto dallo Statuto quando si trattano questioni che riguardano la Sicilia.

 

Ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la sensibilità, l'attenzione e la rapidità dimostrate. Alla nostra gente voglio dire che non è sola: tutte le strutture regionali sono al lavoro con il massimo impegno per intervenire subito e non lasciare indietro nessuno". Lo dice il presidente della regione siciliana, Renato Schifani, che a Roma ha partecipato al Cdm.

RENATO SCHIFANI E GIORGIA MELONI - G7 AGRICOLTURA ORTIGIA

 

2. CENTO MILIONI PER IL CICLONE HARRY, SCOPPIA LA POLEMICA: SONO BRICIOLE

Estratto dell’articolo di Gioacchino Amato e Giusi Spica per “la Repubblica”

 

Stato di emergenza nazionale nelle tre regioni colpite dalla furia del ciclone Harry, i governatori nominati commissari, 100 milioni di euro per i primi interventi, da dividersi in tre parti uguali. Lo decide il consiglio dei ministri presieduto dalla premier, Giorgia Meloni, in una seduta di appena 20 minuti.

 

Durata e stanziamenti che lasciano i tre presidenti di Regione delusi e silenti. Salta la conferenza stampa annunciata e già pronta ad andare in streaming senza che da Palazzo Chigi arrivino spiegazioni, mentre il più contrariato sembra il governatore siciliano, Renato Schifani, che fra i tre presentava il conto più salato.

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«Una prima ricognizione c’è — aveva ribadito prima di entrare in Cdm — e purtroppo si tende addirittura a superare il miliardo e mezzo di euro». Schifani, che ha già stanziato 70 milioni, aveva lanciato più volte un chiaro segnale di aspettarsene altrettanti da Roma. Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, ha parlato di 300 milioni di danni, la presidente sarda, Alessandra Todde, di 200 milioni di euro. Per il momento, però, il ministro della protezione civile, Nello Musumeci, porta solo i 100 milioni «a valere sul Fondo per le emergenze nazionali».

FRANA A NISCEMI

 

L’opposizione va all’attacco: «Quei soldi non basteranno neanche per le spese di protezione civile — nota il deputato del Pd ed ex ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, reduce da un fine settimana di sopralluoghi — non si può tacere di fronte a un decreto che non fa i conti con la devastazione che c’è in Sicilia. Mi ha colpito l’annullamento della conferenza stampa. Capisco lo stato d’animo dei presidenti di Regione: cosa avrebbero dovuto dichiarare?».

 

schifani meloni

Provenzano annuncia che oggi accompagnerà la segretaria dem Elly Schlein a Niscemi e nei territori devastati dal ciclone [...]

 

La sensazione di una catastrofe dimenticata che arriva persino nello show radiofonico di Fiorello: «È una tragedia sottostimata, i media ne hanno parlato pochissimo, altri politici vadano sui luoghi colpiti come ha fatto Ignazio La Russa». Che da Taormina aveva lanciato un preoccupante messaggio: «Bisogna fare presto, senza figli e figliastri».

matteo renzi contro giorgia meloni per l emergenza dimenticata in sicilia

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