giorgia meloni matteo salvini antonio tajani giancarlo giorgetti

TANTE PAROLE E POCHI FATTI: LA MANOVRA DELLE PROMESSE TRADITE – ENTRO MARTEDÌ LA CAMERA DARÀ IL VIA LIBERA DEFINITIVO ALLA LEGGE DI BILANCIO, SALITA A 22 MILIARDI DI EURO DAI 18 INIZIALI. GIORGETTI SI È VANTATO: “SIAMO INTERVENUTI SU QUESTIONI CHE SEMBRAVANO QUASI IMPOSSIBILI”. MA GLI IMPEGNI PRESI DAL GOVERNO CONTRO I DAZI, SUL PIANO CASA, SUL CARO BOLLETTE NON SONO STATI MANTENUTI – PER NON PARLARE DELLA FIGURACCIA DELLE PENSIONI. NON SOLO LA LEGA NON HA CANCELLATO LA LEGGE FORNERO: AUMENTERÀ DI TRE MESI L’ETÀ PER POTER LASCIARE IL LAVORO… 

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”

 

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Dopo una discussione di tre mesi, la manovra si appresta a percorrere l'ultimo miglio prima dell'approvazione definitiva. […]

 

Oggi il testo blindato votato al Senato è atteso in commissione alla Camera e domani pomeriggio sarà in aula per la discussione generale. Lunedì sera il voto sulla fiducia e martedì 30 il voto finale all'ora di pranzo.

 

La legge di bilancio, seppur cresciuta a 22 miliardi – era di 18,7 miliardi quando è uscita da Palazzo Chigi – non contiene però tante delle promesse su cui il centrodestra si era impegnato nel corso di questo 2025.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

La cosa che più balza agli occhi è il piano anti-dazi a favore delle imprese che la premier Giorgia Meloni e diversi suoi ministri avevano annunciato prima dell'estate, in risposta alle tariffe di Donald Trump. Il governo aveva presentato pubblicamente un intervento da 25 miliardi per indennizzare le aziende colpite dal protezionismo americano, perfino il commissario europeo Raffaele Fitto si era sbilanciato in tal senso.

 

Tuttavia, la proposta non è andata oltre le dichiarazioni ai media, anche perché gli esponenti dell'esecutivo si sono resi conto che quel disegno non era compatibile con la normativa europea sugli aiuti di Stato.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Un'altra iniziativa che avrebbe dovuto mobilitare risorse significative, e invece è sparita dai radar, riguarda il piano casa. Dai 15 miliardi assicurati si è passati ai 200 milioni approvati per il 2026. Eppure, il piano di Palazzo Chigi e del ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini era stato paragonato a quello degli Anni 60 di Fanfani.

 

Un programma pubblico di edilizia residenziale in grado di dare risposte all'emergenza abitativa dei giovani che faticano ad ottenere un mutuo [...] Questo piano edilizio, di sicuro, non vedrà la luce l'anno prossimo.

 

BOLLETTE LUCE

C'è poi un aspetto su cui la presidente del Consiglio ha insistito fin da quest'estate e ha ribadito fino a poche settimane fa, al termine di uno dei tanti vertici di maggioranza sulla manovra: la priorità del costo dell'energia. Soluzioni concrete, però, non se ne sono viste. Da questo punto di vista novità potrebbero arrivare nei prossimi giorni.

 

L'ultima bozza del decreto energia a cui il ministro Gilberto Pichetto Fratin sta lavorando prevede un contributo annuo straordinario di 55 euro nel 2026 per le bollette della luce. A beneficiarne le famiglie "vulnerabili", ovvero con Isee fino a 15 mila euro.

 

giovanbattista fazzolari giancarlo giorgetti

Accanto al bonus per le famiglie, la bozza interviene a favore delle aziende alle prese con un costo dell'energia insostenibile, stanziando 750 milioni per ridurre gli oneri di sistema. […]

 

Carburanti e costo della vita sono altre questioni su cui il centrodestra non è riuscito a dare un seguito rispetto agli impegni della campagna elettorale. Le accise sul gasolio sono cresciute, e i vari tavoli sul monitoraggio dei prezzi degli alimentari e della benzina – organizzati dal ministro Adolfo Urso – non sembrano aver frenato la spirale degli aumenti.

 

PENSIONI

Quanto alle pensioni e all'abolizione della legge Fornero si è parlato spesso: il risultato è che l'anno prossimo si andrà ancora in pensione di vecchiaia con 67 anni di età, oppure in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno le donne) e tre mesi di finestra mobile.

 

Dal 2027 i requisiti aumenteranno di un mese e dal 2028 di tre mesi. Opzione donna è stata cancellata e inoltre è saltata la norma che consentiva di utilizzare la rendita della previdenza integrativa per l'accesso alla pensione anticipata.

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...