1- URNE FUNERARIE PER L’EURO: LE BORSE EUROPEE CONTRO HOLLANDE E LA GRECIA 2- PARIGI ACCOGLIE IL PRESIDENTE SOCIALISTA CON -1,57% E FRANCOFORTE RISPONDE CON -2,2%. ANCHE MILANO S’AFFLOSCIA CON UN -2,3% - DIFFERENZIALE BTP-BUND A 400 PUNTI 3- NEL PEDILUVIO DI ARTICOLI SULLA VITTORIA DI HOLLANDE, IL SOLO CHE SALVIAMO L’HA FIRMATO LA SCRITTRICE CARMEN LLERA VEDOVA MORAVIA. NON SOLO PERCHÉ LEI SPAGNOLA L’HA SCRITTO METÀ IN ITALIANO METÀ IN FRANCESE, CON EFFETTI IRRESISTIBILI, MA SOPRATTUTTO PERCHÉ, DA AMANTE DI STRAUSS-KAHN, CHE UN “COMPLOTTO” DI SARKOZY HA FATTO FUORI DALLA VOTO PRESIDENZIALE, SCUCCHIAIA QUEL “BUDINO” DI HOLLANDE 4- “NON AMO “LA NORMALITÀ” DI HOLLANDE. COS'È POI UN UOMO NORMALE? LUI HA CERCATO DI SPIEGARLO IN QUESTI MESI CON VOCE STROZZATA IN DISCORSI IMPARATI A MEMORIA, POCO SUGGESTIVI E PIENI DI DEMAGOGIA. IL SUO NEMICO: I MERCATI. TROP FACILE”

1- URNE FUNERARIE PER L'EURO: LE BORSE EUROPEE CONTRO HOLLANDE E LA GRECIA
Da "Corriere.it"

Apertura in profondo rosso per le borse europee dopo le elezioni in Francia e Grecia. L'indice principale Ftse Mib ha aperto in calo del 2,27% a 13,597 punti, mentre il Ftse Italia All-Share segna -1,95%. Apertura in rosso per Parigi dopo il successo elettorale del socialista Francois Hollande. L'indice principale Cac40 ha aperto in ribasso dell'1,57%. Negativi anche gli altri indici europei, sui cui pesa soprattutto il risultato del voto in Grecia.

La peggiore Francoforte, che ha aperto in ribasso dello 0,7% e ha accelerato a -2,2%. Madrid -1,56%. Deciso ribasso, con cali oltre il 2%, anche per le principali Borse asiatiche, sulle crescenti preoccupazioni per la crisi del debito. Gli investitori guardano con timore al periodo di incertezza che potrebbe ora aprirsi in Europa dopo che i risultati elettorali di ieri hanno riacceso le preoccupazioni sulla tenuta delle politiche di rigore.

TITOLI DI STATO - Cresce la tensione sul mercato dei titoli di stato, con lo spread Btp/Bund intorno a 400 punti, mentre sono in forte calo le banche. L'euro, sceso questa mattina sotto quota 1,30 dollari per la prima volta dal 25 gennaio, tratta a 1,3007 (1,3109 venerdì) e 103,83 yen (104,7). Dollaro/yen a 79,84 (80,20). Il petrolio cede l'1,32% a 97,19 dollari al barile.

IL VOTO - Molti i timori per la stabilità dell'eurozona che vacilla. Le urne bocciato le misure di austerity dell'eurozona. Ad Atene il blocco dei partiti artefici dell'austerity non riesce ad assicurarsi la maggioranza in parlamento, un risultato che fa riemergere lo scenario di un'uscita del paese dall'euro e di un nuovo inasprimento delle tensioni finanziarie all'interno dell'area.

In Francia come atteso la presidenza va al socialista Francois Hollande, ma il mercato sembra già attendere il neo eletto al varco delle prime iniziative concrete dopo una campagna elettorale in cui l'accento è stato posto sulla necessità di rimettere al centro del dibattito la crescita e di diluire l'indirizzo rigorista di derivazione tedesca attualmente prevalente nella zona euro.


1- NEL PEDILUVIO DI ARTICOLI SULLA VITTORIA DI HOLLANDE, IL SOLO CHE SALVIAMO L'HA FIRMATO LA SCRITTRICE CARMEN LLERA VEDOVA MORAVIA. NON SOLO PERCHÉ LEI SPAGNOLA L'HA SCRITTO METÀ IN ITALIANO METÀ IN FRANCESE, CON EFFETTI IRRESISTIBILI, MA SOPRATTUTTO PERCHÉ, DA AMANTE DI STRAUSS-KAHN, CHE UN "COMPLOTTO" DI SARKOZY HA FATTO FUORI DALLA VOTO PRESIDENZIALE, SCUCCHIAIA QUEL "BUDINO" DI HOLLANDE
2- "NON AMAVO "LA FORCE TRANQUILLE" DI FRANÇOIS MITTERRAND E 31 ANNI DOPO NON AMO "LA NORMALITÀ" DI FRANÇOIS HOLLANDE. COS'È POI UN UOMO NORMALE? LUI HA CERCATO DI SPIEGARLO IN QUESTI MESI CON VOCE STROZZATA IN DISCORSI IMPARATI A MEMORIA, POCO SUGGESTIVI E PIENI DI DEMAGOGIA. IL SUO NEMICO: I MERCATI. TROP FACILE"


MOI FRANÇAISE NON AVREI VOTATO PER HOLLANDE

Carmen Llera Moravia al "Corriere della Sera"

Mentre scrivo i francesi votano, alcuni con determinazione altri con rabbia e molti per dovere, svogliatamente. Non è stata una campagna entusiasmante (meno del 2007), non si sono affrontati i temi che preoccupano veramente i francesi, solo il dibattito finale è stato seguito in tv da quasi l8 milioni di telespettatori e anche lì... troppe cifre, troppo tecnico, quasi noioso tranne il «Moi Président...» ripetuto all'infinito dal candidato Hollande.

Due uomini della stessa età ma opposti per nascita e cultura, uno con delle radici contadine ben salde (la France profonde) e una carriera brillante. L'altro figlio dell'erranza cosmopolita, non abbastanza francese forse. Uno favorito dai sondaggi, l'altro convinto che ci sarebbe stata una sorpresa domenica sera. I miei amici voteranno Hollande.

«Moi française...» (per nascita, Navarra, e cultura sono profondamente legata alla Francia) non l'avrei votato. Non amavo «la force tranquille» di François Mitterrand e 31 anni dopo non amo «la normalità» di François Hollande.

Cos'è poi un uomo normale? Lui ha cercato di spiegarlo in questi mesi con voce strozzata in discorsi imparati a memoria, poco suggestivi e pieni di demagogia.
Il suo nemico: i mercati. Trop facile.

Capisco l'irritazione che provoca il presidente uscente, quello «du pouvoir d'achat» arrivato nel 2007 con delle promesse: «travailler plus pour gagner plus» contro le 35 ore dei socialisti. Ha commesso tanti errori, la crisi non ha risparmiato nessuno, e il suo bilancio è mediocre.

Non è un uomo colto né fine, è solo iperattivo. Il a rétréci la France.
Il nuovo Hollande ha un linguaggio vecchio mentre il vecchio Sarkozy (5 anni al potere logorano) sembra avere delle nuove energie.
«Moi française...» non l'avrei votato.
I francesi votano, à vous de voir.

 

HOLLANDE E I SUOI SOSTENITORI ALLO STADIO DI BERCYHOLLANDEhollande sarkoFRANCOIS HOLLANDE E VALERIE TRIERWEILERCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANOborsa parigiCARMEN LLERA Photo BORSA DI FRANCOFORTE

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