TAV: MONTI E CATRICALÀ INCONTRANO COTA - L’ATTIVISTA SCENDE DAL TRALICCIO DELL’ALTA TENSIONE - BOSSI: “IL CAV STA CON MONTI SOLO PER INTERESSE: PRiMA ERA UN DELINQUENTE, POI È STATO IMPROVVISAMENTE ASSOLTO” - PROCESSO MEDIASET, PER I GIUDICI “TROPPO LENTO” - VIOLANTE: RIFORMA COSTITUZIONALE, SI PUÒ VOTARE AD AGOSTO - DURNWALDER ALLO “SPIEGEL”: ‘NOI ALTOATESINI PASSEGGERI DI PRIMA CLASSE’ - STORACE: SILVIO STACCHI LA SPINA A “BIN LODEN”…

1 - AIUTO
Jena per "La Stampa" - Dottore, dottore, la prego mi aiuti... Stia calmo, si sdrai sul lettino e mi dica che problema ha. Mi chiamo Alfano.

2 - TAV: MONTI INCONTRA COTA A PALAZZO CHIGI
(ANSA) - Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, sta incontrando il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, a Palazzo Chigi. All'incontro partecipa anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Lo si apprende a Torino dove si è saputo fra i temi dell'inconto vi sono quelli relativi un pacchetto di misure relative alla Tav Torino-Lione.

3 - TAV: ASSESSORE PIEMONTE, MARCIA SI' SAREBBE SEGNALE FORTE
(ANSA) - "Una marcia Sì Tav sarebbe un segnale politico forte: in Piemonte ci sono milioni di persone che non si siedono sull'autostrada e sono favorevoli a un'opera che è stata decisa democraticamente": lo ha detto Barbara Bonino, assessore regionale ai Trasporti arrivando in Provincia per l'incontro delle istituzioni con i parlamentari piemontesi. "Domani in Regione - ha aggiunto Bonino che alla riunione rappresenta il presidente della Giunta Regionale, Roberto Cota - incontreremo i sindaci 'dialoganti'". All'incontro in Provincia partecipano il commissario di governo Mario Virano, presidente dell'Osservatorio sulla Torino-Lione, il sindaco di Torino, Piero Fassino, l'europarlamentare Sergio Cofferati e moltissimi parlamentari eletti in Piemonte.

4 - TAV: ATTIVISTA NO TAV SCENDE DA TRALICCIO ALTA TENSIONE
(ANSA) - Turi Vaccaro, il pacifista del movimento No Tav, è sceso dal traliccio dell'alta tensione sul quale era salito ieri sera a Chiomonte (Torino) per protestare contro la Tav Torino-Lione. Lo si apprende dalla Questura di Torino.

Vaccaro è sceso spontaneamente dal traliccio dopo avere detto alcune preghiere. Attualmente si trova alla base dello stesso e sta effettuando training autogeno, osservato da alcuni agenti di Polizia e dai Vigili del fuoco che per il momento non lo hanno avvicinato. Le sue condizioni appaiono buone. La corrente elettrica sull'impianto è ancora staccata.

5 - E STORACE: SILVIO STACCHI LA SPINA A «BIN LODEN»
Dal "Corriere della Sera" - Oltre ai No Tav e agli edili ieri ha sfilato, nel cuore della Capitale, anche La Destra. Dal palco di piazza Bocca della Verità, dove ha invitato a salire Assunta Almirante, Francesco Storace ha invitato Silvio Berlusconi a «staccare la spina» al governo Monti («Basta con "Bin Loden"») per «ridare la voce al popolo».

E ha lanciato anche un messaggio «perché si faccia chiarezza» in vista delle amministrative: «Nessuno ci deve dire che se andiamo da soli facciamo vincere la sinistra, perché la sinistra al governo l'avete portata voi». Numerosi i cori nostalgici in omaggio a Giorgio Almirante, accompagnati da qualche saluto romano e alcune bandiere greche in «solidarietà» con il popolo ellenico.

6 - BOSSI AL VELENO: «IL CAV STA CON MONTI SOLO PER INTERESSE»
Da "il Giornale" - Silvio Berlusconi è diventato il sostenitore più convinto del governo di Mario Monti «perché è stato assolto in tribunale: prima era un delinquente e poi improvvisamente è stato assolto...». Così il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, alla fiaccolata contro il governo a Monza. A chi gli ha chiesto se dunque l'ex alleato sostenga Monti per interesse personale, Bossi ha replicato: «Quello è poco ma sicuro». Ma a chi gli chiedeva se ce l'avesse con il Cavaliere il Senatùr ha risposto: «Ce l'ho con Monti, un gran traditore del Nord».

7 - MEDIASET: GIUDICI, UDIENZE TROPPO VUOTE,RITMO PROCESSO LENTO
(ANSA) - E' terminata nel giro di poco più di due ore e mezza l'udienza del processo milanese sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset, che vede imputato, tra gli altri, Silvio Berlusconi per frode fiscale. "Non possiamo andare a questo ritmo", ha esclamato in aula il presidente del collegio della prima sezione penale, Edoardo D'Avossa, rivolto alle difese dell'ex premier e di Fedele Confalonieri che per oggi hanno citato un solo testimone, un consulente.

"Le udienze devono essere più piene e occupate, non come oggi che tutto è durato 2 ore e mezza", ha aggiunto D'Avossa, dopo la conclusione della testimonianza di Mario Massari, professore universitario di finanza aziendale, citato dalla difesa dell'ex premier e da quella del presidente di Mediaset.

Il docente ha svolto per conto dei difensori un'analisi sulla 'library' dei diritti tv Mediaset, riferita alla metà degli anni '90. ''Pensavamo che oggi durasse di più", ha risposto l'avvocato Niccolò Ghedini alla osservazione di D'Avossa. E il pm milanese Fabio De Pasquale: "Da verbale c'era scritto che oggi c'erano i consulenti di Berlusconi". La replica di Longo: "E questo abbiamo fatto". Poi ancora un intervento di D'Avossa: "Un'udienza occupata da un solo consulente va bene, ma allora deve essere più piena".

La prescrizione per la presunta frode fiscale contestata nel processo cade a fine del 2013. Oggi al termine della testimonianza i difensori dell'ex premier hanno anche chiesto ai giudici di 'inserire' un altro teste, un manager di una società americana, riguardo proprio ad alcuni punti trattati dal consulente oggi. Il collegio si è riservato sulla richiesta. Il 12 marzo verranno ascoltati altri tre consulenti delle difese di Berlusconi e Confalonieri e altri due, invece, verranno sentiti il 2 aprile. Per il 23 aprile citati gli ultimi tre testi italiani, tra cui Ubaldo Livosi e Alfredo Messina. Poi il collegio dovrà decidere se chiamare o meno a deporre alcuni testi stranieri.

8 - RIFORME: VIOLANTE, TAGLIO PARLAMENTARI NON PER RIDURRE COSTI
(ANSA) - "La questione dei costi è del tutto marginale. Lavoriamo, anzitutto, sull'ottimizzazione della rappresentanza politica. Non solo diminuendo il numero dei parlamentari, ma anche correggendo l'elettorato attivo e passivo". Luciano Violante spiega così a 'Il Sussidiario.net' la bozza di riforma costituzionale che ha messo a punto insieme ai tecnici di Pdl, Udc, Fli e Api.

"Abbiamo previsto - aggiunge - che i cittadini possano votare i propri rappresentanti sia alla Camera che al Senato a 18 anni (per il Senato servono 25 anni). E che possano essere eletti deputati a 21 anni (attualmente possono esserlo a 25) e senatori a 35 (ora è necessario averne 40). Ebbene: ampliare la base e ridurre il numero di deputati e senatori costruisce un rapporto migliore tra elettore ed eletto".

9 - VIOLANTE,SE ACCORDO PARTITI TESTO SI VOTA AD AGOSTO
(ANSA) - "Se i partiti si accordano, si può iniziare entro marzo la discussione, per avere entro giugno il voto al Senato ed entro i primi di agosto il voto alla Camera. Le dichiarazioni d'intenti sono positive. Occorrerà vedere, nella pratica, cosa succede". Lo afferma Luciano Violante a 'Il Sussidiario.net' commentando la bozza sulle riforme. "I partiti - aggiunge - hanno dato mandato al governo di interessarsi delle questioni economico-finanziarie mentre il Parlamento si occuperà di quelle istituzionali".

10 - L.ELETTORALE: BELISARIO, CITTADINI PUNIRANNO INIQUA RIFORMA
(ANSA) - "Far fuori le forze politiche che non sono in maggioranza con i tecnicismi della legge elettorale non è mai un buon esercizio di democrazia". Lo ha detto il Presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, per cui "il nuovo patto tra Pd, Pdl e Terzo polo per spartirsi i posti in Parlamento è iniquo e antidemocratico. Per fortuna i cittadini non sono stupidi e non si lasceranno ingannare dal nuovo porcellum".

"La legge elettorale deve garantire la possibilità di scelta dei propri rappresentanti, obbligare a dichiarare l'alleanza di governo prima delle elezioni (e non dopo) e la massima rappresentatività possibile, cioè quello che chiedeva il referendum col sostegno di 1.200.000 firme. Il patto innaturale tra le forze che sostengono il governo, sulla riforma della legge elettorale, va esattamente nella direzione opposta e i parlamentari continueranno ad essere scelti dalle segreterie di partito. Oltre al merito - conclude Belisario - va condannato anche il metodo. Le riforme, a partire da quella costituzionale, vanno discusse in Parlamento e non in riunioni segrete. Sappiamo tutti che fine hanno fatto i patti della crostata e della baita di Lorenzago".

11 - ALTO ADIGE: DURNWALDER A SPIEGEL, NOI PASSEGGERI 1/A CLASSE
(ANSA) - "L'Alto Adige deve fare la sua parte per superare la crisi. Siamo tuttora sulla stessa barca con l'Italia, anche se noi altoatesini siamo passeggeri di prima classe". Lo dice il governatore Luis Durnwalder allo Spiegel. Il settimanale tedesco analizza le "tendenze separatiste in Alto Adige, rinfocolate dalla rigida politica di risanamento del governo Monti". "Il ricco nord non intende pagare per il povero sud", scrive Der Spiegel, che illustra la situazione politica nella Provincia di Bolzano.

Per Eva Klotz, la Pasionaria del Sudtirolo, l'unica strada possibile resta quella dell'autodeterminazione: "Cosa deve ancora accadere prima che il Sudtirolo si stacchi finalmente da questo Stato?", chiede. Il settimanale cita anche i Freiheitlichen (i Liberal-nazionali di lingua tedesca), che propongono uno Stato libero. C'é spazio infine anche per l'assessore provinciale Thomas Widmann (Svp), che rilancia l'ipotesi di 'riscattare' dallo Stato il debito pro capite degli altoatesini, 'comprando' così la piena autonomia da Roma.

 

fornero monti catricala Bossi versa l'acqua del Po in testa al figlio Renzo, a sinistra CotaLUCA ABBA ASCESA SUL TRALICCIO E LA CADUTA BERLUSCONI STORACE Berlusconi Bossi LONGO E GHEDINI big LUCIANO VIOLANTE felice belisario DURNWALDER

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...