virginia raggi

UN TAXI PER VIRGINIA - LA RAGGI 'MINACCIATA' ANCHE DAI TASSINARI ROMANI, SUOI GRANDI SOSTENITORI. IL BOSS DEL 3570, BITTARELLI, FURIOSO CON ENRICO STEFANO, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TRASPORTI: ''VUOLE IMPORCI IL FALLIMENTARE NUMERO UNICO DEI TAXI. PERÒ NON SI È MAI DEGNATO DI CONFRONTARSI CON NOI, SI LIMITA A PUBBLICARE I SUOI PENSIERI SU FACEBOOK''

 

Loreno BittarelliLoreno Bittarelli

(OMNIROMA) - "Apprendiamo che secondo il presidente della commissione Trasporti del Comune di Roma, Enrico Stefano, il problema di Roma non è la paralisi amministrativa, i rifiuti che traboccano, le voragini delle strade che sprofondano, i trasporti ormai al collasso, l'abusivismo dilagante, non solo sul settore del trasporto, ecc., ecc., ma bensì... il 3570 che, insieme ad altri radiotaxi, vieterebbero ai propri associati di aderire al fallimentare, inefficiente, e costosissimo per i contribuenti, numero unico Taxi del comune di Roma.

 

Ha dell'incredibile la dichiarazione del presidente della Commissione Trasporti, Enrico Stefano, secondo cui la prossima mossa dell'Amministrazione Raggi sarebbe quella di far cambiare idea ai Consorzi, a suo avviso ribelli, sull'utilizzo del Numero Unico da parte dei tassisti agli stessi associati, con i quali però omette di dire che non si è mai degnato minimamente di confrontarsi, perchè - ha fatto sapere - che lui non li convoca, ma si limita a pubblicare i suoi pensieri su Facebook".

 

VIRGINIA RAGGI IN BICICLETTA VIRGINIA RAGGI IN BICICLETTA

Così, in una nota, Loreno Bittarelli del 3570. "Il presidente Stefano- prosegue - forse non sa che i Consorzi e le Cooperative Radio Taxi sono organismi di diritto privato e regolati da propri Statuti che non vietano (e non potrebbero farlo) il servizio 060609 attivato dal Comune di Roma, ma prevedevano, come tutti gli Statuti regolanti il settore, il divieto di aderire a servizi in concorrenza.

 

Il problema, semmai, è che Stefano ignora anche che, in base al principio di sussidiarietà, introdotto dalla riforma del Titolo V della Costituzione, è il Comune di Roma che non dovrebbe e potrebbe fare quello che già fanno i privati: ed è, quindi, la Costituzione che sancisce il divieto del servizio 060609 così come è impostato, e non gli Statuti che sono, peraltro, di gran lunga antecedenti all'attivazione del servizio.

 

ENRICO STEFANOENRICO STEFANO

Ma, come per Johnny Stecchino nel film di Benigni, la piaga di Palermo era il traffico e non la mafia, così per il Presidente Stefano, la piaga di Roma non sono l'abusivismo dilagante che aggredisce l'utenza e fa concorrenza sleale agli operatori del trasporto pubblico, ma bensì la mancata adesione da parte di questi ultimi al servizio Radio Taxi che il Comune ha aggiunto a quello che da più cinquanta anni i tassisti già offrono all'utenza a costo zero e con un'efficienza e una funzionalità che il Comune si sogna, nonostante le difficoltà di viabilità esistenti.

 

Peraltro, Stefano ignora che lo stesso servizio Radio Taxi, che il Comune di Roma sta tentando di avviare con lo 060609, è ormai tecnologicamente di gran lunga superato dalla App IT-Taxi che l'Unione dei Radiotaxi Italiani e il 3570 hanno da tempo lanciato con successo sul mercato italiano e presto mondiale.

 

E per questo servizio 060609, che il Comune difende come reperto archeologico preistorico, Stefano ha anche il coraggio di attingere alle risorse del Ministero dell'Ambiente per ben 733.640 euro che, essendo soldi pubblici, sono a carico dei contribuenti che sarebbero poi anche gli utenti del servizio. Soldi che, venendo dal Ministero dell'Ambiente, potrebbero essere spesi per la realizzazione delle colonnine di ricarica per i taxi elettrici, come noi da tempo, inutilmente, chiediamo e che il 3570 offre all'utenza e alla città di Roma per evitare l'inquinamento, ma, inspiegabilmente, seguitano a non essere finanziati.

 

TAXI ROMA TAXI ROMA

Questa non è altro che la conferma che una città complessa come Roma non può essere amministrata e gestita con superficialità e improvvisazione da persone che non ne conoscono minimamente i problemi. Forse sarebbe meglio, per il bene di tutti, usare una maggiore dose di umiltà e di confronto, dando più spazio a tutti quelli che, nonostante tutto, continuano a lavorare a tesa bassa tutti i giorni per offrire servizi sempre più avanzati e migliori per i cittadini".

Ultimi Dagoreport

ernesto galli della loggia giorgia meloni

DAGOREPORT - FAZZOLARI E' PER CASO IL NUOVO DIRETTORE DEL "CORRIERE"? - IN UNA PRIMA PAGINA CHE NASCONDE LE MENZOGNE DI GIORGIA MELONI, SPUTTANATA DA MACRON, BRILLA UN EDITORIALE VERGOGNOSO DI GALLI DELLA LOGGIA CHE SI DOMANDA: "SE LA GERMANIA (DI AFD) HA DAVVERO FATTO I CONTI CON IL SUO PASSATO NAZISTA. IN ITALIA, INVECE, UN PARTITO CHE PURE HA LE SUE LONTANE ORIGINI NEL FASCISMO GOVERNA DA TRE ANNI IN UN MODO CHE SOLO I COMICI (DUNQUE PER FAR RIDERE…) GIUDICANO UNA MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA" - L’EX MAOISTA, POI TERZISTA, QUINDI BERLUSCONIANO, 5STELLE, INFINE MELONIANO  DEVE STUDIARE UN PO’, INVECE DI CAMBIARE PARTITO A OGNI CAMBIO DI GOVERNO. NEL DOPOGUERRA IN GERMANIA, GLI EX NAZISTI RIENTRARONO NEL CONTESTO SOCIALE E OTTENNERO POSTI DI POTERE NELLE INDUSTRIE PIÙ AVANZATE FINO ALLA CONTESTAZIONE DEL '68, SIMBOLEGGIATA DALLO SCHIAFFONE RIFILATO DALLA STUDENTESSA BEATE KLARSFELD AL CANCELLIERE (EX NAZISTA) KURT KIESINGER – IN ITALIA LA DESTRA ALLA FIAMMA DI FINI FU SDOGANATA DAL GOVERNO BERLUSCONI, DOVE IL MINISTRO DELLA GIOVENTU' ERA GIORGIA MELONI. COSA CHE IL GALLI OMETTE ESSENDO ORA COLLABORATORE DEL GOVERNO DUCIONI PER IL SETTORE SCUOLA...

orcel giorgetti

DAGOREPORT – GIORGETTI SI CONFERMA UN SUPPLÌ CON LE UNGHIE: ALL’INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DI UNICREDIT PER LA MODIFICA DEL DECRETO GOLDEN POWER CHE BLINDA L'OPS SU BPM, BANCA CARA ALLA LEGA, CHI HA INCARICATO IL MINISTRO DI CAZZAGO? STEFANO DI STEFANO, DIRETTORE GENERALE DELLE PARTECIPAZIONI DEL MEF, MA ANCHE COMPONENTE DEL CDA DI MPS. INSOMMA, LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO... – CALTA C’È: LA GIRAVOLTA DEL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SULL'OPERAZIONE MEDIOBANCA-BANCA GENERALI…

guzzetti bazoli meloni fazzolari e caltagirone scannapieco giuseppe francesco gaetano dario cdp giorgia

DAGOREPORT - AVVISATE ‘’PA-FAZZO CHIGI’’ CHE IL GRANDE VECCHIO DELLE FONDAZIONI BANCARIE, GIUSEPPE GUZZETTI, HA PRESO IL BAZOOKA - L’INDOMABILE NOVANTENNE NON NE PUÒ PIÙ DI VEDERE CASSA DEPOSITI E PRESTITI (DI CUI LE FONDAZIONI HANNO IL 30%) RIDOTTA A CAGNOLINO SCODINZOLANTE DEI FRATELLI DI FAZZOLARI: AFFONDATA LA NOMINA DI DI CIOMMO ALLA PRESIDENZA DEL CDA DEL FONDO F2I - MA IL CEFFONE PIÙ SONORO AL SOVRANISMO BANCARIO DEL GOVERNO DUCIONI È STATO SFERRATO DAL TERRIBILE VECCHIETTO CON LA VENDITA DELLA QUOTA DELLA FONDAZIONE CARIPLO IN MPS, IL CAVALLO DI TROIA DEL FILO-GOVERNATIVO CALTAGIRONE PER ESPUGNARE, VIA MEDIOBANCA, GENERALI – STRATEGIE DIVERSE SUL RISIKO TRA GUZZETTI E IL SUO STORICO ALLEATO, IL GRANDE VECCHIO Di BANCA INTESA, “ABRAMO” BAZOLI…

giorgia meloni incontra george simion e mateusz morawiecki nella sede di fratelli d italia sergio mattarella frank walter steinmeier friedrich merz

DAGOREPORT –LA CAMALEONTE MELONI NON SI SMENTISCE MAI E CONTINUA A METTERE IL PIEDINO IN DUE STAFFE: IERI HA INCONTRATO NELLA SEDE DI FDI IN VIA DELLA SCROFA L’EURO-SCETTICO E FILO-PUTINIANO, GEORGE SIMION, CHE DOMENICA POTREBBE DIVENTARE IL NUOVO PRESIDENTE ROMENO. UN VERTICE CHE IN MOLTE CANCELLERIE EUROPEE È STATO VISTO COME UN’INGERENZA – SABATO, INVECE, LA DUCETTA DEI DUE MONDI INDOSSERÀ LA GRISAGLIA PER PROVARE A INTORTARE IL TEDESCO FRIEDRICH MERZ, A ROMA PER LA MESSA DI INIZIO DEL PONTIFICATO DI PAPA LEONE XIV, CHE E' GIÀ IRRITATO CON L’ITALIA PER LA POSIZIONE INCERTA SUL RIARMO EUROPEO E SULL’AZIONE DEI "VOLENTEROSI" A DIFESA DELL'UCRAINA - MENO MALE CHE A CURARE I RAPPORTI PER TENERE AGGANCIATA L'ITALIA A BRUXELLES E A BERLINO CI PENSANO MATTARELLA E IL SUO OMOLOGO STEINMEIER NELLA SPERANZA CHE LA MELONI COMPRENDA CHE IL SUO CAMALEONTICO EQUILIBRISMO E' ORMAI GIUNTO AL CAPOLINEA (TRUMP SE NE FOTTE DEL GOVERNO DI ROMA...)