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TESTA D'ATOMO - STATI UNITI E RUSSIA CERCANO UN ACCORDO PER RINNOVARE IL TRATTATO "NEW START", FIRMATO NEL 2010 E SCADUTO IERI, SUL CONTROLLO DEGLI ARSENALI NUCLEARI - NELLA NUOVA VERSIONE DOVREBBE ESSERCI IL LIMITE DI 1.550 TESTATE ATOMICHE SIA PER MOSCA CHE PER WASHINGTON (SONO PIU' CHE SUFFICIENTI A POLVERIZZARE IL MONDO, IN CASO DI GUERRA) - E' PREVISTO ANCHE UN SISTEMA DI CONTROLLI SATELLITARI, SCAMBIO DI DATI E DI ISPEZIONI RECIPROCHE INTRUSIVE "ON SITE" - E LA CINA? SE NE SBATTE: HA 600 ATOMICHE E VUOLE PORTARE IL PROPRIO ARSENALE A 1000 TESTATE ENTRO IL 2035...

SCADE IL TRATTATO SULLE ARMI NUCLEARI TRUMP: «NE SERVE UNO MIGLIORE»

Estratto dell’articolo Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"

 

dmitry medvedev barack obama

Ai tempi supplementari, qualcosa sembra muoversi sul New Start, il trattato sulla limitazione delle testate nucleari strategiche tra Russia e Stati Uniti, firmato nel 2010 e scaduto ieri, lasciando il mondo per la prima volta in oltre mezzo secolo privo di qualsiasi strumento di freno e controllo degli arsenali atomici.

 

Secondo il sito Axios, Mosca e Washington sarebbero infatti vicini a raggiungere un’intesa per continuare a rispettarne quanto meno i limiti massimi. La notizia trapela a margine dei colloqui di pace in corso ad Abu Dhabi tra Russia, Usa e Ucraina. Axios cita un anonimo funzionario americano, secondo il quale è stato «concordato tra le due parti di agire in buona fede e avviare una discussione sulle modalità di aggiornamento».

 

DONALD TRUMP E LE ARMI NUCLEARI

Un’altra fonte spiega che l’ipotesi di lavoro sarebbe quella di una estensione provvisoria di sei mesi, durante i quali Russia e Stati Uniti si impegnano a rispettare il New Start. Nel frattempo le due parti negozierebbero i nuovi termini di un rinnovo vero e proprio.

 

Trump non ha confermato l’anticipazione di Axios ma in un post su Truth ha riproposto la sua posizione: «più che trattare su un’estensione del New Start, un accordo malamente negoziato dagli Stati Uniti, e grossolanamente violato», occorrerebbe lavorare «a un nuovo, migliore e più moderno trattato che possa durare a lungo nel futuro». Mentre il portavoce del Cremlino, Peskov, ha detto che Mosca è «pronta a un dialogo» in presenza di «proposte costruttive».

 

barack obama dmitry medvedev

Il New Start fissa a 1.550 il numero massimo di testate atomiche (basate su missili a terra, a bordo di sottomarini e sui bombardieri strategici) che ognuna delle due superpotenze può spiegare.

 

In più, ed è questa la parte più innovativa ed efficace, l’accordo prevede un sistema di controlli satellitari, scambio di dati e soprattutto di ispezioni reciproche intrusive on site, che ne ha garantito il rispetto.

 

Firmato 16 anni fa da Barack Obama e Dmitrij Medvedev, allora presidente della Russia su temporanea concessione putiniana, il New Start prevedeva un solo rinnovo per cinque anni, sottoscritto nel 2021 da Biden e Putin, nel frattempo tornato al Cremlino. Ma dopo l’inizio della guerra in Ucraina, il leader russo ha sospeso il sistema dei controlli, nonostante sia Mosca che Washington hanno fin qui continuato a rispettare il tetto alle testate. [...]

donald trump - bomba nucleare

 

Un anno fa Putin aveva proposto a Trump, appena rieletto, una proroga volontaria di un anno del New Start. In cambio, però, la Russia chiedeva la rinuncia degli Usa al Golden Dome, il costosissimo progetto di scudo spaziale che Trump vuole realizzare ad ogni costo.

 

Ma il presidente americano non ha mai preso in considerazione la proposta, sostenendo, come ha di nuovo fatto ieri il suo segretario di Stato, Marco Rubio, che ogni nuova trattativa sulla limitazione delle armi nucleari strategiche debba comprendere anche la Cina, potenza atomica in forte crescita.

 

Pechino dispone attualmente di oltre 600 atomiche e appare decisa ad averne 1.000 entro il 2035. Ieri, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha confermato il rifiuto del Dragone di sedersi a un tavolo sul nucleare, almeno in questa fase: «Le nostre capacità sono di portata completamente diversa da quelle di Usa e Russia», ha detto Lin. [...]

 

SOTTOMARINI, MISSILI, NAVI: CHE COSA SUCCEDE ADESSO

Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

barack obama dmitry medvedev

[...] Quando Mosca e Washington hanno dato il via alla limitazione degli armamenti?

Dopo che l’allora presidente statunitense Richard Nixon e il leader russo Leonid Brezhnev strinsero il primo trattato Salt nel 1972, gli arsenali sovietici e americani in realtà crebbero rapidamente, raggiungendo un picco di circa 62 mila armi alla fine degli anni ’80. Poi i numeri iniziarono a calare.

 

Perché il mancato rinnovo è un problema di sicurezza globale?

Per la prima volta dal 1972, due superpotenze si trovano senza limiti alla struttura dei loro arsenali, proprio mentre entrambe stanno progettando e realizzando nuove generazioni di armi nucleari e nuovi vettori. Il tutto mentre dal 2022 Putin ha più volte esplicitamente minacciato l’utilizzo di atomiche sul campo di battaglia in Ucraina.

VLADIMIR PUTIN E LE ARMI NUCLEARI

 

A che punto è il riarmo di Washington e Mosca e quali altre superpotenze stanno aumentando il loro arsenale nucleare?

Mentre gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto progressivamente i loro armamenti altre potenze, tra cui la Cina e la Corea del Nord hanno incrementato il loro arsenale. Secondo il Pentagono, Pechino avrebbe accumulato 600 armi, destinate a superare le 1.000 entro il 2030. Washington sta spendendo 87 miliardi di dollari e sta modernizzando il suo arsenale con nuove testate per sottomarini e per navi da guerra classe Trump così come sta facendo Mosca con i missili Oreshnik. [...]

VLADIMIR PUTIN E LE ARMI NUCLEARIdonald trump - bomba nucleare

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