TOH! SCOPRONO ORA CHE I PARLAMENTARI SONO ELETTI DA NOI E STIPENDIATI DALLE LOBBY DELLE MULTINAZIONALI (E NON SOLO)

1. VIDEO - IL SERVIZIO DELLE "IENE" SUI PARLAMENTARI IN MANO ALLE LOBBY
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html


2. LE "IENE" SMASCHERANO I PARLAMENTARI A LIBRO PAGA DELLE LOBBY
Pier Francesco Borgia per "Il Giornale"

Proprio come uno stipendio. Con regolarità. Mensilmente. Ad alcuni senatori e deputati arriverebbero ogni mese finanziamenti da parte di alcune multinazionali che farebbero attività di lobby sfruttando soprattutto l'ingordigia dei nostri rappresentanti politici.

Questo almeno il senso dell'accusa lanciata dalla puntata delle Iene andata in onda ieri su Italia Uno. Nel servizio si vede un assistente parlamentare ripreso di spalle che con la voce alterata racconta il sistema utilizzato da alcune multinazionali per far passare emendamenti «favorevoli».

Il meccanismo, racconta la gola profonda, è semplice. «Ci sono multinazionali che hanno a libro paga alcuni senatori». Come funziona il meccanismo? «Semplice - spiega il portaborse - un emissario della società viene da noi a Palazzo Madama e ci consegna i soldi per i parlamentari per cui lavoriamo».

Le cifre? Si tratterebbe di operazioni che prevedono addirittura una sorta di tariffario: «Per quel che mi riguarda - spiega l'intervistato - conosco due multinazionali, una del settore dei tabacchi e un'altra nel settore dei videogiochi e delle slot machine ed entrambe elargiscono dai mille ai duemila euro ogni mese». La tariffa, inoltre, cambia «a seconda dell'importanza del senatore e quindi, se è molto influente, sale fino a 5mila euro».

Lo scopo è facile da intuire. Questi parlamentari si devono impegnare a far passare emendamenti favorevoli su leggi che interessano le stesse aziende. Per fare un esempio preciso, l'anonimo portaborse cita le sale Bingo per le quali «si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. I due gruppi fanno capo ad ex ministri del centro sinistra».

Inutile precisare che questo tipo di attività di lobby non è corretta e, anzi, viola non solo codici morali ma anche le leggi scritte, nonché i patti con gli elettori. Immediata la reazione di Pietro Grasso, presidente dell'aula del Senato.

«Dal servizio delle Iene - si legge in una nota di Palazzo Madama - emerge la denuncia di un comportamento che, se provato, sarebbe gravissimo. Purtroppo la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati».

Il servizio delle Iene non si limita a questa grave denuncia. La trasmissione mostra, poi, il diffuso malcostume, da parte dei parlamentari, di rimborsare in nero i loro assistenti. Molti «portaborse» prenderebbero, a quanto riferiscono Le iene, 800 euro in nero al mese pur disponendo del regolare tesserino per entrare a Palazzo Madama.

La confessione di questo sfruttamento e questo malcostume arriva ovviamente in forma anonima: «Il 70% dei colleghi si trova nelle mie stesse condizioni», racconta la gola profonda spiegando di lavorare in nero da circa dieci anni e di essere stato assistente «sia di un senatore di destra che di un senatore di sinistra».

Tutta colpa dell'autodichìa, dice il questore del Senato ed esponente grillina Laura Bottici: «All'interno di Palazzo Madama, dove si approvano le leggi, non hanno validità le leggi stesse ma solo i regolamenti interni. È questo il vero problema». È vero che modificare i regolamenti parlamentari è altrettanto complicato che redigere nuove leggi.

Tuttavia non è su questo aspetto che si focalizza l'attenzione del presidente del Senato. «Giorni fa ho evidenziato - ricorda Grasso - l'esigenza di una legge che disciplini, in maniera chiara e trasparente, l'attività lobbistica che al momento, seppur sempre presente, si muove in maniera nascosta».


3. CAMERE E LOBBY: MISIANI, A BREVE INTERROGAZIONE A GOVERNO
(ANSA) - "Un'interrogazione urgente al governo per fare piena chiarezza sul sospetto di rapporti di interesse tra parlamentari e alcune lobby economiche, accertando la natura delle relazioni intercorse e verificando se vi sono state condotte che esulano dai limiti previsti dal mandato parlamentare": ad annunciarla è il deputato del Pd Antonio Misiani.

"L'inchiesta delle Iene conferma la necessità di regolamentare severamente - dice Misiani - i rapporti tra politica e gruppi di interesse. Il punto di fondo è che lo Stato non può disinteressarsi del modo in cui la politica si finanzia".

"Se il superamento del sistema di rimborsi elettorali attualmente in vigore si traducesse nella mera privatizzazione del finanziamento, i partiti cadrebbero in mano ai grandi potentati economici e gli spazi di autonomia della politica verrebbero drasticamente ridotti.

Per questo, è necessario che la riforma del finanziamento dei partiti - evidenzia l'esponente del Pd - preveda da una parte forti incentivi fiscali per le piccole erogazioni liberali - per limitare al massimo il condizionamento dei grandi donatori - e dall'altra una rigorosa regolamentazione delle lobbies, istituendo un apposito registro e dando piena trasparenza al loro operato come avviene in molte altre democrazie".

 

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