SENATO DELLE MIE TRAME - TRAVAGLIO: “SIAMO DISGUSTATI DAL FATTO CHE NON SARÀ ABOLITO IL SENATO MA LE ELEZIONI PER ELEGGERLO. I SENATORI SARANNO NOMINATI DAI PARTITI E AVRANNO L’IMMUNITÀ. PERCHÉ NON ABOLIRE PARTE DELL’ART. 68, SULL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE?”

Marco Travaglio per "il Fatto Quotidiano"

 

Renzi: “Noi non l’avevamo prevista, se diventa un problema la togliamo”. Boschi: “Non l’ha voluta il Pd e nemmeno il governo: nel nostro testo non c’era”. Berlusconi: “Quell’idea non è nostra”. Romani: “Forza Italia non l’ha chiesta, non ci interessa, leviamola pure: l’abbiamo scoperta dai testi dei relatori Calderoli e Finocchiaro”.

 

MARCO TRAVAGLIO FOTO ANDREA ARRIGA MARCO TRAVAGLIO FOTO ANDREA ARRIGA

Calderoli: “Aboliamola sia al Senato sia alla Camera, e non se ne parli più”. Finocchiaro: “Cosa vogliono da me? Per me l’immunità non va bene così neanche alla Camera. Noi abbiamo raccolto i pareri dei partiti e dei costituzionalisti, e il governo ha vistato due volte i nostri emendamenti. Sono disgustata dallo scaricabarile”.

 

Noi invece siamo più disgustati dal barile. Cioè dal fatto che non verrà abolito il Senato, ma le elezioni per eleggerlo; i senatori, anziché dai cittadini, saranno nominati dai partiti (tramite i Consigli regionali, quasi tutti inquisiti fra l’altro); saranno espropriati del potere legislativo (leggi costituzionali a parte) e di quello di sfiduciare i governi; saranno tutti consiglieri regionali o sindaci; però avranno l’immunità come i deputati, come se fossero scelti dagli elettori per fare le leggi, e non per fare i sindaci o i consiglieri regionali.

 

E non solo non risponderanno penalmente né civilmente delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle funzioni; ma non potranno neppure essere arrestati o intercettati o perquisiti senza l’autorizzazione a procedere di Palazzo Madama. Questo prevede il testo definitivo della cosiddetta riforma costituzionale del Senato che sarà votato in prima lettura (su quattro) il 3 luglio.

renzi pittibimbo 12renzi pittibimbo 12

 

Un testo, secondo la Finocchiaro, condiviso da tutti i partiti e dal governo. Invece, secondo il governo e i partiti, non era condiviso da nessuno. In attesa che la prova del Dna accerti l’identità di Ignoto Uno cioè l’esatta paternità del mostriciattolo, tecnicamente “fijo de ‘na mignotta” (si sospetta una relazione extraconiugale di Renzi con B. o Verdini), non resta che godersi l’ennesimo spettacolo della Banda Larga alle prese con la sua unica vera passione: l’impunità.

 

Naturalmente nessuno, con l’aria che tira nel Paese, ha il coraggio di chiamarla col suo nome. Così tutti mandano avanti giuristi di chiara fama, ma soprattutto fame, e firme di punta, ma soprattutto di tacco. Pigi Battista, reduce da memorabili prove di analfabetismo giuridico sulla responsabilità civile dei magistrati, spiega ai lettori del Corriere che l’immunità parlamentare è robetta: “un filtro, un argine, un contenimento” per scongiurare arresti inquinati dal “fumus persecutionis”.

 

boschi a casini hai una pistola in tasca o sei felice di vedermiboschi a casini hai una pistola in tasca o sei felice di vedermi

E pazienza se mai, dicesi mai, il Parlamento ha bloccato l’arresto di un suo membro per fumus persecutionis: per la semplice ragione che ciò presupporrebbe un accordo criminoso fra il pm, il procuratore capo (che deve avallare ogni richiesta d’arresto) e il gip (che deve accoglierla o respingerla) per perseguitare un eletto del popolo senza prove, per motivi politici.

 

Il che oggi è impossibile, mentre non lo era nel 1948, quando fu varata la Costituzione. Battista crede (chissà chi gliel’ha detto) che i padri costituenti abbiano scritto l’articolo 68 sulle immunità per tutelare “l’equilibrio e il bilanciamento dei poteri” contro il “giustizialismo”.

 

Balle: i costituenti – basta leggere i lavori preparatori – temevano che la magistratura uscita indenne dal fascismo senza epurazioni, dunque omologata socialmente, culturalmente e politicamente alle classi dominanti, potesse colpire le forze di opposizione (di sinistra) per compiacere i partiti di governo (sempre gli stessi, nel sistema bloccato della guerra fredda).

 

maria elena boschi e napolitanomaria elena boschi e napolitano

Il pensiero andava a reati dal movente tipicamente politico: occupazioni delle terre, i blocchi stradali e ferroviari, i picchettaggi, i comizi troppo accesi, le manifestazioni di piazza non autorizzate e altri che - essi sì - si prestavano a interpretazioni persecutorie. Non si pensava certo a corruzioni, malversazioni, frodi fiscali, complicità mafiose: delitti tipici di chi esercita il potere, non certo di chi vi si oppone. Oggi se c’è un articolo superato dai tempi è proprio il 68.

 

Nell’ultimo ventennio infatti sia la destra sia la sinistra sono andate più volte al governo. La magistratura s’è resa sempre più indipendente dal potere. E le leggi elettorali ipermaggioritarie hanno trasformato i voti sulle immunità in prove di forza delle maggioranze sulle minoranze (salvo quando votano tutte insieme). Ora poi il governo Renzi e la sua maggioranza (un’ammucchiata di tutti i partiti, salvo M5S) hanno deciso di aggiornare la Costituzione: dunque non si vede perché l’unico articolo intoccabile debba essere proprio il più sorpassato, cioè il 68.

 

denis verdinidenis verdini

Né perché mai, mentre si divaricano i poteri e la selezione di deputati e senatori, non si possa differenziarne anche il sistema immunitario. Oppure riformarlo per tutti nel modo più semplice e ragionevole: lasciando il primo comma dell’art.68, quello sull’insindacabilità delle opinioni e dei voti; e cancellando gli altri due sull’autorizzazione a procedere per la custodia cautelare, le intercettazioni, le perquisizioni e i sequestri.

 

Se si chiamassero i cittadini a votare, questa riforma raccoglierebbe un plebiscito: vedremo chi, di qui al 3 luglio, avrà il coraggio di proporla. Se qualche “sessantottino” si opporrà, lascerà le impronte digitali sul testo infame che oggi tutti fingono di non conoscere. E, anche se non spiegherà il perché, lo capiremo lo stesso.

Berlusconi in tribunaleBerlusconi in tribunale

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO