renzi berlusconi giudici magistrati

TOGHE INFELTRITE: “NON È CHE IL PROBLEMA SONO I GIUDICI, CHE SI CONSIDERANO INTOCCABILI, AL DI SOPRA DI OGNI AUTORITÀ? PERCHÉ I MEDICI CHE SALVANO VITE SONO SOTTOPOSTI A RESPONSABILITÀ CIVILE E I MAGISTRATI NO?”

Vittorio Feltri per “il Giornale

 

vittorio feltrivittorio feltri

Ieri i giornaloni italiani, Corriere e Repubblica , avevano in prima pagina un titolo dedicato allo scontro tra toghe e governo.

 

Le prime si lagnano con il secondo perché si sentono delegittimate. Cosa vuol dire? Senza perderci in voli pindarici, semplifichiamo: i magistrati, dei quali non voglio parlare male perché li temo (peggio, ne ho una paura fottuta) ce l'hanno a morte con l'esecutivo, lo accusano di essere più attento alle intercettazioni (odiate dai politici) che alla mafia. Il premier Matteo Renzi risponde irritato: i giudici non fanno mai autocritica.

CANTONE RENZICANTONE RENZI

 

Per pura piaggeria sarei tentato di dare ragione ai signori della cosiddetta giustizia allo scopo di tenermeli buoni, però non posso nascondere il sospetto che essi si sentano dei padreterni e rifiutino critiche desiderando continuare a spadroneggiare. Perché dico questo?

 

Quando a menare il torrone era Silvio Berlusconi, notoriamente intenzionato a riformare l'ordine giudiziario, i magistrati hanno fatto il diavolo a quattro per incastrarlo e ci sono riusciti alla grande, vincendo la partita. Tant'è che lo hanno messo fuori gioco conservando i privilegi di cui godono da sempre. Poi è arrivato Renzi a Palazzo Chigi ed è noto com'è andata. Il premier ha cercato di ridurre le loro ferie, ha introdotto un ampliamento della possibilità di ricorso contro di loro in caso di negligenza, senza contare altri ritocchi limitativi.

 

RODOLFO SABELLIRODOLFO SABELLI

Non entriamo nei dettagli della mini riforma onde non annoiare il lettore che, comunque, avrà capito quanto sia difficile disciplinare il lavoro nei tribunali. Ciò che ci sorprende è il fatto che, a prescindere dal colore della maggioranza da cui dipende la guida del Paese, i magistrati - non tutti, ma quasi - mal sopportino le ingerenze nella loro attività, dando l'impressione di considerarsi intoccabili, al di sopra di ogni autorità, come se costituissero una casta divina, non soggetta ad alcun controllo.

 

Perfino noantri, gente volgare, siamo consapevoli che una Repubblica democratica si regga sull'equilibrio dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma non ignoriamo neppure che esista la legittima possibilità che ciascuno di essi sia soggetto a modifiche tese a migliorare il funzionamento dello Stato.

 

BERLUSCONI GIUDICI big BERLUSCONI GIUDICI big

Un esempio. Per quale motivo qualunque lavoratore che commette un errore è chiamato a risponderne in sede penale o civile, tranne colui che indossi una toga? I medici, ai quali la nostra vita è legata, se sbagliano una diagnosi o una terapia, sono processati ed eventualmente obbligati a risarcire, mentre i magistrati sono sollevati da responsabilità? Inoltre, perché i dipendenti pubblici sono costretti a timbrare il cartellino, eccetto lorsignori addetti all'amministrazione della giustizia?

 

Ci sono giudici che si portano a casa fascicoli giudiziari, nei quali chiunque, dai figli alle mogli e alle collaboratrici domestiche, ha facoltà di ficcarvi il naso, quando invece dovrebbero restare segreti? Non sarebbe il caso di rivedere certe norme? Vietato anche solo parlarne senza suscitare reazioni scomposte da parte degli interessati.

 

SILVIO BERLUSCONI CAMERA MAGISTRATI SILVIO BERLUSCONI CAMERA MAGISTRATI

Noi non siamo tifosi di Renzi, e il lettore se ne sarà accorto, ma nella presente circostanza siamo con lui, che non ha in programma di distruggere l'ordine giudiziario, bensì di renderlo compatibile con gli schemi vigenti in altri settori, non solo pubblici. Suvvia magistrati, siamo nelle vostre mani; vi preghiamo di averle pulite. Vi consigliamo altresì la lettura del libro di un vostro collega aderente a Magistratura democratica, Piero Tony, ex procuratore capo di Prato, ovviamente di sinistra, che ha denunciato le porcherie della propria categoria.

 

Un testo istruttivo, mai smentito, dove si scoprono molti altarini e si dimostra quanto una riforma della corporazione non sia necessaria, bensì indispensabile. Se destra e sinistra sono critiche nei confronti della casta togata forse la casta stessa dovrebbe tacere e cogliere l'occasione per farsi un esame di coscienza. Se ce l'ha. Dimenticavo il titolo del volume: Io non posso tacere.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…