scontri brasilia2

HA MOLTO DA TEMER. IL PRESIDENTE BRASILIANO, SOTTO ACCUSA PER CORRUZIONE, FA USCIRE L’ESERCITO: 100 MILA PERSONE IN PIAZZA PER CHIEDERE LE DIMISSIONI – LA FOLLA ASSALTA I MINISTERI A BRASILIA, SCONTRI CON LA POLIZIA ED I MARINES. PRESA DI MIRA ANCHE LA CATTEDRALE

 

Daniele Mastrogiacomo per la Repubblica

 

scontri brasilia1scontri brasilia1

Il poliziotto si piega sulle gambe, ruota il braccio e punta la pistola di taglio verso la folla. Spara due colpi in rapida successione. Poi grida rivolto ai suoi colleghi: "Presto, ritiriamoci". Anche lui retrocede. Senza mai voltarsi indietro. Afferra una lastra di metallo, la usa come scudo. Si protegge dalla pioggia di sassi, bastoni, pietre e bottiglie incendiarie. La gente non si è resa ancora conto di quello che è successo. Solo quando qualcuno inizia a gridare e a chiedere aiuto, molti si accorgono che ci sono due persone ferite a terra. Colpite da proiettili. Veri. Di piombo.

scontri brasilia9scontri brasilia9

 

Qualcuno chiama i soccorsi, arrivano le prime ambulanze mentre i vigili del fuoco sono già in azione attorno e dentro il ministero dell'Agricoltura dove sono divampati degli incendi. Ma il fuoco ha attecchito anche quello della Sicurezza sociale e altri sette palazzi sono stati devastati.

 

Brasilia, la capitale politica del Brasile, una città disegnata dai più famosi architetti del paese con uno stile che la rende quasi surreale, è stata al centro di una violenta battaglia tra 100 mila manifestanti e 5 mila poliziotti. Ci sono almeno 5 persone colpite da armi da fuoco. Tra questi un ambulante che si trovava nella zona e che non partecipava alla protesta. Un colpo di pistola gli ha attraversato la faccia all'altezza della mascella. Altre 44 risultano ferite, con tagli al volto, alle mani, alle braccia, sul corpo. Otto poliziotti sono stati ricoverati con ferite e contusioni.

scontri brasilia3scontri brasilia3

 

Il presidente del Brasile ha mobilitato l'esercito: 1500 soldati  e 200 marines sono stati chiamati a difesa di tutti gli edifici pubblici e governativi fino al 31 maggio. In modo particolare presidieranno la sede del Tribunale Supremo Federale (TSF) e il Parlamento. Una scelta inedita, che ha fatto piombare il Brasile ai tempi della dittatura militare (1964-1985). Il provvedimento è a tempo. Ma Temer ha già detto che lo userà ogni volta che lo riterrà necessario.

scontri brasilia8scontri brasilia8

 

Sul varo del decreto ci sono state una polemica e un rimpallo di resposabilità. Temer ha fatto sapere che l'aveva sollecitato il sindaco di Brasilia. Ma il sindaco ha detto di essersi solo consultato con il Capo dello Stato e ha giudicato "eccessiva" la misura. Temer a sua volta ha scaricato tutto sul ministro della Difesa in una girandola di accuse e controaccuse. Il provvedimento si basa su una legge d'emergenza, la Law and order Assurance (GLO), varata nel 1999, rivista nel 2001 e poi firmata dalla Rousseff nel 2014 . E' stata applicata solo durante le Olimpiadi e i Mondiali dell'anno scorso.

 

scontri brasilia, esercitoscontri brasilia, esercito

Incastrato da una registrazione audio nella quale si sente chiaramente che acconsente il pagamento di alcune tangenti, il presidente Michel Temer cerca di resistere ad una pressione sempre più vasta che chiede le sue dimissioni. Il Tribunale Supremo Federale, la massima istanza giuridica che valuta l'azione penale nei confronti delle alte autorità istituzionali, ha deciso di incriminarlo per tre gravi reati: corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere.

scontri brasilia7scontri brasilia7

 

Temer ha negato il suo coinvolgimento nell'ennesimo episodio di corruzione e ha rifiutato di dimettersi. Anzi: ha chiesto al Tribunale Supremo di avviare tutte le indagini necessarie e ha contestato la registrazione sostenendo che "aveva almeno 70 tagli". Un famoso perito da lui incaricato, assieme allo staff di avvocati che lo assiste, ritiene che la prova a questo punto non ha alcun valore giuridico. Il suo partito (PMDB) e quelli che lo sostengono stanno valutando l'ipotesi di un impeachment (ci sono già 8 richieste ufficiali) e l'avvio di un'elezione indiretta, cioè con il voto del Congresso. La Costituzione prevede, in caso di destituzione, la nomina a Capo dello Stato del presidente della Camera

 

scontri brasilia5scontri brasilia5

Convocato dai sindacati e dai partiti di opposizione con lo slogan "Fuori Temer, occupiamo Brasilia", il corteo si è snodato per le vie della capitale ed è stato il più imponente che si ricordi dai tempi dell'impeachment del presidente Fernando Collor nel 1992. Una volta giunti davanti allo stadio Mane Garrincha, i manifestanti si sono dispersi.

 

scontri brasilia esercito1scontri brasilia esercito1

Pochi minuti dopo è arrivata la notizia che Temer aveva deciso di mobilitare l'esercito per le strade. Un folto gruppo di manifestanti si è diretto verso la zona dove sorgono i ministeri e il Congresso. Armati di bastoni e di pietre, il volto coperto, protetti da scudi di metallo e di plexigas hanno raggiunto le sedi istituzionali. Divisi in gruppi sono entrati in alcuni ministeri e hanno devastato gli interni. Sono stati appiccati degli incendi che ben presto hanno attecchito le suppellettili.

scontri brasilia, esercitoscontri brasilia, esercito

 

temertemer

Anche la cattedrale è andata a fuoco ma i danni sono contenuti. La polizia è intervenuta ma ha trovato una dura resistenza. Anche perché, nel frattempo, altre migliaia di persone avevano raggiunto il gruppo di anarchici e di black bloc e hanno iniziato a costruire a lanciare le prime molotov. Gli scontri si sono presto trasformati in una battaglia furibonda. Gli agenti hanno sparato centinaia di candelotti lacrimogeni e presto qualcuno ha tirato fuori le pistole. Oglobo pubblica una foto in cui viene immortalato uno dei poliziotti che spara con la sua pistola. La magistratura ha deciso di avviare sette indagini. Sull'uso delle armi da parte degli agenti e sulle devastazioni.

MARCELA TEDESCHI E TEMERMARCELA TEDESCHI E TEMER

 

Il clima è tesissimo. Il governo rischia di cadere da un momento all'altro. Resiste solo per far passare le riforme del lavoro e delle pensioni ma può contare su una maggioranza sempre più sfilacciata, su un presidente azzoppato dalla corruzione e da un paese, a stragrande maggioranza, che non lo vuole più.

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?